EFFETTO DONNA : “LEGGE ELETTORALE DOPPIA PREFERENZA DI GENERE” .


Donne l’altra metà del cielo. Donne angeli del focolare domestico. Donne Amazzoni contemporanee che si destreggiano fra più impieghi lavorativi, familiari e politici.

Onerosa la questione di recidività nella compagine italiana del ruolo della donna nell’ambito lavorativo e nell’ambito politico.  Le barriere strutturali che impediscono alle donne di prender parte attiva alla vita politica sono una realtà tangibile. Il bisogno di creare opportunità e condizioni favorevoli alla partecipazione delle donne in politica a tutti livelli è sempre più forte. L’Unione Europea riconosce l’importanza e la priorità della possibilità per la donna di riuscire a conciliare la vita professionale, privata e familiare affinché si possa realizzare l’uguaglianza di genere e si renderà facilmente possibile la partecipazione attiva alla vita politica. Provare a cambiare la “forma mentis” è l’obiettivo della maggior parte delle donne che fanno politica, appartenenti a tutte le fazioni politiche, che con coraggio, caparbietà, serietà, onestà intellettuale e con un background culturale lodevole portano lo stendardo per questa irta via, anche se con mezzi differenti. Nell’era dei Social Network, della comunicazione interattiva e dei media come strumenti dell’istruzione diviene fondamentale usarli per sensibilizzare le donne a partecipare alla vita politica. Aprendo una parentesi che, non troppo velatamente, vuole essere una provocazione, è importante anche risollevare l’immagine superficiale, strumentalizzata e talvolta volgare che negli ultimi anni era stata affibbiata alla donna in quanto tale e  alla donna impegnata in politica . I media offrono un utile strumento per monitorare la presenza delle donne nelle sedi decisionali, così da rilevare eventuali pregiudizi di genere e trovare i mezzi per porvi rimedio,  e in tal modo contribuire a superare gli stereotipi e favorire la diffusione di immagini propositive di donne leader in tutti i campi.  Combattere l’emarginazione delle donne nella vita politica diventa quotidianamente uno degli aspetti peculiari nelle relazioni esterne dell’UE, in cooperazione con le altre realtà internazionali che operano in questo campo e con l’ausilio di un adeguato sostegno finanziario e tecnico.

Il convegno  EFFETTO DONNA : “LEGGE ELETTORALE DOPPIA PREFERENZA DI GENERE”  che ha avuto luogo il 25 c.m presso il Marina Palace Hotel di Acitrezza ha toccato tutte queste delicate tematiche.  Numerosi, esaustivi e interessanti gli interventi degli esponenti del Partito Unione di Centro e non solo.

Sono Intervenuti :

Dott.ssa Nicoletta Barbato Vice Responsabile UDC Pari Opportunità Nazionale, On. Luisa Capitanio Santolini presidente VIII commissione UDC Camera dei deputati, Dott.ssa Silvia Noè Responsabile Consigliera Regionale UDC Emilia Romagna, Dott.ssa  Anna Maria Cianci Responsabile Regionale UDC Pari Opportunità Abruzzo, Dott.ssa Giovanna Candurra Responsabile Regionale UDC Pari Opportunità Sicilia, Dott.ssa Arch. Maria Franca De Luca Responsabile Provinciale UDC pari opportunità Catania, Dott.ssa Margherita Landolina Segretario Cittadino UDC Catania, Dott. Arch. Angelo Spina Presidente Provinciale UDC Catania, Sen. Gian Piero D’Alia Capogruppo al Senato UDC, Funzionario Mariella Alì Assessorato Regionale Attività produttive, Dott.ssa Margherita Ferro Consigliere Federale MPA, Dott.ssa Daniela Fileccia, Avv. Francesca Ganci Segretario Generale Provincia Regionale Catania, Dott.ssa Rosaria Leonardi Componenti Commissione Sanità Provinciale PDL, Avv. Roberta Reitano Componente Pari Opportunità Provinciale Catania, Dott. Sergio Miraglia.

