Sabato 31 marzo 2012, Londra.
A distanza da un anno dalla fine del magico mondo di stregoneria ideato dalla scrittrice inglese J. K. Rowling all’inizio degli anni novanta e concretizzato negli anni successivi, oggi, in anteprima mondiale apriranno al pubblico gli studios britannici della Warner Bros dove sono stati girati gli otto film della mitica saga di Harry Potter.
Potterland, questo il nome della location, è situata a una trentina di chilometri da Londra e precisamente a Leavesden, vecchio aeroporto in disuso ritenuto idoneo per i suoi immensi spazi (14mila metri quadrati) ad ospitare i diversi set cinematografici. Ambientazioni, costumi, attrezzi di scena e tutto quanto è servito per trasformare le magiche pagine della saga della Rowling nelle affascinanti scenari che abbiamo ammirato in questi anni: dalla Sala Grande ai corridoi di Hogwarts, dall’ufficio di Albus Silente al Ministero della Magia, dalla sala comune di Grifondoro a Privet Drive tutto è nato qui.
L’esperienza comincia in una sala cinematografica con i protagonisti Harry, Hermione e Ron che invitano a seguirli attraverso il portone di Hogwarts, la celebre scuola di magia. Lo schermo si alza e appare la vera porta di quercia che permette di passare dal cinema al set.
Ci si trova poi nella Great Hall, ricostruita minuziosamente con gli stessi lastroni di pietra di York messi in posa undici anni fa. «Ogni volta che ci torno mi vengono i brividi», afferma Tom Felton, il «cattivo» Draco Malfoy.
Si passa quindi alla sala comune dei Grifondoro e di qui allo studio di Albus Silente. Fuori da Hogwarts, nella cucina di casa Weasley, invece, c’è l’orologio che permette alla mamma del clan di sapere sempre dove sono i figli. Il momento più emozionante è la passeggiata in Diagon Alley, tra la banca Gringott e il negozio di bacchette magiche di Olivander.
«Su questo set ho passato dieci anni della mia vita – racconta un commosso Rupert Grint -, era casa… lontano da casa». Mentre per Evanna Lynch, la Luna Lovegood dei film, sapere che la Great Hall esiste ancora dopo esser stata distrutta al termine di «Doni della Morte, parte seconda» è «una consolazione» perché «ci possiamo tornare quando vogliamo». «Ricordo quando entrai nella Great Hall per la prima volta – prosegue Grint -. Per me era tutto nuovo e non avevo idea di come si facesse un film. Quel salone era esattamente cosi, come lo vedete adesso». Per la Luna dei film, il set più significativo è lo studio di Albus Silente: «Tra l’altro ci feci il provino prima di avere la parte. Ero pietrificata». Che in «Potterland»… non manchi nulla lo conferma infine David Yates: «J.K. Rowling non smetteva di scrivere, quindi non si buttava mai niente, nell’eventualità che potesse essere riutilizzato».
Gli attori della saga hanno promosso a pieni voti l’iniziativa. Tom Felton (Draco Malfoy): “Ogni volta che ci torno mi vengono i brividi alla schiena”; Warwick Davis (Filius Vitious): “Credo che le persone resteranno sorprese nel vedere quanto è stato creato fisicamente rispetto a quanto è stato poi aggiunto al computer”.
Giuliana Ventura








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