Ballano sul mondo in pieno rock and roll , tra palco e realtà; urlano contro il cielo, vivi morti o x; certe notti, seduti in riva a un fosso, si domandano a che ora è la fine del mondo; dicono che l’amore conta e che la verità è una scelta. Sono i Lambrusco e Popcorn e la loro fama li precede. Cover Band di spicco nell’hinterland catanese ricco di fermenti per quanto riguarda il panorama musicale, della movida locale, consacrati al demone di questa passione che coltivano e nutrono mettendo corpo, anima e cervello in ogni loro performance e nel loro lavoro. Tribute Band di Ligabue ma non solo, i LAMBRUSKI, cresciuti a pane e musica, condividono da sempre la passione per il loro più efficace mezzo di espressione, che gli ha rivelato non poche soddisfazioni con un riscontro esilarante del pubblico che li sostiene e li segue in ogni tappa, sempre più numeroso. Naturalmente è la musica di Ligabue che accomuna i componenti del gruppo, nonostante i loro molteplici e differenti percorsi di formazione e le loro esperienze precedenti: Salvo Rapisarda , altrimenti detto il “Luciano” del gruppo, voce e chitarra, inizia molto piccolo lo studio del pianoforte ma scopre poi l’amore viscerale e la devozione per la chitarra e per l’energia travolgente della musica Rock e Grunge; Bruno Del Popolo , chitarrista, comincia a suonare la chitarra a 16 anni , dopo essere stato fulminato dalla “Blue note” della pentatonica blues, avviando in seguito la sua esperienza con varie band blues; Giancarlo Mangiagli , tastierista e pianista, amante della musica funky , ha suonato con varie band funk-blues; Luigi Scuderi , bassista (apprezzatissimo nel catanese) , ha avuto molte esperienze tra cui quella di bassista Leader degli “Ironika Suerte” e “Luis and Disco Family”, arrangiatore e fonico, che lo hanno reso unico nel suo stile; Alessio Basile , momentaneamente ex (anche se definito ironicamente dai ragazzi come una “moglie non divorziata”) batterista del gruppo, inizia a “picchiare” i suoi primi colpi all’età di sei anni , iniziando tuttavia lo studio all’età di vent’anni, ha collaborato con varie band (sempre di ambito locale) tra cui “Gli Strummula” ed oggi allievo del Maestro Gionata Colaprisca.
Una straordinaria osmosi tra passione e tecnica.
Reduci da una serata tributo a Ligabue, stanchi eppure sempre grintosi e con una gran voglia di suonare e di mettersi in gioco, si sono prestati per un’intervista on line durante il programma radio settimanale di Acicastello Informa. “Non ci riposiamo neppure dopo morti” come dice Luciano, ma loro lo sottolineano.
Il loro fortunato nome, Lambrusco e Popcorn, ci riporta indietro di una decina di anni permettendoci di entrare perfettamente nel clima e nella carica emotiva che scatenano queste parole e la scelta musicale di Luciano Ligabue quando nel 1991 ci apriva uno spiraglio per poter sbirciare nel suo mondo, celato dietro il titolo “Lambrusco, Coltelli, Rose e Popcorn”. Come spiegò infatti lui stesso , l’America ha il popcorn, l’Emilia ha il Lambrusco: <<Il Lambrusco simboleggia la realtà in cui vivo. Il pop corn è l’America, cioè il sogno. Le rose sono le dolcezze e i coltelli le passioni. […] Ovviamente questi simboli per me hanno un grande valore. Il vino ha una valenza doppia: da un lato è un modo di comunicare e di fraternizzare; dall’altro è vivo saporito, frizzante. Quanto ai coltelli, purtroppo oggi bisogna fare anche i conti con la violenza. Le rose rappresentano il lato sentimentale e magari anche sensuale dell’esistenza. Il popcorn è il cinema… In poche parole siamo qui per vivere. Fra lame di COLTELLI e spine di ROSE. E dove proprio non arriviamo a vivere possiamo (o dobbiamo) sempre sognare. Eccoci qua, allora, fra il LAMBRUSCO (o il Pinot, il Chianti, il Marsala…) di chi tiene i piedi (quasi) per terra sulla propria terra, ed il POP CORN di chi la “propria” America ha deciso di non andarla a vedere. Smetterebbe di essere “propria”, smetterebbe di essere sogno>>.
