Gli extraterrestri stanno per trovare casa su pianeti che orbitano intorno alle nane rosse


Dalle prime notizie diffuse dalla missione kepler della NASA ad inizio mese, è stato possibile fare una prima supposizione riguardante il numero o indicativamente la percentuale di pianeti extra solari, scovati nella nostra immensa galassia, capaci di accogliere la vita come noi la conosciamo. Questa percentuale, che inizialmente si riteneva intorno al 40%, dopo i primi rilevamenti su forme e composizioni dei 2.321 “nuovi” pianeti, si attesta ora solo, si fa per dire, sul 1%, smorzando in questo modo i primi entusiasmi. La ricerca scientifica nasconde sempre questi trabocchetti ed uno scienziato che si rispetti non demorde davanti alle prime difficoltà; la Via Lattea, la nostra galassia, da sola contiene circa 200 miliardi di stelle di ogni genere, la ricerca, quindi, è lunga.

Oggi, però, focalizziamo la nostra attenzione intorno alle nostre vicine nane rosse. Questa tipologia di stelle merita il giusto interesse per il fatto che è tra le più diffuse nell’universo, e, per questo motivo, si ipotizza che pianeti simili alla Terra orbitino intorno al questi corpi celesti. Un team internazionale di astronomi dell’Observatoire des sciences de l’univers de Grenoble, in Francia, ha espresso il parere secondo cui una miriade di pianeti rocciosi presenti nella Via Lattea avrebbe la giusta temperatura per conservare acqua allo stato liquido ed per ospitare, dunque, la vita. Il dispositivo utilizzato per sei lunghi anni è lo spettrografo Harps, dellESO (European Souther Observatory) montato sul telescopio cileno di 3,6 metri sito in La Silla.

È del 2007 la prima importante scoperta del pianeta Gliese581g ipoteticamente abitabile intorno, alla nana rossa Gliese581. Dopo una iniziale osservazione di 120 stelle dall’emisfero australe, il gruppo di ricerca europeo è giunto alla conclusione che il 40% delle nane rosse presenti nella galassia può presentare un pianeta orbitante definito super-Terra.

Ma cosa si intende per super-Terra?

Con questo termine gli scienziati intendono definire un pianeta che abbia l’orbita ad una distanza minima dal suo sole entro un certo range, che varia anche in funzione al tipo di stella, e che abbiano dimensioni da una a dieci volte quelle della terra. 160 miliardi di stelle splendenti nella nostra galassia sono nane rosse (l’ottanta per cento circa) ed alcune distano dal sole appena 30 anni luce.

Malgrado il ciclo vitale di questi astri rossi le difficoltà nel trovare il pianeta simile al nostro sono molteplici. Xavier Bonfils, ricercatore capo, ha spiegato che le nane rosse sono più piccole e fredde rispetto al nostro sole ed affinché la temperatura non pregiudichi la presenza di acqua allo stato liquido, il pianeta deve trovarsi più in prossimità della stella rispetto a quel parametro che spesso si prende ad esempio, ovvero la distanza della Terra dal Sole. Tale vicinanza però pone il pianeta dinnanzi a  rischi vari, tra i quali quello di essere investito dai potenti raggi X o ultravioletti provenienti dai brillamenti  ed eruzioni solari, impedendo, in tal modo, la vita.

Come si è potuto vedere, le percentuali cambiano di parecchio a seconda delle modalità di studio impiegate, ma la ricerca deve, come la speranza, essere l’ultima a “morire”.

Paolo licciardello

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