Sandro Pertini, Enrico De Nicola, Oscar Luigi Scalfaro e il destino comune di aver ricoperto le tre più alte cariche del nostro Stato. Venuto a mancare all’età di 94 anni, Oscar Luigi Scalfaro fu Presidente della Repubblica e Presidente della Camera, oltre ad avere presieduto provvisoriamente il Senato all’inizio della XV legislatura. La sua attività politica iniziò da giovanissimo, infatti il primo incarico che gli fu assegnato fu quello come presidente diocesano a Novara, prima della Gioventù maschile e poi dell’ Azione cattolica; durante il periodo della lotta clandestina si è adoperato attivamente per aiutare gli antifascisti. Lasciata abbastanza presto la toga di magistrato, indossata per la prima volta nel 1943, nel 1946 fu eletto all’Assemblea Costituente nelle liste della Dc, partito nel quale militò sempre, vicino all’ala conservatrice. Entrò a far parte della direzione centrale del partito durante la segreteria di De Gasperi. Il primo incarico di governo lo ha avuto come sottosegretario al ministero del Lavoro nel primo gabinetto Fanfani. Dall’83 all’87 fu ministro dell’Interno nei due governi Craxi. Presidente della Camera nell’aprile 1992, un mese dopo fu eletto presidente della Repubblica, succedendo a Francesco Cossiga, con i voti espressi da Dc, Psdi, Psi, Pri, Pds, Verdi, Radicali e Rete. Nominò ben sette governi : quello di Amato a primo mandato, il governo Ciampi, il Berlusconi I, il governo Dini, il primo mandato per il governo Prodi e successivamente quello di D’Alema. Con la sua scomparsa, il 29 gennaio di quest’anno, si conclude un capitolo di grande storia, la scomparsa di uno dei padri della costituente, lascia un vuoto non facile da definire, colmato dagli ultimi rimasti in vita gli Onorevoli Giulio Andreotti ed Emilio Colombo. Oscar Luigi Scalfaro così raccontava, l’avvento della costituente ai giovani : ” Fummo eletti in 555 all’Assemblea Costituente. Avevo ventisette anni e poi avreste il diritto di chiedermi “che cosa sapeva?”. Poco sapevo, mi ero laureato in legge, avevo vinto il concorso da magistrato, avevo vissuto sofferenze mie e altrui, però la vita vi insegnerà che un conto è vivere esperienze anche pesanti a vent’anni, venticinque, ventotto e un conto è vivere le stesse a cinquanta, cinquantacinque, sono maturità diverse, il modo di percepirle è diverso. Ripensando a quell’esperienza e rileggendo la Costituzione penso di aver avuto fegato, devo dire un bel fegato, a quell’età ad alzarmi a discutere qualche articolo, ma quando si è giovani si ha diritto a comprensione, le attenuanti generiche non si negano mai a nessuno. Eravamo 555, per questo mi suonò un po’ strano quando qualche anno fa, in quella stagione caldissima ci siano stati 5 parlamentari della maggioranza che salirono sulle vette delle Dolomiti per discutere la riforma costituzionale. E’ vero che viviamo in epoche in cui le sintesi sono forti e si ragiona in pillole, ma insomma mi era parso che fosse una sintesi anche eccessiva.” Nasceva così la Carta Costituzionale: ” E’ nata la Carta Costituzionale, ha un marchio questa Carta, in questa Carta risorge, la Persona Umana, questo è il punto focale e questa è la distinzione tra la dittatura e la democrazia: la dittatura mortifica la persona. Nei primi articoli, nei primi undici articoli della nostra Carta, si dice che la persona umana, il cittadino, è titolare dei diritti e partecipa alla vita dello Stato, quegli articoli sono un dialogo tra il cittadino e lo Stato. Lo Stato non nasce con prepotenza, ma perché i cittadini lo fanno nascere, e lo Stato deve pensare alla persona, incominciando da quella più emarginata e più debole, per consentirle di camminare e tenere il passo con gli altri! La Carta proclama i diritti della Persona, ma che cosa è la politica se non la capacità di fare in modo che quei diritti scritti diventino realtà vissuta per tutti i cittadini? Questo è un tema che non si estingue mai,perché è un divenire continuo, quindi anche oggi c’è lo spazio per una politica con la P maiuscola. La politica attende voi giovani, comunque schierati, a difendere i valori, i diritti, la dignità della persona umana, fino a quell’incantevole diritto che è l’uguaglianza di tutti davanti alla legge, sino a quella pacificazione religiosa che dice che tutte le religioni hanno pari dignità, sino a quell’articolo 11 che dice “l’Italia ripudia la guerra”, ed è forse uno degli articoli più formidabili!” . Demiurghi della costituzione, difensori dell’atto normativo fondamentale che definisce la natura, la forma e l’organizzazione del nostro Stato ,vengono a mancare,il tempo non risparmia nessuno, il nostro dovere è quello di difenderla dalla possibilità di soprusi odierni sempre dietro l’angolo nella nostra contemporaneità.
Alessia Aleo







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