Wislawa Szymborska: la semplicità che conquista


Roberto Saviano per una volta sveste i panni di crociato dell’antimafia e si fa mediatore della grande cultura.

Durante la sua ultima apparizione all’interno del programma di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”, lo scrittore napoletano ha presentato in studio alcuni brani di Wislawa Szymborska, la poetessa e filologa polacca spentasi il primo febbraio all’età di ottantotto anni nella sua casa di Cracovia. Saviano ha parlato del suo amore per l’opera letteraria di questa poetessa timida e allegra, capace come pochi di arrivare a toccare con le sue parole tutti, appassionati della poesia e non. Una poesia, in particolare, tra quelle lette in diretta, ha avuto il potere di scatenare il popolo dei social network, “Scrivere un curriculum”: in poche righe la Szymborska ha saputo raccontare la frustrazione che chiunque prova nel vedere sintetizzata la propria vita nelle brevi frasi asettiche di un curriculum. Sarà per effetto del “fattore Saviano”, o forse per l’intrinseca forza delle parole della poetessa polacca, ma in breve tempo il libro citato in diretta, “Gioia di scrivere” (Adelphi), ha venduto le 15mila copie previste dall’edizione, rendendo necessaria una nuova ristampa a fronte delle numerose richieste del pubblico.

 

Wislawa Szymborska, nata nel1923 aKórnik, vicino Poznan, e insignita del premio Nobel nel 1996, si è affermata grazie alla sua capacità timida di ricostruire parole e sensazioni già insite in ciascun uomo, ma di cui spesso sono ignorate la presenza e la forza. Si muove, con metafisico stupore, all’interno del microcosmo quotidiano, di cui rigenera e ricompone i dettagli; l’affascina ritrovare il macrocosmo insito nel microcosmo; l’esalta veder risplendere i grandi temi nelle piccole cose. Per la Szymborska la poesia, come del resto la vita, si fonda sul confronto diretto con la realtà, che riesce a osservare, accogliere e descrivere in modo accurato e lucido nella sua ruvida concretezza, consapevole che all’interno dei versi non può esserci spazio per sentimentalismi e sperimentazioni stilistiche che tradiscono solo il desiderio di affermazione del poeta. Per questo motivo ella si esprime con un linguaggio semplice, privo di faziosità, “economico”: utilizza, infatti, mezzi minimi, ottenendone, però, il massimo dei risultati. Immancabile nelle sue composizioni l’ironia, uno strumento che le permette di approcciarsi, senza inutili patetismi, alle turbe esistenziali e ai grandi problemi morali della nostra epoca. L’ironia si mostra, grazie alla sua opera, come forma della vera compassione e come maschera del tragico.

Le poesie di Wislawa Szymborska conquistano perché sono un inno semplice, ma non per questo semplicistico, alla vita: rappresentano un invito ad aprire gli occhi sulla realtà e a tuffarsi nella sua concretezza, per viverne e gustarne le infinite meraviglie capace di riservare.

 

 

 

Aurora Circià

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