Ennesima provocazione di Cesare Battisti: l’ex terrorista e pluriomicida sfilerà al Carnevale di Rio


Oltre il danno anche la beffa. Viene da pensare proprio questo nell’apprendere che Cesare Battisti, l’ex terrorista rosso, sfilerà durante il Carnevale di Rio de Janeiro. L’ex componente dei Pac (Proletari armati per il comunismo), condannato in Italia per quattro omicidi commessi negli anni ’70 e rifugiatosi in Brasile, è stato invitato a partecipare alla sfilata da Francisco Ferreira, suo amico di lunga data e direttore del “Bloco do Cordão da Bola Preta”, una delle più antiche e importanti scuole di samba della città carioca. Battisti si è detto entusiasta dell’invito dichiarando: <<Certo che ci vado, la “Bola Preta” porta in strada due milioni di persone!>>.

 Immediate le reazioni dall’Italia. Rabbia e sconcerto animano le parole di Alberto Torreggiani che deve fare i conti con una notizia ai limiti dell’inimmaginabile a pochi giorni da un doloroso anniversario. Il prossimo 16 febbraio, infatti, saranno passati esattamente 33 anni dal giorno che gli ha drasticamente cambiato la vita. Durante una rapina suo padre, Pierluigi Torregiani, gioielliere milanese, venne prima gambizzato e poi freddato con un colpo in testa dai Proletari Armati per il Comunismo. Quel giorno Alberto Torregiani si trovava col padre in negozio e lo vide morire proprio davanti ai suoi occhi; nella sparatoria, inoltre, venne colpito da una pallottola alla spina vertebrale: da allora è paraplegico e vive su una sedia a rotelle. “Cesare Battisti ha perso un’altra occasione per stare zitto . La cosa più assurda è che dopo averla fatta franca invece di ritirarsi in silenzio a vita privata addirittura si metta s filare sui carri carnevaleschi di Rio. Penso che stia facendo di tutto per ottenere la massima popolarità per poi candidarsi, magari, anche alle prossime elezioni in Brasile”. Dichiarazioni che trovano possibili conferme nei numerosi contatti e nelle altrettanto numerose amicizie che l’ex terrorista vanta sul territorio brasiliano.

Evidente resta in ogni caso la voglia di mettersi in mostra da parte di Battisti. Dopo essersi affermato come scrittore in Francia, paese nel quale ha trascorso la maggior parte della sua più che ventennale latitanza, l’ex Pac non ha mai smesso di far parlare di sé, dimostrando più e più volte di infrangere una delle regole non scritte di tutti gli ex terroristi, quella di osservare il silenzio. Battisti, invece, continua a lanciare provocazioni a più riprese, calpestando ripetutamente il dolore e la memoria dei parenti delle sue vittime. Resta anche il rammarico nel constatare che i giornali, in qualche modo, gli danno man forte dando più rilievo alle sue gesta provocatorie piuttosto che al mancato intervento del governo italiano sul caso di estradizione dal Brasile che lo riporterebbe in patria a scontare la condanna per ergastolo dalla quale fugge da oltre vent’anni facendosi beffe della giustizia italiana. A ritmo di samba.

Aurora Circià

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