Les enfants prodige dans le théâtre : “Vipere, uno spettacolo orribile”


La sincronia della semantica lessicale dei verbi jouer, to play,  играть , spielen ci pone un fertile spunto di riflessione visto il parallelismo traslato  del termine giocare con il termine recitare,  offrendoci da subito una delle chiavi di lettura della mimesi emozionale del teatro contemporaneo  rivisitata dal laboratorio teatrale “Les enfants”. La volontà di acquisire nuove conoscenze, di studiare in gruppo, di convergere in uno spazio creativo e di amalgamare le idee fra più punti di vista, superare le inibizioni e cercare di trasmettere messaggi dal grande valore etico, è ciò, infatti, che si propone il laboratorio teatrale “Les enfants” di Valverde.

Rifacendoci al pensiero platonico possiamo sentenziare che tutti gli artisti, siano essi poeti, scultori, musicisti, ballerini ed attori, sono “imitatori”; essi creano illusioni deformando i dati sensibili, esagerando ed esaltando aspetti specifici della realtà così da suggestionare lo spettatore, creando il filo della catarsi. Attraverso questo processo catartico,che prevede una grande empatia tra il pubblico e l’azione tragicomica, lo spettatore si identifica con le passioni che vi sono rappresentate.  Si realizza cosi quello che tecnicamente oggi si potrebbe definire transfert psicologico. Il fine dell’opera teatrale non è soltanto produrre forma, evocare il bello bensì fare in modo che il pubblico esca dal teatro arricchito, diverso da come vi è entrato e questo gruppo di giovani attori prova e riesce ad ottenere questo risultato.

“Les Enfants” , il laboratorio teatrale sperimentale con sede presso il “Valverde Social Forum” in Corso Vittorio Emanuele n° 84,  nasce nel 2010 con l’obiettivo di stimolare la creatività e la libertà di ciascuno inserito nella prospettiva del gruppo, abolendo la gerarchia tipica dell’ambiente teatrale. Uno dei cardini di questo progetto è infatti l’autodisciplinarsi, il faticare col sorriso, il lavorare armoniosamente per raggiungere il comune obiettivo di partecipare ad un’esperienza meravigliosa ed unica, quella, per l’appunto, del teatro, con le sue innumerevoli sfumature. I ragazzi del laboratorio teatrale debutteranno giorno 8 marzo presso Villa Silvia sita in Valverde e giorno 10 presso il Teatro Coppola ( Ct ) con lo spettacolo: “Vipere, uno spettacolo orribile.”

Soggetto e regia di Sabrina Longo, che ispirandosi al libro di Robin Norwood – Donne che amano troppo – realizza un copione che catalizza in toto l’attenzione dello spettatore, lasciando il fruitore colmo di spunti di riflessione: « Questo spettacolo, scritto da una donna, si rivolge al pubblico femminile come un rimprovero. Troppo spesso si è sentito parlare di “violenza sulle donne”, che sia essa fisica o psicologica, e purtroppo altrettanto spesso le donne sono vittime inermi di questa non avendone nessuna colpa. Accade pure e quasi con la stessa frequenza che le donne, accecate da quello che credono essere amore, dimentichino chi sono e quanto rispetto debbano a loro stesse in favore di amori malati, diventando mogli, madri, infermiere e schiave dell’uomo che amano. Il disamore di sé, l’insicurezza, la ricerca di continue conferme che da sole non riescono a darsi le porta a compiere gesti estremi e profondamente auto lesivi. Il fenomeno riguarda più le donne che gli uomini per ragioni storiche, poiché  la cultura occidentale ci insegna che sono fragili,deboli e che hanno bisogno di protezione. Il risultato spesso, è un esaurimento nervoso, deperimento fisico e psicologico, conti in banca prosciugati ed un profondo odio per se stesse. Da tutto questo si può guarire. “Vipere” racconta storie di donne e di uomini, entrambi incastrati nel circolo vizioso dell’amore che diviene malattia mentale. E’ un invito a riflettere da entrambe le parti: da un lato sul fatto che non si può amare nessuno se non si è prima innamorati di se stessi, dall’altro che una donna non si tocca nemmeno con un fiore.»

L’opera in un atto unico, diviso per capitoli è una panegirico di conversazioni quotidiane di cui tutti, direttamente o indirettamente, siamo stati protagonisti. Le donne che amano troppo sono sedute accanto a noi, sono le fidanzate dei nostri amici, che sviluppano relazioni il cui ruolo primordiale è quello di comprendere, incoraggiare e migliorare il partner ( esempio celeberrimo ripreso dall’autrice Norwood è quello infatti de “La bella e la bestia” ) talvolta alienandosi completamente da ciò che è altro dal partner, creando un risultato di totale dipendenza e sottomissione, producendo quindi risultati contrari a quelli auspicati, il compagno invece di diventare grato, leale e complice diventa ribelle, risentito, critico, violento e consapevolmente riveste lei del ruolo del fardello. Lui, per poter conservare autonomia e rispetto di se stesso, smetterà di vedere in lei la soluzione di tutti i suoi problemi e turbamenti, e comincerà a  considerarla invece la fonte di molti se non della maggior parte di questi. Allora la relazione si sgretola e la donna piomba nella disperazione più profonda. Il suo insuccesso è totale: se non si riesce a farsi amare neppure da un uomo così misero e inadeguato, come può sperare di conquistare l’amore di un uomo migliore e più adatto a lei? Si spiega così come mai queste donne fanno seguire ad una cattiva relazione una peggiore: perché con ciascuno di questi fallimenti sentono diminuire il loro valore. E sarà per loro difficile rompere questa catena finché non saranno giunte a una comprensione profonda del bisogno che le riduce a comportarsi così.

“Vipere, uno spettacolo orribile” diventa panacea, spiraglio di luce nelle tenebre del torpore auto indotto per le donne che vogliono finalmente svegliarsi e andare oltre questa realtà di violenza emozionale e psicosomatica.

Alessia Aleo.

Laboratorio di teatro che comprende:

movimento del corpo

 dizione

 scrittura creativa

 cineforum

 visite guidate a spettacoli teatrali

  Le iscrizioni saranno riaperte a Marzo.

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