La Ferrari F2012 e il suo “gradino” sopra tutti


L’ondata di freddo che colpisce e ricopre l’Italia con un velo candido di neve ha portato con se, oltre alle palle di neve e a qualche disagio, una calda e sgargiante Ferrari rosso fuoco. Stiamo parlando della F2012, la neonata di casa Maranello che gareggerà nel prossimo campionato mondiale di formula uno. Purtroppo, le temperature molto al di sotto dello zero hanno boicottato la presentazione che era stata prevista per venerdì; ma la tecnologia ed i potenti mezzi di comunicazione ci vengono sempre in aiuto, quindi ecco a voi, direttamente dal sito ufficiale della Ferrari, la nuova auto di Fernando Alonso e Felipe Massa. È doveroso riportare le parole di chi per primo nutre una smisurata passione in questi veicoli: il presidente Montezemolo; egli, con un video-comunicato, ci ha presentato la F2012, rammentando, romanticamente, come anche il grande Enzo Ferrari era nato in una Modena ammantata di neve e per questo motivo all’anagrafe il giorno della sua nascita risulta posticipato di un giorno. Per noi ferraristi, credo, non esista auspicio e paragone migliore.

Pat Fry, direttore tecnico arrivato lo scorso anno dalla McLaren, doveva osare e lo ha fatto stupendo tutti. Il progettista, o meglio ancora chief designer, Nick Tombazis si discosta totalmente dalle monoposto già presentate in questi giorni, tranne forse la Force India, promuovendo l’eccentrica forma a gradino del muso, un accorgimento aerodinamico che tutti siamo impazienti di vedere sulla pista di Jerez de la Frontera il 7 febbraio, e che sicuramente darà un forte contributo, speriamo positivo, durante tutta la stagione di gran premi. Nella forma del muso, mai vista fino ad ora, alcuni intravedono un ornitorinco o un simpatico papero, ma ciò non distoglie lo sguardo dalla sempre più sinuosa livrea della monoposto italiana. I fianchi stretti da ballerina e gli scarichi che convergono col loro flusso verso la parte centrale del profilo dell’ala posteriore sono tra gli aspetti tecnici più importanti, ma non meno interessanti risultano le prese d’aria laterali di ridotte dimensioni e la doppia apertura sopra la testa del pilota. Un ritorno al passato si è visto con l’adozione delle sospensioni a tirante che sulle Ferrari non venivano montate da ben undici anni.

Il padrino della monoposto, Stefano Domenicali, non si stanca di ripetere quanto sia importante far parte di un team così grande e prestigioso: «Sentiamo la responsabilità di essere la Ferrari, abbiamo introdotto tante novità e la discontinuità oggi è evidente». Alonso è dello stesso parere: orami da tre anni alla guida della rossa e con un contratto fino al 2016, si sente esuberante e voglioso come lo era la prima volta che è salito su una Ferrari da formula uno: «É la mia terza stagione, ho la stessa voglia e la stessa determinazione di sempre. Sono ottimista e fiducioso, la squadra è unita, sento la bellezza e la responsabilità di guidare una Ferrari». Le sensazioni positive del brasiliano Massa invece puntano dritte ad un obiettivo, quello di rinascere nell’anno più decisivo della sua carriera.

I test di questo mese diranno molto anche sull’affidabilità della rossa monoposto, ciò che più conta è rosicchiare qualche decimo ai “mostri” della Red Bull che dal canto loro, si dice, hanno disegnato una vettura con accorgimenti più conservativi; d’altronde sono stati loro a dare lezioni di progettazione negli ultimi anni. Gli ingegneri, i tecnici e tutto lo staff di Maranello si daranno da fare per tutto il campionato, sono già tra i migliori, ci penserà Alonso a portare la Ferrari, ancora una volta, un gradino sopra tutti gli altri.

Paolo Licciardello

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