TRATTATO DI LIBERO SCAMBIO U.E.- MAROCCO.


L’agricoltura siciliana piangerà

Nonostante le polemiche dei giorni precedenti, durante la seduta del 16 fabbraio, il Parlamento europeo ha dato il via libera all’accordo sul libero mercato di agricoltura e pesca con il Marocco, nonostante molti paesi tra cui il Portogallo e la Spagna fossero contrari. Anche il relatore francese, Josè Bovè ne ha proposto la bocciatura considerandolo, giustamente, dannoso per gli agricoltori europei e ritirando il suo nome della relazione sia per gli effetti negativi sui piccoli agricoltori europei, sia per le condizioni precarie di lavoro e ambientali in Marocco, sia per l’inclusione del territorio del Sahara Occidentale, punto che violerebbe il diritto internazionale.

Nonostante tutto il Parlamento europeo, ha approvato l’accordo Ue-Marocco, adottando comunque, a mò di ancora di salvataggio, una risoluzione che esprime una serie di preoccupazioni legate alle possibilità di frodi e di violazioni delle norme previste dal testo. L’accordo commerciale persegue l’obiettivo di aumentare il commercio fra l’Unione e il Marocco e sostenere la transizione democratica che è iniziata in seguito alla Primavera araba.

Secondo la maggioranza parlamentare l’accordo dovrebbe aiutare a risolvere i problemi sociali, economici e di sicurezza del Paese.

L’accordo commerciale votato, che rappresenta la prima tappa verso un accordo di libero scambio, stabilisce l’aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero: verrà eliminato immediatamente il 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e di pesca marocchini (dal 33% attuale) e il 70% delle tariffe sui prodotti agricoli e di pesca dell’Ue in 10 anni (rispetto all’1% attuale). A salvaguardia dei produttori europei, sono state previsti alcuni accorgimenti:non saranno liberalizzati produzioni quali pomodori, zucchine, cetrioli, aglio, clementine e fragole e sono previste delle quote di scambio che tengono conto della produzione stagionale europea per gli stessi prodotti in modo da evitare distorsioni sul mercato comunitario. Il Marocco ha l’obbligo di rispettare, nell’esportazione dei propri prodotti gli standard sanitari europei.

Per quanto riguarda la risoluzione già citata, nella stessa i deputati chiedono alla Commissione Ue “di monitorare con molta attenzione il rispetto delle quote e di rafforzare i controlli alle frontiere per evitare frodi e violazioni dei prezzi all’importazione” e una valutazione d’impatto dell’accordo sugli agricoltori europei.

Tale accordo ha provocato polemiche accese nel nostro Paese, soprattutto in Sicilia, proprio per le conseguenze negative che la sua applicazione potrebbe avere sul nostro sistema agricolo ed agroalimentare.
“Bisogna bloccare il trattato tra Ue e Marocco o la nostra agricoltura sarà condannata alla fame” aveva affermato con forza nei giorni scorsi il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. “O si blocca un trattato come questo oppure è inutile discutere – aveva aggiunto Lombardo – si condanna l’economia meridionale e siciliana, centinaia di migliaia di persone, alla fame”.

Lombardo ha pure inviato due lettere al presidente del Consiglio Mario Monti, nelle quali ha sottolineatola necessità di “rivolgere un appello e un allarme sulle conseguenze destabilizzanti e penalizzanti per l’economia, per i giovani e per le prospettive di sviluppo della Sicilia e delle regioni meridionali, che deriverebbero dall’approvazione dell’accordo tra Ue e Marocco”. Secondo il governatore “quando si dovesse ratificare questo accordo per la libera entrata di prodotti agricoli dal Marocco a tutta l’Europa non c’è dubbio che con quella concorrenza, visto che lì si usano anticrittogamici e si paga la manodopera un decimo di quanto la paghiamo noi, i nostri prodotti saranno spacciati”.

“Indignato” anche il consiglio direttivo di Confagricoltura Sicilia. “In queste condizioni – si legge in una nota – il nostro destino è assolutamente segnato e saremo i primi a dare vita a quella mobilità auspicata dal premier Monti con l’esodo in massa dalle campagne”.

L’accordo Ue-Marocco è semplicemente una”vergogna”. “Vergogna per l’incapacità della deputazione nazionale – prosegue l’associazione – a sostenere unanimemente le ragioni dell’agricoltura mediterranea, del governo nazionale e di quella regionale incapace di salvaguardare una delle poche risorse economiche in grado di garantire sviluppo e occupazione. Il tutto è ora rimandato a giugno allorquando gli agricoltori saranno chiamati a fare i conti con la nuova Imu per garantire la stabilità dell’euro e la salvaguardia dei poteri finanziari”. La stessa associazione, nell’interpretare “il malessere dell’intera categoria”, non esclude la possibilita’ di attivare “una serie di manifestazioni di protesta, a partire da quella del prossimo primo marzo indetta con tutte le organizzazioni datoriali e sindacali”.

Le preoccupazioni non sono infondate, se si riflette anche solo sulla circostanza che il Marocco ha creato 1.200 ettari di nuovi impianti per la produzione di agrumi. Secondo il ministero dell’Agricoltura marocchino, quest’anno la produzione aumenterà del 6% rispetto alla stagione precedente, per un totale di 1,86 milioni di tonnellate. Dati inquietanti confermati anche dalla Coldiretti Sicilia che ha diffuso dati molto significativi. Il presidente e il direttore regionale della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione hanno annunciato che:“La produzione di arance marocchina è stimata in 975.000 tonnellate, il 52,3% del totale degli agrumi. Non è certo ancora quantificabile la percentuale di agrumi che arriveranno in virtù di questo accordo scellerato. Ma anche solo un’arancia in più che arriva dal Nord Africa è una arancia in meno che i nostri produttori riusciranno a vendere. Si tratta di un tentativo di modificare per legge il panorama agricolo siciliano con gravissime ripercussioni occupazionali”.

I dati parlano chiari, e se non si corre subito ai ripari il “tesoro di Monti”, come è stata di recente definita la nostra bella Terra, diventerà solo una speranza perduta.

Angela Scalisi

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