La proposta del dipartimento delle Pari Opportunità: “ La modifica della legge elettorale della regione Sicilia con l’introduzione della doppia preferenza di genere come quella approvata nel 2010 dalla regione Campania per riequilibrare la rappresentanza politica. Con la doppia preferenza di genere la libertà degli elettori non verrebbe in alcun modo limitata, ma verrebbe ampliata la possibilità di scelta che per certi versi potrebbe far diminuire anche l’astensione. Si realizzerebbe così la parità di chance e non sarebbero più presenti le norme di favore, misure o trattamento differenziati per l’uno o per l’altro sesso, che vengono a trovarsi fra loro in una vera, effettiva, situazione eguale.”        

Dott.Arch. MariaFranca DeLuca    ha voluto sottolineare l’importanza di un incontro “fra donne” portatrici di valori e di proposte innovative e non sterili: ” Effetto Donna è stato voluto a gran voce dalla Sicilia dalla Sottoscritta, responsabile alle Pari Opportunità della Provincia di Catania, e dalla responsabile della Regione Abruzzo, la Dott.ssa Maria Cianci per divulgare il concetto, per diramare l’importanza della legge elettorale doppia preferenza, affinchè si possano sensibilizzare anche le regioni del Nord  a questa importantissima tematica. L’importanza di creare una rete comunicativa attiva per tutta la Penisola è all’ordine del giorno. Quale occasione migliore? Normalmente la cultura si sviluppa dal Centro Europa per poi diffondesi; quindi i beneficiari in prima istanza sono le regioni del Nord di solito, per poi con estremo ritardo approdare alle regioni più a Sud. Oggi vogliamo andare controtendenza ed evidenziare come questa iniziativa possa fregiarsi del contrario, noi del Sud abbiamo l’onore di indottrinare la legge elettorale regionale doppia preferenza di genere, così come il modello campano, al fine di divulgarne la conoscenza e rendere più fattivo l’impegno. Da Sud verso Nord, per crescere insieme! “    

Il dott. Sergio Miraglia, Vice  Coordinatore Regionale Giovanile UDC Sicilia : “Oggi non si può parlare di occupazione femminile senza tener conto che sono ancora le donne a portare il maggior carico di responsabilità, lavoro domestico e cura della famiglia. La disuguaglianza di salari, la mancanza di asili e servizi per la famiglia, sono comunque la principale causa della sottoccupazione delle donne. D’altro canto, la cura non può più essere considerata un destino “naturale” della donna – moglie, madre – quando invece si tratta di una responsabilità collettiva di uomini e donne, un impegno che non significa solo la crescita di un figlio, l’accudimento di un malato, di un anziano, ma il tempo di vita, il benessere, la piena realizzazione delle proprie capacità, a cui tutti hanno diritto. Sappiamo bene che le donne si sono adattate per lungo tempo a una visione del mondo dettata dall’uomo, per cui è necessario sostenere candidature di donne consapevoli di quello che è stato il rapporto di potere tra i sessi, donne capaci di modificare istituzioni, ordinamenti, linguaggi che si sono formati senza che loro vi avessero parte. Un dato voglio portare, ed è quello delle elezioni comunali di Milano. Le donne sono state le “grandi elettrici” del sindaco Giuliano Pisapia a Milano. Grandi elettrici perché protagoniste, per mesi, in maniera visibile, su innumerevoli scene della campagna elettorale e nella vittoria della coalizione di centrosinistra dopo diciotto anni di governo di destra. Protagoniste con ruoli differenziati in quella campagna elettorale. Tuttavia il dato di Milano è un caso isolato, forse oserei dire isolatissimo. In tutti i dati forniti dalle organizzazioni internazionali e nazionali l’Italia resta un paese in cui le donne continuano a essere sottorappresentate nelle istituzioni politiche e ad avere scarse possibilità di carriera, la condizione femminile in Italia appare grave se si guarda alle statistiche delle ultime indagini. Anche a livello locale il ruolo femminile non è valorizzato pienamente, essendo escluso sistematicamente dalla gestione economica e dagli assessorati strategici quali le infrastrutture, i trasporti e la sanità. Le donne, però, risultano più abili nel raccogliere e mantenere il consenso sociale degli uomini e perciò dovrebbero partecipare più attivamente alla vita politica nei ruoli decisionali. Conseguentemente è avvertita la necessità di supporto delle donne da parte dei partiti politici, e in questo l’UDC si è dimostrato attento, basti vedere il ruolo che Margherita, ma tante altre donne all’interno del nostro partito rivestono. Ma ciò non basta occorre fare di più (…)Tra gli uomini resta forte il pregiudizio sull’incapacità femminile nell’occuparsi della cosa pubblica, soprattutto al Sud, dove la tradizionale struttura familiare continua a essere un punto di riferimento costante. ( …) Bisogna andare alla radice, cominciare fin dalla prima infanzia l’educazione ai sentimenti, alla conoscenza e al rispetto reciproco. Bisogna fa breccia nei quartieri più periferici; il ruolo della donna, della ragazza in queste realtà non deve essere solo quello di stare a casa a pulire, cucinare, lavare e chi ne ha più ne metta; è una cosa che oggi non è più accettabile, ne dal punto di vista economico-familiare ma sicuramente dal punto di vista culturale. Se vogliamo davvero un cambiamento c’è bisogno dell’impegno di tutti: famiglia, scuola, istituzioni, tutti, nessuno escluso.  Vorrei concludere una osservazione e con una citazione:

