Catania, mezz’ora per un pareggio già annunciato


Si conclude così come l’abbiamo lasciato,sul parziale di 1-1, lo strano match di Catania- Roma in scena mercoledìì scorso al Massimo. Ricordiamo che il match giocatosi giorno 15 gennaio è stato sospeso al minuto sessantacinque per impraticabilità del campo, causa pioggia, dopo aver visto le segnature di Legrottaglie per il Catania e De Rossi per i capitolini.

Che lo stralcio di partita che resta  sia veramente strano lo si capisce dalle regole che disciplinano il match stesso. Infatti si riparte da dove la lancetta del cronometro è stata interrotta (sessantacinquesimo minuto) e nello stesso punto dove la palla si è fermata (rimessa laterale,nella metà campo giallorossa, a favore del Catania). Inoltre per quanto riguarda gli undici che si sono contrapposti, in quest’assurda mezzora, Montella così come Luis non ha potuto usufruire dei nuovi acquisti mentre Luis Enrique privo di Totti e De Rossi (perché sostituiti nel match originario) ha a disposizione una sola sostituzione (il Catania tre).  Anche l’aria che si respira non è la solita, nell’incredulità di una sfida che inizia,riparte e poco dopo si conclude, senza avere la possibilità di entrare in clima partita. La paura di prendere gol senza avere il tempo di reagire e ribaltare il risultato, tutto questo solo in trenta minuti con i precedenti sessantacinque che hanno fatto solo da contorno. Strano tutto, anche il riscaldamento pre-gara,almeno per il Catania. La Roma rispetta la solita forma canonica,cioè il solito gruppetto di dieci titolari a sudare in campo e con il portiere a lavorare in disparte. L’undici dell’aeroplanino invece svolge un vero e proprio allenamento:Montella fa “scaldare” tutta la rosa a disposizione per poi passare ad una vera e propria partitella a metà campo conclusa dal fischio dell’arbitro per il riconoscimento, come di routine. Nota dolente è l’infortunio di Potenza che rimedia una   lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, sarà necessario l’intervento chirurgico (per lui stagione finita). L’ultima variabile anomala non poteva che essere il tifo,non solo per il prezzo del biglietto a 1 euro ma soprattutto perchè i supporters Etnei non fanno mai mancare il loro apporto. Sugli spalti i cori partono prima del solito perchè bisogna dare tutta la voce, solitamente gestita per novanta primi ma non in quel giorno che di minuti ne bastano trenta.

Passando alla partita la Roma schiera un 4-3-3 che vede scendere in campo: Stekelenburg; Rosi, Heinze, Juan, Taddei; Gago, Greco, Pjanic; Lamela, Piscitella, Borini. A disposizione.: Lobont, José Angel, Cassetti, Cicinho, Simplicio, Viviani, Bojan. Allenatore Luis Enrique.

Il Catania risponde con il suo mutabile 3-5-2 con Kosicky; Bellusci, Legrottaglie, Spolli; Gomez, Izco, Almiron, Lodi, Llama; Barrientos, Bergessio. A disposizione Terracciano, Paglialunga, Calapai, Catellani, Gomez, Ricchiuti, Lanzafame, Suazo. Allenatore Montella.

Si parte da una rimessa laterale per il Catania come su scritto. La partita rispecchia tutte le attese: due squadre votate all’attacco che danno tutto in soli trenta minuti. Il Catania dà vita ad uno stressante e irrefrenabile pressing su tutti i portatori di palla giallorossi,creando la prima palla-gol con Almiron, tiro in scivolata fuori di poco. La Roma invece prova inizialmente a gestire il pallino del gioco ma col passare dei minuti capisce che l’unica risorsa è il contropiede. L’equilibrio fa da padrona in campo. Le due squadre si dividono la posta in palio, un punto per parte, al termine di una sfida che ha visto i due portieri protagonisti. Prima grande Stekelenburg, in parata platica, su tiro di Llama da fuori e dopo risponde Kosicky con uno strepitoso doppio intervento su Borini che calcia sicuro di bucare la porta Etnea. I due portieri sono i migliori in campo per le rispettive squadre di una partita strana, in un mercoledì sera alternativo in compagnia del  caro vecchio Liotro.

Alessandro Blanco

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