Whashington- la capitale si tinge d’arcobaleno.


10- Febbraio- 201: i cittadini omosessuali dello stato di Washington oggi possono festeggiare approvazione del disegno di legge che prevede i matrimoni fra persone dello stesso sesso.

Già il 2 febbraio il provvedimento era passato al Senato, adesso si è ottenuto il voto finale della camera, passato per 55 a 43 voti; manca solo la firma del governatore, democratica Christine Gregoire, ed entro 90 giorni dovrebbe diventare operativo. In questo arco di tempo le associazioni che si ribellano ai diritti della comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender),potrebbero organizzare delle raccolte di firme per portare questa legge a un referendum, come è già avvenuto in California il 4 Novembre del 2008( si chiedeva l’abolizione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso, al referendum il 52,1%, votarono a favore della proposizione, vietando i matrimoni omosessuali, questo referendum prese il nome di proposizione 8).

Successivamente, la corte d’appello di Los Angeles che ha dichiarò che la proposizione 8  “discriminatoria” ,avendo come unico intento il mortificare l’identità sessuale; il matrimonio è un sacro santo diritto, che non dev’essere negato, andando a ledere quelle che sono le basi dei diritti umani.

La battaglia per i diritti dei matrimoni in California approderà alla Corte Suprema, che vedrà decidere il giudice Kennedy la quale ha già operato in passato in favore dei diritti degli omosessuali.

Gli stati americani che prevedono i matrimoni omosessuali adesso sono sei, insieme al “novello” stato di Washington: Massachusetts, Connecticut, Iowa, New Hampshire, Vermont, New York.un caso a parte è rappresentato da District of Columbia, nella capitale di Washington, nel quale non è possibile sposarsi, ma vengono riconosciuti tutta via i matrimoni avvenuti in altri stati.

Il prossimo stato a mettersi in discussione è il New Jersey, che presto presenterà il suo disegno di legge.

L’America ha una storia alle spalle di lotte della comunità LGBT, che hanno portato adesso queste piccole grandi vittorie. Sto parlando di Stonewall: per chi non lo sapesse nel 1969 a New York scoppiò una vera e propria rivolta, a causa della politica discriminatoria applicata in quegli anni dalla società. Il 27 giugno del ’69 la polizia irruppe dentro al “Stonewall Inn” un bar gay: quella notte fu la prima in cui avvennero dei violenti scontri fra polizia e omosessuali, e fu la stessa in cui nacquero i movimenti LGBT e il Gay Pride. Il  28 Giugno è la giornata mondiale dell’ Orgoglio LGBT.

La storia dell’America non è legata solo a questo triste ricordo, ma anche a vittorie e lotte, come quella di Harvey Milk, primo gay apertamente dichiarato ad avere un incarico politico come consigliere comunale nella città di San Francisco; ricordato per il suo impegno nella lotta per il “movimento” LGBT e contro la proposizione 6, che vietava il lavoro e un abitazione agli omosessuali. Milk venne tragicamente ucciso insieme al sindaco George Moscone da un ex consigliere comunale, Dan White.

Le lotte di Milk e Stonewall non devono essere solo ricordate, ma devono portare a riflettere ognuno di noi, non importa chi, se eterosessuale, gay, lesbica, bisessuale, transessuale, le lotte per i diritti civili non devono rimanere un taboo, ma devono essere un unico coro verso gli stati. Bisogna essere uniti, lottare, non abbassare la testa, adesso più che mai, vista l’ignoranza dilagante. Le persone che si scagliano contro sono da educare, “ciò che non si conosce spaventa”, e il primo impulso è lo scagliarsi contro, un invito a riflettere: la società deve riflettere affinché queste lotte non vadano perse ma usate come fonte di stimolo e d’esempio.

Irene Luca

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