Yes … Can You?


Può vincere nuovamente le elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America Obama?

Il primo presidente afro americano si trova al giro di boa, le elezioni sono ormai dietro l’angolo e le percentuali dei sondaggi lo danno “in ribasso”. L’ultimo sondaggio condotto dal New York Times e dall’importante emittente televisiva Cbs registra un calo della fiducia nei confronti di Barak Obama, che vanifica i vantaggi acquisiti sul fronte della crescita, dell’occupazione e per le forti divisioni tra i candidati repubblicani alla presidenza, tanto che ora i sondaggi danno Romney in vantaggio di due punti su Obama, 49 a 47.Ma davvero il premio Nobel ha operato così male per una non ri – elezione? I successi di Barack Obama sono enumerabili basti pensare alla riforma della sanità, l’impegno per la crescita, le nuove infrastrutture, il suo decisionismo, i drammi personali, il ritorno dei militari Usa dall’Iraq . All’appello presenti anche gli errori, ma si sa Errare humanum est, perseverare autem diabolicum e la difficoltà di governare una super potenza come gli Stati Uniti è davanti agli occhi di tutti, soprattutto contestualizzando il tutto in un’era di crisi senza precedenti. Due punti non convergenti sull’operato di Obama quello di Ferruccio De Bortoli, direttore de “Il Corriere della Sera” e quello di Gad Lerner editorialista per “La Repubblica”, ci portano all’attenzione di come sia davvero spaccata l’opinione pubblica dei simpatizzanti e dei non. Obama punto in comune, le opinioni punti di discrimen. Secondo De Bortoli : “Obama ha sbagliato ripetutamente i tempi dell’economia e della politica americana, introducendo riforme inadatte a un Paese dalla crescita bloccata. Mentre la fine di Bin Laden e Gheddafi non ha portato reali benefici al presidente, perché nel frattempo la lotta al terrorismo non era più al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica Usa” , secondo Gad Lerner : “Il presidente Obama ha avuto un grande merito: fin dal giugno 2009, nel discorso all’università Al-Azhar de Il Cairo, ha proposto un dialogo con il mondo arabo e islamico nel nome del valore comune della democrazia. E questa presa di posizione ha avuto un ruolo non indifferente nella caduta di dittatori come Gheddafi(…)Obama ha dovuto affrontare la fase calante del ruolo della superpotenza americana nel mondo e un indebolimento della politica in quanto tale nei confronti dei poteri economici. Ma il presidente ha cercato di rispondere a questi problemi sostituendo una rinnovata leadership culturale, progettualità e collaborazione a quella che in passato era la superiorità schiacciante da parte degli Stati Uniti”. Due punti di vista di eccellenze italiche che evidenziano come possa forse essere ambiguo l’operato del quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America. La compagna di propaganda per le nuove elezioni gioca e giocherà infatti a far diventare questa ambiguità un punto di forza ed è quanto si evince dal nuovo video per la campagna elettorale di Obama. Gioco di immagini concrete e reali di quanto accaduto in questi anni, dalla vittoria del 2008, il collasso della borsa, la crisi del mercato immobiliare, gli uffici di Leham Brothers, istantanee indelebili della Grande Depressione Contemporanea che diventano fonte di riscatto con «The road we’ve traveled». La strada percorsa dal Presidente Obama, indiscutibilmente fatta di alti e molti bassi, vuole continuare ad essere abbracciata con la ricandidatura alla casa bianca. Parola frequente del video di indicativamente 15 minuti nella versione integrale, realizzato dal premio Oscar Davis Guggenheim, è “collasso” ; dal video emerge la voglia di riscatto, di continuare a reagire, di ascesa e ripresa, di porre rimedio e fine al collasso. A persuaderci la voce narrante e suadente è quella di Tom Hanks. Obama, Yes … Can You … this time?

Alessia Aleo

http://www.youtube.com/barackobama?source=RoadWeveTraveled-20120315-HP

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