Appendice di un Vertice Europeo.


L’Italia torna a casa con un 30 e lode e il consenso europeo dal Vertice di Bruxelles.

Il 30 Gennaio,infatti , si sono i riuniti i leader dell’Unione Europea, approvando la bozza del Fiscal Compact, cioè il Trattato sull’Unione di bilancio, fortemente voluto dal cancelliere tedesco Angela Merkel, che impone dinamiche per i bilanci molto più rigide per tutti i paese europei,  che entrerà ufficialmente in vigore dal 2013, per cercare di non far vacillare l’Europa in un periodo di instabilità e solidificare le sue basi. L’approvazione è stata sancita da ben 25 paesi, tranne ovviamente, come già ben noto, il defilato Regno Unito e della new entry della Repubblica Ceca, che giustifica la sua scelta asserendo di non voler aderire per “problemi procedurali” all’interno del suo Parlamento.  Cercando di fare un sunto del Fiscal Compact possiamo evidenziare alcuni punti principali che sono stati trattati: il deficit, il debito pubblico, l’ Esm, i summit allargati ai limitrofi della euro zona, i nuovi finanziamenti dall’Unione Europea e il Mercato unico e le liberalizzazioni.  Il nostro premier Mario Monti, si definisce soddisfatto per i risultati ottenuti durante il congresso nella conferenza stampa con i giornalisti palazzo Justus Lipsius, affermando che il decreto: ”ha evitato all’Italia di andare a sbattere contro il muro verso cui stava andando a sbattere!”.

Il Fiscal Compact, tecnicamente, pone fra i suoi obiettivi principali quello del pareggio di bilancio per cui il rapporto “deficit/PIL dei paesi membri non potrà avere un disavanzo superiore allo 0,5 per cento”. Qualunque Stato vada contro questa normativa, riceverà una sanzione pari allo 0,1% del PIL, per chi supera il deficit del 3% sono state confermate le sanzioni già esistenti. Inoltre gli Stati hanno l’obbligo di diminuire annualmente di 1/20 la parte del debito pubblico che supera il 60%. Questo punto, è caro alle problematiche italiane, poichè abbiamo un debito pari al 120% e questa clausula avrebbe potuto creare gravi problemi allo sviluppo e alla difficile rinascita dalle ceneri dell’Italia. Ma il premier Monti, è riuscito a convincere la Germania a non imporre, esclusivamente in questo caso, le sanzioni semiautomatiche e ad  introdurre alcune “attenuanti”, una sorta di cuscino, in linguaggio non tecnico, strettamente correlate all’entità del debito privato e all’andamento dell’economia, per i paesi che non riusciranno a ridurre il debito pubblico ( se si ha una buona condotta si può usare il cuscino ). I 17 leader della Ue,hanno stabilito, che si riuniranno almeno due volte l’anno per fare il punto della situazione invitando anche chi è fuori dall’euro, per riuscire a far fronte alla crisi, cercando di avere una solida collaborazione bipolare.  Tra l’altro, uno dei punti più delicato, toccato durante il vertice è quello della “crescita e dell’occupazione”, dato allarmante in Italia visto l’elevato tasso di disoccupazione giovanile. A tal proposito, infatti,  la Commissione europea ha deciso di versare 83 miliardi per gli  Stati con gravi difficoltà, per cercare di agevolare l’occupazione. In Italia verranno dati 8 miliardi, che si spera vengano usati in maniera proficua e nei tempi più brevi auspicabili. Nel nostro Paese fa, anche,  tanto parlare la questione inerente il mercato unico e le liberalizzazioni, misure che non sono state spiegate ( a mio parere ) assai bene e che sono ben lungi dal posto unico e monotono, infatti ogni governo dovrà presentare all’UE «un piano nazionale per l’occupazione», la Commissione risponderà  delineando  delle linee guida sulle politiche economiche e di occupazione e a maggio una bozza per nuove liberalizzazioni su telecomunicazioni, energia e trasporti, cercando di far tornare a segnare sul grafico dell’occupazione italiana una parabola ascendente, ricordo lontano. L’ European Stability Mechanism sostituirà European Financial Stability Faciliy , che avrà la possibilità di bloccare le speculazioni sui debiti essendo il nuovo fondo salva-stati.

Durante il Vertice si è anche parlato della situazione greca, tematica che non era stata presa in considerazione nell’ordine del giorno, dopo che la Germania aveva proposto,  forse in maniera un po’ troppo presuntuosa, di  far fronte all’incapacità ateniese di raggiungere un accordo con i creditori privati per poter pagare i bond in scadenza, di commissariare la Grecia. In definitiva , la Germania proponeva , di affidare ad un “tecnico” la gestione dei propri bilanci, ma questa posizione ha suscitato notevoli malumori, che ha diviso in più pareri. Monti ha definito la proposta germanica come “fantasiosa e alquanto sgradevole”, altri invece da considerare come una valida alternativa. Ma la conclusione è una e momentaneamente irremovibile: l’Unione Europea non vuole dare aiuti al paese guidato da Papademos, poichè non si riesce a vedere uno sforzo plateale, maggiore e concreto sulle riforme interne del paese ellenico.  Destino che amaramente ci stava per accomunare, ma come ormai è noto ai più e come titola anche il Financial Times  , regna la consapevolezza di un Italia che diventa migliore : “L’Europa si appoggia sulle spalle di Monti”. 

“Occorre fare di più, in modo l’Europa superi la crisi”. E’ l’appello dei leader dei 27 nella bozza delle conclusioni del vertice Ue. Il Consiglio europeo di marzo varerà le “linee guida” sulle politiche economiche e per l’occupazione dei singoli Paesi membri. Nel Consiglio europeo di marzo, si punterà su crescita “sostenibile” e “accelerazione” delle riforme strutturali per creare nuovi posti di lavoro e competitività.

Alessia Aleo

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