“Lambrusco e Popcorn” è il nome della vostra cover band, preso dall’ album di Ligabue e dall’omonima traccia del disco. Cosa vi ha spinto verso questa scelta?
In realtà noi non ce l’abbiamo una motivazione specifica. Tante band in Italia hanno provato e stanno continuando a fare il tributo a Ligabue, chi ha scelto “Radio Freccia”, chi “Happy Hour”, chi “Nome e Cognome” e così via…Noi abbiamo scelto quello che ci caratterizza un po’ di più , perchè ci sentiamo “Lambrusco e Popcorn” , come dire un po’ folli. “Lambrusco e popcorn” può essere inteso anche quasi un modo di dire, come il nostro “castagne e vino”. Oltre al fatto di scegliere un nome che avesse l’esclusiva. Addirittura il nostro primo batterista aveva scelto l’intero nome dell’album “Lambrusco, Coltelli, Rose e Popcorn”….e magari chi ci avrebbe presentato in futuro si sarebbe pure addormentato nel pronunciare questa “tiritera” di nomi! Allora ecco la scelta di tagliare direttamente il nome, che è proprio la canzone di quest’album; un nome che ancora oggi tira e che , grazie al nostro destino, ha avuto il suo successo ed il suo colore!
Come scritto nel vostro sito siete “cresciuti suonando e respirando musica e al demone di questa passione avete consacrato le vostre ambizioni”. Come nasce la vostra idea di mettere insieme il gruppo? Qual è la vostra storia?
La storia non è lunga, perché tutte le cover band nascono con l’obiettivo di divertirsi, fare musica ma anche lavorare nello stesso tempo. Noi siamo nati da una scommessa ,che abbiamo fatto a noi stessi tra l’altro. Una scommessa per vedere come sarebbe stato il futuro di questa band che è stata messa su per gioco…e devo dire che le sorprese ci sono state, di anno in anno c’è sempre stata un’emozione diversa un’esperienza sempre più forte, le novità, il contatto con le persone, la conoscenza di nuovi artisti… Ci teniamo a sottolineare che noi lo facciamo come passione , non come impegno lavorativo, e forse è meglio così perché la passione è quella che ti tira di più , è quella che ti spinge a dire “lo voglio fare!”. E’ stata una soddisfazione per tutti ! Eravamo in tre , e lo siamo tutt’ora dal 2005, (Salvo, Bruno e Giancarlo che si è aggiunto dopo) ed è stata una cosa simpatica perché ci siamo trovati in una casa famiglia presso San Giovanni Bosco ed abbiamo prestato la nostra attività “musicale”: delle ragazze avevano voglia di suonare ma non avevano degli insegnanti o qualcuno che poteva spiegare loro come suonare, come tenere una chitarra ecc. , e quindi ci siamo ritrovati li a fare questa “opera di bene”; abbiamo esposto allora dei brani che così lì magari non uscivano e da qui <<Cosa facciamo?>> <<Facciamo Lucio Battisti? O un pezzo di Ligabue?>> ed ecco che è andata per “Quella che non sei” ed i “quattro accordi” fatti sul momento.
E tu, Salvo, quando ti sei accorto della vocalità che poteva benissimo accostarti al timbro di Luciano Ligabue?