L’osservazione è del primissimo ruolo che il nuovo governo sta dando alle donne affidandole ministeri di fondamentale importanza: quali Interno, Giustizia, Lavoro. E basta riflettere un po per vedere che le principali figure che stanno dando inizio ad una riforma del lavoro sono proprio 3 donne: la Camusso(CGIL), la Fornero(Ministro) e la Marcegaglia(ConfIndustria). La citazione, invece, è di Oscar Wilde, che diceva: – Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto-.”

Durante il suo intervento la Dott.ssa Silvia Noè ha puntualizzato come la politica, talvolta, sia sessista, maschilista e ostica e come si avverta l’impellente  necessità di un capovolgimento della tendenza attuale. Mette l’accento su quanto sia impegnativa la strada della politica se attraversata con responsabilità, ed annovera la lucida consapevolezza della grande motivazione che porta ad impegnarsi attivamente in politica e su come la meritocrazia debba essere essenziale. La proposta del riequilibrio di genere  non deve essere solo un meccanismo elettorale ma in primis deve essere un movimento culturale. Ai nostri microfoni:

Ci può spiegare in cosa consiste la vostra proposta?

La nostra proposta di legge è già in vigore nella Regione Campania e consiste nel favorire le Pari Opportunità a tutti gli eletti, uomini e donne, per tendere ad un riequilibrio di rappresentanza e di genere. Proponiamo che tutte le regioni d’Italia adottino questa legge elettorale. Si possono esprimere due preferenze e la seconda sia di genere diverso rispetto alla prima, nel caso di corrispondenza la scelta verrà invalidata solamente la seconda preferenza.

Questa proposta non potrebbe essere riduttiva qualitativamente dal punto di vista femminile per quanto riguarda nel particolare la bivalenza tra meritocrazia e il semplice “posizionare” una donna?

Su questa legge è stata già sollevato il dubbio sulla compatibilità e sulla sua costituzionalità, ma già la Corte Costituzionale, di cui ho il testo espositivo in sintesi, ha già chiarito espressamente la sua compatibilità costituzionale, proprio perché si ripropone semplicemente di offrire Pari Opportunità e quindi la possibilità di esprimere due preferenze che non ledono né l’uno né l’altro genere. Con questa opportunità di esprimerne una seconda consente di promuovere l’affermazione di genere.

Per quanto riguarda la vostra segreteria come vi ponete nei confronti delle Quote Rose e quali sono le differenze fra i progetti di Ieri e Oggi?

