Il Carnevale di Ficarazzi negli anni ’50/60


Origini teatrali locali affondano le loro radici nella tradizione carnevalesca da secoli considerata il momento dell’anno dedicato all’allegria e al divertimento più folle e trasgressivo. Così come in teatro, emblema del Carnevale è la maschera poiché dietro di essa vi è un’entità sovrannaturale, un dio, un defunto, un animale o un personaggio importante, e portandola se ne assorbono le caratteristiche, trasformandosi in qualcosa di diverso da se stessi. Analogia ricorrente quindi anche per la maschera teatrale e per l’attività stessa della recitazione che trae il suo significato dalla traduzione del termine greco mimesis che significa imitazione ed in particolar modo si fa riferimento all’emulazione della realtà o della natura che è il fondamento, secondo l’estetica classica, della creazione artistica. In questo senso ogni forma d’arte è “mimesi”, soprattutto il teatro, portando sul palcoscenico fette di vita reale attraverso la finzione e la recitazione degli attori. In perfetta linea di continuità con lo schema strutturale dell’antica tragedia grecasia nell’etica della narrazione volta sempre alla conclusione finale del bene che trionfa sul male, sia principalmente nel modus operandi degli attori che sembra risalga alla tradizione del teatro di Stesicoro. sia nell’etica della narrazione volta sempre alla conclusione finale del bene che trionfa sul male, sia principalmente nel modus operandi degli attori che sembra risalga alla tradizione del teatro di Stesicoro.sia nell’etica della narrazione volta sempre alla conclusione finale del bene che trionfa sul male, sia principalmente nel modus operandi degli attori che sembra risalga alla tradizione del teatro di Stesicoro.si pone la rappresentazione “U diri” detta anche “A Mascarata” messa in scena opportunamente durante i giorni del Carnevale a Ficarazzi negli anni ‘50\’60.

Peculiarità che l’opera prende come punti di riferimento di reminiscenza dal mondo greco sono sia  l’etica della narrazione volta sempre ad un finale che vede il bene trionfare sul male , sia il modus operandi degli attori –rigorosamente al maschile-  e del coro che sembra risalga alla tradizione del teatro di Stesicoro. “U Diri” si svolge con uno schema tipicamente romano trasmesso dall’antica “Ballata” , è il modo caratteristico di recitare degli attori : si declama un verso a destra si spostano quindi con passo cadenzato verso la parte opposta e riprendono a recitare; e cosi via di seguito, fermandosi ogni tanto al centro per rinforzare l’azione o incontrare un antagonista. Altro elemento determinante è il personaggio del Buffone sulle cui spalle pesa tutta la responsabilità di una rappresentazione comica in netta antitesi con la drammaticità dell’azione scenica principale. Il Buffone, invisibile personaggio per gli attori ma ben presente in scena con i suoi frizzi ed i suoi lazzi lanciati contro tutti: attori, pubblico, autorità, è il vero protagonista dell’ U Diri e la sua presenza richiama alla mente gli interventi del Coro nell’antico teatro classico. Per quanto riguarda l’etimologia ed il significato del titolo è esattamente il verbo dialettale “diri” che sta per la voce del verbo “dire” ma indicante anche sinonimi come lo stesso “recitare” e “declamare”, che in questo caso abbracciando un senso più vasto, fa riferimento a tutta la tradizione della diffusione della cultura e delle storie anticamente tramandate oralmente, e coincidente con le rappresentazioni pubbliche ai giorni appunto del “trionfo della follia” del carnevale, unico periodo in cui era lecito travestirsi e per questo detto “Mascarata” oppure “Maschira” . 

Il Buffone, invisibile personaggio per gli attori ma ben presente in scena con i suoi frizzi ed i suoi lazzi lanciati contro tutti: attori, pubblico, autorità, è il vero protagonista dell’ U Diri; la sua presenza richiama alla mente gli interventi del Coro nell’antico teatro classico. Sono passati ormai parecchi anni dall’ultima rappresentazione “U Diri” tenutasi nel 1998 a Ficarazzi con la Maschira di Don Fannenti che gli attori, di genuina estrazione popolare, hanno fatto allora rivivere quella caratteristica forma di Teatro Popolare propria delle nostre contrade e che sembra tuttavia sia l’unica vera forma di teatro popolare siciliano ancora oggi esistente.

 

Eleonora Mirabile

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