Da quella serata completamente improvvisata. Bruno mi disse <<Ho notato in te una certa ,piccola somiglianza con la sua voce. Potremmo sfruttare questa cosa per fare il tributo a Ligabue!>> ed io ho risposto <<…Perché no?>>. Sarebbe potuta essere per noi l’occasione per suonare nei locali e dare sfogo a questa nostra passione che da tempo era chiusa in una “stanza”, in una sala prove , e non riusciva ad uscire fuori.
Quindi abbiamo provato e registrato la prima demo che cominciò a girare, ed è stata un’esperienza bellissima. Da li fu, come si suol dire in gergo, “tutta una calata”…coincidente tra l’altro con il fatto che Ligabue stava trascorrendo un periodo di successo intenso, subito dopo la nostra formazione più o meno quando uscì l’album “Nome e Cognome”. Abbiamo avuto un effetto domino perché da questo suo “boom” è stato poi automaticamente richiesto anche nei locali musicali portando sempre più persone e quindi pubblico, aspetto a nostro favore. Abbiamo così cavalcato la cresta dell’onda, essendo lui molto conosciuto e sapendo noi ,insomma, ben risuonare i suoi pezzi , mettendo comunque molto di nostro.
Avete ,tra l’altro, suonato con il chitarrista di Ligabue, Fede Poggipollini , rinomato per quanto riguarda il panorama rock della musica italiana. Evento che è stato riproposto più volte qui nel catanese. Come si è rivelata per voi questa esperienza?
Sempre grazie al nostro destino, ringrazio tutti coloro che ci hanno seguito e che hanno creduto nel nostro progetto, grazie a questo siamo riusciti a creare eventi di spessore con Fede Poggipollini ,il chitarrista di Ligabue, e anche con Mel Previte , il secondo chitarrista, con i quali abbiamo realizzato degli eventi che hanno comunque attirato l’attenzione di mille, duemila persone a serata . E’ stata questa una risposta piuttosto forte anche da parte del pubblico , una bella risposta ai Lambrusco.
La prima volta è stata molto coinvolgente ed è stata sicuramente una novità, non tanto per il fatto di suonare con un chitarrista professionista e di tale bravura, ma soprattutto per quello che ti può dare una persona del genere inserita nel suo lavoro e nel suo ambiente, su come funziona il tutto, quello che ci sta dietro, per come funziona anche la realizzazione di un album , come funziona sul palco prima ,durante la preparazione. E’ stato molto bello conoscere questi aspetti del lavoro di un musicista, che lui è stato in grado di poterci trasmettere. L’esperienza musicale è stata altrettanto bella, una volta al Moon Beach e quest’estate alla Pineta, e la seconda volta forse è stata migliore dal punto di vista organizzativo, teatrale, spettacolare… ma non vogliamo però mettere da parte la serata che abbiamo fatto invece con Mel Previte , la seconda chitarra di Ligabue che adesso non c’è – spiega Bruno – che per i nostri gusti musicali si avvicina molto di più come genere, più che altro nel vero stile di Ligabue che oggi si è un po’ perso perché si è più adeguato, evoluto alle sonorità commerciali che non a tutti piacciono e che spinge ad apprezzare il Ligabue di una volta, quello con i suoni che conosciamo benissimo anche perché li abbiamo approfonditi man mano , ascoltandoli per poterli poi riprodurre.
Nonostante le vostre numerose e diverse esperienze , l’elemento che per certo vi accomuna e vi unisce è la band di Correggio. Quali sono i pezzi che sentite particolarmente vostri?
Bruno: Per quanto mi riguarda non c’è un brano in particolare, ma un album in particolare. Mi colpisce non tanto per quello che è scritto ma per quello che è suonato e per come viene suonato. L’album è “Buon Compleanno Elvis” , album che ha spaccato, con il quale Ligabue ha completamente aperto le porte , diciamo, dell’ultra-successo (perché già ce l’aveva). Sulla canzone non saprei dire, per l’album ,ecco, lo apprezzo più di tutti.
