Certe novità si attendono o si fanno attendere per anni. I display pieghevoli, talmente sottili da essere quasi trasparenti, sono adesso quasi una realtà. Il materiale che sta alla base di un tale prodigio tecnologico è il grafene. Il silicio dunque avrà un diretto concorrente, formato da uno strato monoatomico di atomi di carbonio, creato in laboratorio attingendo dalla “sorella” grafite che trattata con una soluzione a base di acido solforico, acido nitrico, dopo essere stata lavorata con procedimenti di ossidazione ed esfoliazione, subendo altre trasformazioni complesse, da vita a dei cerchi, o meglio degli esagoni, di grafene. Questo materiale futuristico e le sue possibili applicazioni hanno portato gli scienziati Andre Geim e Konstantin Novoselov al conseguimento del premio Nobel per la fisica 2010.
Ancora una volta è la rivista Science a pubblicare lo studio secondo il quale gli schermi pieghevoli starebbero per entrare nelle nostre vite grazie alla nuova tecnica che, basandosi sui principi di scrittura laser dei dvd, è in grado di realizzare fogli di grafene capaci di accumulare energia. Quest’ultimo risultato proviene dagli studi effettuati dagli studiosi del gruppo di ricerca dell’Università della California a Los Angeles coordinato da Maher El-Kady.
I fogli creati in questo modo sono molto flessibili, robusti e, caratteristica non meno importante, altamente conduttivi, per questo motivo riescono ad immagazzinare energia. Lo schermo arrotolabile non è l’unica applicazione possibile; si potranno produrre carte da parati elettroniche, abiti ad alta tecnologia capaci anche di produrre ed accumulare energia dal continuo movimento corporeo, ecc … Insomma, sarà l’interattività tra uomo ed oggetto ad aumentare. I nostri figli possiederanno dispositivi mobili basati su nuovi concetti ed i fogli digitali avranno, sicuramente, un forte utilizzo nel campo biomedico. Alcuni nuovi sistemi che discendono direttamente da questa tecnologia hanno già un nome: capacitori elettronici. Hanno la funzione di elettrodo e posseggono, da quello che ci è stato riferito, un ciclo di vita superiore rispetto alle normali batterie.
La tecnica usata per la produzione di fogli di grafene concentra un laser a bassa potenza su un deposito di ossido di grafene per assottigliarlo e convertirlo in un piano di singoli atomi di carbonio. È, poi, la maggior superficie messa a disposizione da questi fogli che aumenta la loro capacità di raccolta e accumulo energia.
Va detto che, ad esempio, la Samsung, colosso del settore, ha già presentato all’FTD, l’esposizione dedicata ai display, i primi monitor pieghevoli e trasparenti. Qualcosa da usare come finestra dell’ufficio e monitor da lavoro, un foglio elettronico da conservare nel portafoglio; arrotolare i propri dati come facevano gli antichi egizi coi loro papiri tornerà di moda.
Paolo Licciardello







Lascia un commento