Corsi e ricorsi storici : reminiscenze inerenti la guerra delle Falkland


 

Dagli anni ’80 ad oggi la tensione, non troppo latente, fra Argentina e Gran Bretagna titola sulle prime pagine delle testate giornalistiche.  All’anniversario del trentennio della guerra voluta da Margaret Thatcher per rivendicare  il controllo ed il possesso delle isole Malvine e con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Londra del 2012, le due grandi potenze tornano a far palare della ferita ancora non totalmente risanata: a tutt’oggi l’Argentina reclama la sovranità sulle isole Falkland.

 

Conoscere e studiare la storia è essenziale per capire la società in cui viviamo, i rapporti sviluppati in determinate strutture governative, le mentalità delle singole parti. Aprire una parentesi su ciò che accadde nel 1982 è un dovere di cronaca per riuscire a capire gli avvenimenti attuali. Comprendere e avere coscienza  degli eventi storici è indispensabile.

 

Le truppe da sbarco argentine nel 1982 diedero inizio alla prima guerra fra Nazioni Occidentali dopo la Seconda Guerra Mondiale: gli invasori arrivarono convinti di liberare le isole dall’invasione coloniale inglese, ma, al loro arrivo, la popolazione locale non li accolse con favore. Di conseguenza gli argentini pensarono ad un ritiro delle truppe e svolgere l’azione soltanto come fini dimostrativi. Ma lo stato sudamericano necessitava di un trionfo militare e, quindi, “convinti” che la gran Bretagna non sarebbe intervenuta, prolungò l’occupazione delle isole Falkland mandando la decima brigata della provincia di Buenos Aires, composta in maggior numero da soldati di leva. Dopo quest’attacco a sorpresa la Gran Bretagna non rimase a guardare e il primo ministro Margaret Thacher organizzò una task force navale per mandar via le forze argentina dalle isole. Furono numerosi e pesanti i combattimenti ma i britannici ne uscirono vittoriosi.   Le conseguenze post bellum furono talmente profonde che, come già detto, l’eco è udibile sino ad oggi. Nello stato argentino crebbero dissenso e proteste contro il governo militare, avviandolo verso la caduta definitiva. Sull’altro fronte un’ondata di patriottismo travolse il Regno Unito, ridando forza al primo ministro in piena crisi politica, ideologica ed economica. La Gran Bretagna post imperiale sentenziava così la sua supremazia, dimostrando di aver ancora le capacità di organizzare, direzionare la propria potenza militare e di vincere nonostante l’enorme distanza dalla madrepatria.

 

Oggi le questioni che toccano le due Nazioni riguardano i diritti della pesca e, soprattutto, i diritti di estrazione del petrolio; ricordiamo, infatti, che i fondali delle Falkland sono ricolmi di oro nero. Le isole quindi tornano ad avere un ruolo strategico nelle questioni attuali, le posizioni delle due nazioni contendenti possiamo considerarle come invertite perché l’Argentina, con il suo primo ministro Cristina Kirchneer, in base alle risoluzioni ONU,  richiede la sovranità d’affari e vorrebbe un incontro con le alte sfere governative britanniche per discuterne. Invece, David Cameron, primo ministro del regno unito, ha risposto con toni aspri, tipicamente militareschi. Persino un non addetto ai lavori, come il bravissimo attore Sean Penn, invita alla riflessione e alla cautela andando contro “il colonialismo fuori tempo massimo“ di Londra. Il premier Cameron ricorda che l’unica cosa che conta è il principio di autodeterminazione e che sulle isole nessuno si sente argentino. La stampa rammenta le previsioni delle imprese britanniche impegnate a cercare petrolio nel mare delle Falklands: quattro pozzi attivi in un’area che si stima possa contenere riserve per otto miliardi di barili, centoventi miliardi di euro di possibili guadagni nei prossimi vent’anni. Una manna per gli isolani, una riserva insperata per l’indebolita economia inglese. Attraverso queste statistiche, queste osservazioni, proiezioni e stime è molto semplice capire le nuove pretese da parte dell’Argentina. La Gran Bretagna ha inviato una potente nave da guerra nell’arcipelago e, tra l’altro, il principe William si sta esercitando alle Falklands come copilota di elicotteri. Nel mese di Giugno, per ricordare l’anniversario della guerra, si recherà presso le isole Malvine una delegazione del Parlamento. Ovviamente è facile fraintendere l’operato britannico: per il governo argentino sono  opere di militarizzazione della regione e ha già fatto partire la richiesta di condanna da parte delle Nazioni Unite ( Domanda che difficilmente troverà consensi, data l’opposizione ovvia della Gran Bretagna e quella annunciata dal dipartimento di Stato americano), mentre per la Gran Bretagna si tratta di esercitazioni di routine, di decisioni già prese da tempo.

 

Alessia Aleo

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