Nel passato sicuramente la Corte Costituzionale si è sempre posta in modo restrittivo, poi grazie ad alcune rivisitazioni degli articoli 51 e 117, ci sono state delle aperture che hanno effettivamente consentito ai vari livelli legislativi nazionali e regionali di poter intervenire sia sulle modalità di composizione delle liste sia sulle modalità delle preferenze. Effettivamente c’è la consapevolezza che nel rispetto della piena rappresentazione dei generi le leggi elettorali debbano avere degli adattamenti. Credo che la legge regionale campana sia il giusto strumento, senza la necessità di ricorrere espressamente alla Quote Rosa, che effettivamente che per le donne sia riduttivo pensare che ci sia una corsia preferenziali di questo genere. Ripeto è interessante che si possa individuare e attuare su scala nazionale l’estensione del progetto regionale della Campania, in quanto strumento equo che offra Pari Opportunità.

( www.silvianoe.it ) snoe@regione.emilia-romagna.it

L’Onorevole Luisa Capitanio Santolini esordisce nel suo intervento con lo slogan “ se ci crediamo lo possiamo fare”.  La battaglie di minoranza sono una costante nella storia umana, e sentirsi impotenti, deboli non deve essere la giustificazione che porta a non reagire. Votante contro l’imposizione quasi forzata delle donne nelle aziende quotate in borsa, afferma che una donna deve essere competente e non posizionata solo perché deve coprire il 35% stimato dalle normative. Continua affermando che una donna non deve essere vista come una “specie protetta” e invita a riflettere sul fatto che in Italia non ci sia un movimento simile al femminismo degli anni ’70 per rivendicare ciò che è Donna. Le donne sin troppo spesso, secondo l’onorevole, non credono nelle loro capacità e sono malagevoli nei loro stessi interessi. Sono numerosi i casi di donne che non votano altre donne rimanendo ancorati ad uno status parallelo a dieci anni fa. Prendendo possesso delle normative del Consiglio Europeo esalta l’entità della necessità della rimodulazione degli orari, donando una maggiore flessibilità alle donne (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00053l.htm) e di una politica socio previdenziale superiore .

Dopo il convegno anche l’Onorevole Santolini con grande disponibilità risponde alle domande del periodico on line Acicastello Informa.

Ci può spiegare in cosa consiste la Vostra proposta?

La nostra proposta è innovativa nel senso che non chiede Quote Rosa, siamo contrari. Noi donne non siamo una specie protetta. Vogliamo dare l’opportunità agli elettori di scegliere una o due preferenze. Nel caso delle due preferenze un uomo e una donna. Questo non esclude un solo uomo o una sola donna, ma è un grande atto di civiltà per dare spazio anche al merito.

Questa proposta non potrebbe essere limitativa qualitativamente dal punto di vista femminile per quanto concerne la meritocrazia?

No, non è riduttiva, nel senso che se una donna è valida, è in gamba prosegue nel suo percorso … e noi sappiamo che in Italia la meritocrazia manca, ed è un grave problema. Quindi una donna in gamba , attiva, abile e capace ha la possibilità di essere iscritta e votata, altrimenti se c’è una preferenza sola sono soltanto uomini e lo sappiamo da settant’anni. Questo significa non prevaricare o essere contro gli uomini, ma con gli uomini … che è tutt’altra questione.

La vostra Segreteria Politica come si pone nei confronti delle Quote Rosa?

I Passi Salienti sono quelli di andare verso una posizione di possibilità di scelta verso l’elettore. Io sono molto perplessa per quanto riguarda le Quote Rosa, perché significa etichettare la Donna come “specie protetta” e non mi piace, invece bisognerebbe dare la possibilità di scegliere e riconoscere certamente i meriti delle donne e dare la possibilità ad esse di farsi avanti. Io personalmente ho anche votato contro la percentuale obbligatoria dei Consigli di Amministrazione delle società quotate in borsa, perché ritengo che forzare la mano in questa maniera non sia corretto, anche se riconosco che le donne oggi sono discriminate.

 

Alessia Aleo 

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