“See the stars under the stars”, guardare le stelle sotto le stelle, era lo slogan degli appassionati del Drive-in, un luogo di incontri e scontri generazionali dal gusto retrò che ha resistito nel tempo.
Quella del cinema all’aperto è una storia che inizia nei primi decenni del Novecento. Il primo cinema sotto le stelle è stato l’Ed Brown’s Drive-In and Fly-In nel New Jersey, capace di contenere 500 posti auto e 25 posti per piccoli aerei.
Mettere in piedi un Drive-in non era un’operazione molto impegnativa, infatti non occorreva un costoso edificio ma soltanto un terreno, uno schermo, un altoparlante per ogni posto macchina e un banchetto a disposizione per l’acquisto del biglietti e degli stuzzichini.
E’ grazie a Mister Richard Hollingshead Jr. che, nel 1932, si assiste alla diffusione e al successo del Drive-in. L’imprenditore dopo aver sperimentato un rudimentale prototipo nel suo giardino, coinvolgendo i familiari per ottimizzare l’immagine panoramica e il giusto audio, posizionò delle piccole rampe in grado di sollevare le auto disposte nelle ultime file del Drive-in per consentire a tutti una piacevole visione della pellicola. Il film che inaugurò la stagione fu la commedia Two White Arms (1932) del regista Fred Niblo e fu un incasso di successi.
Il cinema all’aperto rappresentò una fortunata risposta alle esigenze delle famiglie numerose e a basso reddito, il costo del biglietto era infatti di 25 centesimi a persona e altrettanti per l’auto. Per le giovani coppie invece il film proiettato era solo una scusa per scambiarsi tenere effusioni seduti comodamente in macchina.
Ma purtroppo la fortuna non durò a lungo. Le interminabili code d’attesa, la traballante sincronizzazione tra audio e video e gli interessi della grande distribuzione costrinsero Hollingshead a uscire di scena.
Solo nell’immediato dopoguerra, quando la comparsa della tv fece vacillare il grande pubblico cinematografico, si assiste alla rinascita del Drive-in. La dimensione corale e allo stesso tempo intima che garantiva fu la formula vincente che lo tenne in auge fino alle fine degli anni ’60, diventando l’appuntamento fisso delle famiglie sicure di una supervisione filmica ad hoc.
Ma tra gli anni ’70 ed ’80, l’innalzamento del costo dei terreni e la comparsa di nuove tecnologie come la tv a colori, il videoregistratore e di conseguenza il videonoleggio, segnarono rovinosamente il declino del Drive-in.
Bisognerà aspettare la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 per il ruggente ritorno del Drive-in, tenuto in vita grazie al sostegno di una folta schiera di nostalgici, di associazioni internazionali e di registi, che ne traggono ispirazione per le scene dei loro film, come in ‘Grease’ o in ‘American Graffiti’.
Maria Chiara Coco







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