I privilegi non cesseranno mai.
Dopo le grandi polemiche sui privilegi concessi ai parlamentari, viene alla luce ora anche una convenzione intitolata “Condizioni particolari per senatori in carica, cessati dal mandato, gruppi parlamentari, dipendenti in servizio o in quiescenza”. In base a tale convenzione i parlamentari possono chiedere un mutuo ventennale alle banche a tasso variabile all’1,57% contro una media nazionale del 5% chiesto ai cittadini normali.
A svelare l’inaudito favoritismo è stato l’onorevole Franco Barbato, che si è offerto di filmare con telecamere nascoste il colloquio con i dipendenti della Bnp Paribas del Senato; filmato andato poi in onda su La7. Vengono cosi spiegati i tassi agevolati di cui può usufruire chi ha un conto alla Bnl di Palazzo Madama e le condizioni di favore di cui si gode anche al Banco di Napoli della Camera, dove il massimo scoperto va (secondo i racconti dei correntisti) dai 12 ai 20mila euro.
“Eppure – assicura Bnl – negli ultimi tre anni i senatori che hanno acceso mutui si contano sulle dita di una mano. I dipendenti sono stati solo 27. C’è stato un momento in cui un’altra convenzione, per la pubblica amministrazione, era più conveniente”.
Tali convenzioni privilegiate secondo gli istituti bancari sarebbero, comunque, semplici pacchetti di servizi offerti dagli istituti a persone con una certa e sicura stabilità economica. In effetti con gli stipendi dei parlamentari italiani, i più alti in Europa, si rischia meno.
E la beffa è evidente anche tra le parole del senatore Benedetto Adragna, che ricorda che “Tra poco ci sarà la nuova gara e potremmo perfino strappare regole più vantaggiose. Deve però essere chiaro che il Senato non sborsa un euro per questo. La banca offre condizioni vantaggiose per fornire il servizio, non c’è un costo che ricade sui cittadini”.
Il ragionamento potrebbe anche funzionare: stipendi più alti, maggiora sicurezza economica per le banche, possibilità di offrire tassi agevolati. Eppure qualcosa puzza: il velo di mistero su tali convenzioni che vengono portate solo ora la luce. Le ingiustizie sociali sembrano non avere mai fine e ciò che dovremmo almeno pretendere, e che possiamo pretendere, dalle Istituzioni è la trasparenza. Chiedere tassi agevolati anche per i poveri cittadini stremati dalla crisi sembra ancora solo un’utopia.
Angela Scalisi







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