Ficarazzi


Ficarazzi si distendeva piccolo e raccolto fra le sue antiche case a mezzo di una dolce e verde collina, da sempre destinato ad accogliere i nuovi arrivati con la grande ospitalità che caratterizza i suoi abitanti. Era un piccolo centro agricolo, che viveva la propria dimensione e peculiarità, quasi equidistante, e non solo geograficamente, fra la nobile e antica Acireale e la sua moderna e vivace Catania; godeva a pieno di tale fortunata posizione facendo crescere i suoi figli fra queste “due culture”; e c’era poi Aci Castello con il vecchio rapporto d’amore-odio e tutto il senso della nostra diversità. All’inizio della memoria storica dei nostri nonni Ficarazzi aveva un “funnucu” cioè un posto di ristoro per carrettieri che andavano e venivano per la Piana di Catania, poi nacque anche una “locanda” , ambedue al centro del paese o meglio ne’ “I CASALINI” cioè dove oggi si trova la sede dell’Associazione “Amici della musica, Aci e Galatea”. C’è ancora negli orecchi di noi bambini di circa 40-50 anni fa’ il rumore, sull’acciottolato dell’ultimo carretto, confuso con le storie che il nonno ci raccontava la sera sulla “grande guerra”. Vissuta in mezzo ai ghiacciai del monte Grappa e che fini con la vittoria italiana e continuò per molto purtroppo con l’emigrazione verso l’America. Poi venne la seconda guerra mondiale e Ficarazzi conobbe il fenomeno degli sfollati : famiglie intere di Catania che vennero a rifugiarsi fra di noi, fraternizzando con i nostri nonni, e sicuramente da li’ nacque l’amore per Ficarazzi da parte di tanti, oltre che per la naturale bellezza del sito. Poi esplose il benessere e le macchine annullarono definitivamente le brevi distanze tra Ficarazzi e le due città ;tante piccole e grandi macchine cominciarono ad invadere le nostre piccole strade , tanti complessi edilizi sorsero nel giro d’alcuni decenni e Ficarazzi divenne un grande centro , un po’ dormitorio e un buon posto per rifugiati . Ed anche questa volta nessun problema fra le persone del vecchio e dei nuovo paese , anzi tanta cordialità e tanto buon vicinato. Vivere pero , e’ un po’ difficile perché i servizi, le strutture comuni, le strade non sono cresciuti con la stessa velocità. Oggi ci troviamo, come paese, nella stessa situazione di una famiglia che all’improvviso si trova ad ospitare una gran folla di amici e per non scoraggiarsi fa valere quell’antico detto ” A casa e’ granni quantu voli u patruni”, però il disagio si aggrava ogni giorno di più.

I luoghi classici destinati alla vita sociale sono stati sempre gli stessi:       

  • I CASALINI, cioè il centro di Ficarazzi, dove c’era il bar, il “tabacchino,” una rivendita di generi alimentari, e dove solamente da circa 10 anni c’è pur e una piazza. Prima, le persone si riunivano a gruppetti sui marciapiedi del centro oppure dinanzi al bar; i vecchietti facevano a gara per sedersi negli unici due sedili di ferro situati sui marciapiedi. Qui si facevano i comizi elettorali riservati naturalmente soltanto agli uomini e che molto spesso si trasformavano in veri e propri spettacoli, per lo più comici.
  • LA CHIESA, era il regno delle donne; si cantava in coro con l’aiuto di un armonium, si seguivano tutte le feste comandate con particolare cura in quanto costituivano gli unici momenti di svago, di distrazione e di incontri; si preparavano le piccole recite dei bambini per Natale e per Pasqua. Gli uomini avevano una navata della chiesa a parte, quella dei Cuore di Gesù, le donne si sedevano nella navata centrale e i bambini tutti attorno all’altare.
  • IL TEATRO, prima nacque la passione per il teatro e poi il salone parrocchiale per il teatro. Fino al 1952 le recite teatrali si facevano naturalmente d’estate su un grande palco che veniva apparecchiato “supra u chianu da chiesa”. Era un teatro tutto al maschile, dove erano impegnate le persone più importanti del paese, nell’organizzazione né e nella recita. Gli attori erano i veri grandi protagonisti dell’estate, natura maschi e persone adulte; i ragazzi non avevano gran parte in questo gioco e perciò morivano dal desiderio di “essere grandi” per recitare anche loro. La fama di alcuni di quegli attori ha attraversato intere generazioni per giungere seppure come debole eco fino a noi.

