Inni cantati per il Comune di Acicastello


Una splendida giornata di sole,  tipicamente siciliana è stata la giusta cornice per la manifestazione svoltasi presso l’aula consiliare “Michele Toscano” del Comune di Aci Castello, alla presenza del sindaco Filippo Drago e del presidente del Consiglio comunale Salvo Danubio.

La cerimonia di presentazione degli inni musicali delle frazioni del Comune è stata fruibile anche per le scolaresche del Comune, che interessati e incuriositi hanno partecipato attivamente. L’iniziativa  a cura dell’associazione musico-culturale “Rose di Gerico” è stata presieduta dal professor Antonello Gandolfo, alla tastiera e realizzatore della messa in musica dei versi. I testi sono stati curati dalla professoressa Letizia Mazzei. Per quel che concerne gli inni di Aci Trezza, Cannizzaro e Ficarazzi, di grande importanza la collaborazione della professoressa Maria Rita Cristaldi in riferimento all’inno di Aci Castello” il diario di Comune Di Aci Castello.

La Baia dei Faraglioni, la terza tra le più importanti e più belle d’Italia, meta di turismo anche internazionale,  spesso per via dell’abitudine viene sottovalutata dai suoi stessi abitanti e con questa iniziativa si vuole sottolineare l’importanza del patrimonio paesaggistico, culturale e naturale che ci appartiene e di cui sin troppo spesso non ci facciamo porta voce.

Di seguito sarà possibile leggere gli inni delle singole frazioni.

Alessia Aleo

Inno di AciCastello

Trascende al di là del tempo,

la bellezza tua sublime

mitica fulgida Acicastello,

segno dell’Umanità

Sospira la notte

curiosa la luna

ascolta la storia

l’arcano Castello

….

S’inebria lo sguardo

di bellezza pura,

respiro sull’isola

l’aspro odor di salsedine

….

Il balcone sul mare di Aci,

la baia dei Ciclopi,

la fonte di Afrodite

sono un preludio dell’eternità.

Inno di Ficarazzi

Non mi stanco di guardare,

è il mio balcone:

Riviera dei Ciclopi, una visione,

una visione immensa, inaspettata;

è una giornata bella soleggiata.

Cantiamo adesso lieti

e il nostro cuore si unisce,

si unisce al mondo con amore.

Non sento più rumori nelle strade

ed una gioia immensa mi pervade.

Guardo a sud e di fronte c’è il Castello,

più a destra è Cannizzaro il mare bello.

Che vision d’insieme, oh sì, stupenda,

proscenio di un teatro senza tenda.

Cantiamo adesso lieti

e il nostro cuore si unisce,

si unisce al mondo con amore.

Balcone sul mare di Aci, sul mar.

Quante curve … è tortuosa questa via,

ma qui l’anima mia si rinnovella,

domina il mondo. Oh Ficarazzi bella!

Inno di Acitrezza


Acitrezza, paese sopra il mare, vedi Ulisse qui ancora navigare;

Aci, andando per l’isola Lachea, accarezza la ninfa Galatea;

Pastorello, già morto per amore, provocò alla ninfa un gran dolore;

gli dei commossi furono da quel pianto: Aci divenne un fiume per incanto.

Ecco, il paese avvolge un venticello! Caro Paese, un luogo tanto bello.

S’erge, dietro, ridente la collina : fiori colori, fiori colori è ricca la Natura.

San Giovanni protegge il pescatore: nella sua festa palpita ogni cuore;

cuor di madri, e di figli e di nipoti a Maria fanno tanti e tanti voti.

E’ un tesoro, Aci Trezza, entusiasmante, perla dentro uno scrigno,un gran diamante;

sono pietre preziose i Faraglioni, dal Ciclope lanciati dai bastioni.

Ecco, il paese avvolge un venticello! Caro Paese, un luogo tanto bello.

Verde, azzurro con tante tante belle ville.

S’alza il mare, dall’acqua tante stille.

Scendo le scale, che bel panorama!

C’è la voce del mare che mi chiama

Il mare mi chiama …

Inno di Cannizzaro


Un giorno un monaco, per predicare e confessare passò di qua;

aveva l’aria di un buon profeta che annunzia lieta futura età:

“Come il papavero colora il prato ( ed è sbocciato tra notte e di )

la terra umile all’improvviso un paradiso sarà così”.

Cannizzaro, paese caro, per noi è nato di fronte al sole;

il suo clima è temperato dalla brezza e dallo zefiro ( vento di ponente ).

Tempo fu già

che l’Etna eruttò.

Sulla lava nacque la ginestra , il mando spuntò.

Il lavoro dei nostri padri l’aspro suolo poi trasformò.

Guardate il giovane che va girando ed il paesaggio copiando va:

le liete immagini di aprile e maggio con bello stile conserverà;

Per cui risorge di Cannizzaro l’aspetto raro di quel che fu:

case poetiche, piene d’amori, strade tra i fiori che non son più.

Cannizzaro, paese caro, per noi è nato di fronte al sole;

il suo clima è temperato dalla brezza e dallo zefiro ( vento di ponente ).

Tempo fu già,  Ulisse qui passò.

Alla fonte Dolce, presso il mare

la sete sua placò;

poi un altare ad Afrodite, ringraziando edificò.

Ed il magnifico nostro futuro è ancora oscuro , dove sarà?

Eppure è in opera la sua ricchezza che con bellezza si allarga già:

le voci armoniche che il suolo caro di Cannizzaro sempre donò

sono la massima nostra ricchezza, che la dolcezza partecipò.

Cannizzaro, accordo raro di bellezza e carità

la tua storia è bella più, più di quanto non pensi tu.

Inesauribile fonte dell’anima che sempre giovani ci manterrà

e d’ogni angolo del mondo vario folle turistiche ci porterà.

Cannizzaro, accordo raro di bellezza e carità.

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