Un attacco d’arte.


Immaginate di svegliarvi una mattina, come ogni giorno, prepararvi per affrontare il lavoro o le varie commissioni da fare, scendete in strada e un passo davanti all’altro procedere verso l’obiettivo che si vi siete prefissati quel giorno.

Mentre affondate i primi passi nella vostra giornata, vi renderete conto che nel vostro percorso incontrate qualcosa che non è solito vedere, magari a prima occhiata sembrano delle persone “reali”, ma se ci fermiamo dalla frenesia e dal solito tam tam, vediamo che mentre noi dormivamo beatamente la città ha avuto un “attacco” d’arte.

Opera di Mark Jenkins noto artista urbano per le sue performance per strada in tutto il mondo, affonda la sua arte nella città una vera e propria guerriglia d’arte urbana, conosciuto per le “tape sculpture” (sculture di nastro adesivo), con i suoi fantocci crea il surreale.

Sono dei calchi in nastro adesivo di oggetti, bambole, animali e intere persone, che popolano le città, l’ultima invasione è stata a Roma, piacevole incontrare per le strade la serie della sua collezione Embed soggetti perfettamente abbigliati ma che sono protagonisti di situazioni “paradossali”. Come magari un fantoccio che si trova sul tetto con una canna da pesca, un altro per terra ricoperto di rifiuti, delle gambe a penzoloni dentro un bidone dell’immondizia, uno che sta schiacciando un sonnellino in un amaca perfettamente arrangiata con della rete per recintare i cantieri, oppure delle fettine di pancarrè tostato adagiate nelle fessure dei tombini di scolo vicino ad una fermata dell’autobus, o un braccio che esce dal muro con in mano un mazzo di fiori; compito di Jenkins è far diventare i passanti da passivi a attivi spettatori/attori, l’artista osserva con un occhio diverso i luoghi estremi della città e da una funzione opposta agli oggetti urbani così facendo crea un Paradosso.

Con questa invasione di campo l’artista prepara la popolazione capitolina alla sua esposizione alla galleria d’arte Wunderkammern, in collaborazione con il MACRO che insieme ad altri artisti portano avanti un progetto “Living Layers” che prevedono le interazioni con lo spazio urbano.

Insomma spero che ognuno di voi domani si svegli nella città dove questo artista sta organizzando la prossima invasione d’arte.

Irene Luca 

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