Aghi di seta, la rivoluzione della somministrazione.


La puntura diventerà davvero “indolor”, come recitava la conosciutissima pubblicità di qualche anno fa. Quale materiale migliore può adempiere a questo gravoso compito se non la lucida, sottile,morbida ed elegante seta? Ai ricercatori della Tufts University del Massachusetts, forse, l’idea è venuta in mente riflettendo su quali fossero i requisiti essenziali per una iniezione di farmaco senza il minimo dolore, ovvero: l’inserimento dell’ago deve avvenire in una zona lontana dai nervi e dalle ossa, azione difficile da compiere anche coi normali ed efficienti aghi, sopratutto se si dispone di una mano poco fatata; raggiungere il valore zero della scala creata dall’entomologo Justin Schmidt, la Schmidt Sting Pain Index (SSPI), che quantifica, tramite un indice, il dolore impartito dalle punture di 78 insetti differenti. È, dunque, fondamentale usare un materiale capace di evitare persino il tessuto nervoso. I bioingegneri dell’università statunitense hanno creato un ago la cui composizione si basa quasi esclusivamente sulla fibroinia, la proteina della seta. Dallo studio pubblicato sulla rivista Advanced Functional Materials si scopre che le dimensioni di tale ago sono inferiori a quelle di un capello: 500 micron di lunghezza e 10 di larghezza; le sequenze di aghi sono state create in stampi appositi, aventi le stesse dimensioni dell’ago, per essere, poi, posizionate su un sistema a cerotto a rilascio graduale. Altra, stupefacente, particolarità degli aghi in seta è che la fibroina viene mescolata al farmaco prima di essere riposta nello stampo in modo da conservare il farmaco tra le stesse molecole costituenti l’ago. L’operazione di stampaggio secondo un “processo acquoso” può avvenire a temperatura ambiente, un vantaggio non da poco per certe tipologie di farmaci. Una volta inseriti, gli aghi biocompatibili e biodegradabili, rilasciano gradualmente il farmaco grazie all’azione dell’ambiente umido del corpo eliminando, così, il dolore provocato dallo stantuffo che spinge il fluido all’interno ed evitando che si raggiungano i centri nervosi sottocutanei. Il processo acquoso, di cui parlavamo prima, permette di caricare gli aghi con composti biochimici che rimangono attivi sino al momento dell’uso, come è stato dimostrato attraverso diversi test. Gli scienziati hanno stabilizzato gli antibiotici per settimane all’interno degli aghi ed hanno affermato che sarà possibile fare la medesima cosa coi vaccini.

Gli stessi aghi caricati con tetraciclina hanno inibito la crescita dello Staphilococcus Aureus risultando, quindi, capaci di evitare le infezioni. I benefici farmacologici sono davvero interessanti perché si è visto come questo sistema consenta una netta riduzione delle colonie batteriche usando quantità di antibiotico circa 4 o 5 volte inferiori alla normale procedura, semplicemente variando la struttura molecolare dell’ago.

Questa rivoluzione permetterà di evitare dolorose punture fino ad oggi indispensabili, di somministrare alcuni farmaci che normalmente vengono ingeriti o altri che, spesso, non riescono a superare il tratto gastrointestinale. Si potranno, ancora, rilasciare nel corpo del paziente molecole che i normali cerotti a rilascio graduale non riescono a diffondere.

La mano leggera di molte mamme, nonne, uomini, dottori ed infermieri di tutto il mondo non viene messa in discussione, ma per tutte le altre un po’ indecise che continuano a causare patimenti e traumi sta arrivando la soluzione più confortevole. Ancora una volta la nostra pelle ha bisogno di seta!

Paolo Licciardello

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