Alessio: C’è qualche canzone che preferisco. Magari qualcuna era più divertente suonarla! A me piaceva in particolare “Ti Sento”…faccio il romanticone –ironizza– della situazione.
Salvo: Quella che mi viene in mente ,perché più recente dalle ultime esibizioni che abbiamo fatto, è “Il Peso della Valigia”. E’ un pezzo che sento molto poiché ha un sound molto caldo e colorato ed è un brano che mi piace perché ha un testo fantastico, attraverso il quale si può immaginare la qualsiasi; ecco perché le metafore aiutano molto a liberare la mente dell’ascoltatore senza darne una lettura scontata. “Il Peso della Valigia” mi colpisce molto anche per come lo suoniamo , tra l’altro, siamo infatti riusciti a riprodurlo fedelmente all’originale.
Cover band di Ligabue però non solo…
Ogni band aspira al successo, ed è una cosa matematica questa altrimenti non avrebbe motivo di continuare, ed il successo più valido è quello che si ha quando si propone un inedito, un brano composto con la propria testa e con la propria passione. Noi abbiamo il desiderio di realizzare un cd con qualche inedito, in modo da poter esprimere la nostra musica, le nostre qualità e quello che realmente noi siamo, anche se questo lo facciamo già in parte con le canzoni di Ligabue cercando di mettere del nostro. Da qui scaturisce un discorso che invoglia a realizzare e costruire qualche pezzo di “proprietà” dei Lambrusco e Popcorn e “Il Tuo Inganno” è il primo nostro inedito. Il testo parla di una storia fondamentalmente inventata – racconta Salvo – su quello che potrebbe essere il desiderio di un uomo… E’ un testo molto bizzarro che però più che altro ho voluto abbinare alla musica, le parole vanno a braccetto con la musica, e quindi questo tipo di sonorità si sposa con il testo, con una base rock’n roll più allegra e anche più carica. Ho voluto raccontare in quattro righe la storia di un uomo che ha scoperto di utilizzare il proprio istinto come arma per liberarsi da qualcosa che lo opprimeva e allo stesso tempo lo teneva in prigione e che ha conosciuto una splendida ragazza, una bionda che si avvicina a lui. Questo in realtà era solo un inganno. Un inganno perché la bionda aveva solo il piacere di farsi scoprire dal suo ragazzo con questo soggetto che ricopre il ruolo dello “sfigato” e che stava serenamente prendendo una birra sul bancone di un locale. Il pezzo è stato già suonato dal vivo, solo due volte, siamo in fase di sperimentazione e stiamo cercando delle migliorie da apportare alla canzone appunto, e sarà presto pubblicato su internet proprio per vedere che risposta avrà dal pubblico. Già per alcuni è stato un riscontro positivo anche perché somiglia allo stile di Ligabue, un po’ quello che noi vogliamo continuare a tenere anche se ci saranno canzoni dove metteremo solo del nostro e quindi totalmente diversi, valutando sempre la reazione del pubblico che per noi è importante.
“Distinguo lo sguardo di un fascino d’oro,
di colpo il fragore, lo schianto e l’odore
…Libera, libera, domina l’istinto ….”
Sotto queste note ,canticchiando le strofe del loro primo inedito, salutiamo e facciamo un grandissimo in bocca al lupo ai ragazzi dei Lambrusco e Popcorn , ricordando e proponendo qui di seguito le prossime ed imminenti tappe dei loro concerti con il TRIO ELETTRO-ACUSTICO (formato da poco dai membri originari del gruppo – Salvo, Bruno e Giancarlo – per poter abbracciare anche le piccole realtà con le esibizioni LIVE, proponendo il tributo in chiave acustica ):
-Domenica 4 Marzo – 349 Vecchia Dogana Area Portuale, Catania;
-Venerdì 23 Marzo – Black and White , Acireale;
-Giovedì 29 Marzo – Tela Bianca, Augusta (SR).
Eleonora Mirabile.









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