Tre grandi caratteristi accanto ai quali ha recitato un po’ tutto il paese: l’arte del teatro ha viaggiato sempre dentro le vene, nel sangue dei cittadini di Ficarazzi! Naturalmente gli spettacoli veni, ano “rappresentati” nelle serate di festa e tutta Ficarazzi si spostava “supra u chianu da chiesa”.Queste erano le vere ” adunate oceaniche” del paese; si fa per dire, infatti fino al 1960 si contavano circa 1.000 abitanti! Era però tutto un popolo riunito sotto le stelle a godere dei teatro proposto e recitato con grande da figli della stessa terra. Niente macchine, niente televisore ed il successo era assicurato! Anche d’inverno l’appuntamento con il teatro era assicurato, infatti per Carnevale si recitava “A MASCARATA”, chiamata pure “U DIRI”, cioè una forma antichissima di teatro popolare, i cui testi si tramandavano oralmente di generazione in generazione. Sicuramente scritta da buoni autori perché la struttura richiama mirabilmente quella dei teatro classico greco e il testo, in versi siciliani, e’ una parodia dei grandi e piccoli fatti della vita. Tutto però e’ contenuto e finalizzato per far ridere, divertire in occasione del Carnevale. Negli ultimi anni questa forma speciale di teatro e’ stato rivisitata e valorizzata dall’Associazione Amici della Musica “Aci e Galatea” con la paziente opera di ricostruzione di Toto’ Messina e degli attori vecchi e nuovi che lo collaborano. IL SALONE PARROCCHIALE, ospitò subito il teatro e fu adibito anche a cinema parrocchiale. Le donne cattoliche , guidate dall’infaticabile SIGNORA NELLY, si ripresero un po’ la rivincita organizzando delle recite dei bambini ; le foto del tempo ci riportano angeli sospesi in aria e personaggi di fiabe famose. Era anche il tempo delle scenette musicali; in una di queste canto forse per la prima volta in pubblico MARCELLA BELLA, che aveva circa sei anni e si esibì con la famosa canzone “Gondoti gondola”. Il nuovo salone parrocchiale diede l’avvio a un grande fervore di attività ricreative e formative, e con il passare degli anni si avvicendarono le varie generazioni a fare teatro, fino a che venne l’era di “MARIO RE”.Era l’inizio dei favolosi anni 60: Concorsi teatrali per amatori, concorsi canori per i più piccoli, teatro e poi teatro per tutti e fatto da tutti , fino ad arrivare alla fine degli anni 60 quando anche le ragazze ebbero la possibilità di calcare le scene.

Negli anni 70 infine fa capolino il grande teatro d’autore restando memorabile un’edizione speciale, adattata in dialetto siciliano e corredata dalle musiche di “Mascagni”, “CAVALLERIA RUSTICANA”. Altra iniziativa originale di quegli anni fu “IL FESTIVAL CANZONI DI IERI CANZONI DI OGGI” che attiro’ giovani e meno giovani non solo di Ficarazzi nel nostro Salone. E abbiamo motivo di pensare che le nostre idee furono riprese dai grandi mezzi di comunicazione, infatti subito dopo andarono di moda i festival musicali e gli spettacoli che guardavano anche al passato. Per ma volta la provincia aveva forse anticipato i gusti nazional-popolari!LA PARROCCHIA  insomma fu in quegli anni un luogo privilegiato di crescita culturale e di formazione, palestra formativa per moltissimi ragazzi e ragazze del tempo, che facevano delle esperienze comuni importanti, portando ognuno il bagaglio della propria cultura e della propria personalità, prima di fare i grandi passi nella vita professionale. Tutto questo fino agli anni 80, poi varie difficoltà ed incomprensioni e la stessa società dei consumi, nonché il grande sviluppo demografico dei paese interruppero questo meraviglioso ciclo vitale. Rimangono nostalgia e rimpianti, tentativi anche ben riusciti di nuovo compagnie teatrali che meritano grande plauso, anche se sembra mancare quel certo “collegamento” con il passato e quindi con tutta la società civile di Ficarazzi, che solo potrà fare grande il tutto. Oggi però registriamo tante novità, che giocano favorevolmente per la ripresa e la valorizzazione di queste, SPECIALISSIMO LUOGO STORICO CHE E’ LA PARROCCHIA PER FICARAZZI. C’è in somma la fondata speranza che la diaspora culturale e religiosa possa cessare, che i varie componenti della società di Ficarazzi possano fare dei passi importanti per la riscoperta delle radici culturali del nostro paese e la valorizzazione di tanti aspetti positivi del nostro contesto sociale, in modo da rendere la nostra Comunità più vivibile e più a misura d’uomo. In questo senso fra i segnali positivi il fatto che tutte le Associazioni presenti sul territorio, nate praticamente nel periodo della diaspora e del consumismo, si siano costituiti in COORDINAMENTO CITTADINO per le celebrazioni civili del 75’Anniversario della parrocchia, animando per un intero anno la Comunità di Ficarazzi con iniziative culturali e sociali di grande rilievo.

 fonte : http://www.lisolachenonce.sicilia.it/site/storia.html

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