Di Giuliana Ventura
Chi da bambino non ha mai giocato al flipper?? Si, proprio il gioco che trovavamo spesso quando facevamo compagnia alla mamma al supermercato, o ancora nei bar del centro storico. Il nome deriva dalle piccole pinne (flippers), comandate da pulsanti esterni e con le quali si colpisce una biglia d’acciaio mirando a bersagli posti su un piano inclinato coperto da un vetro trasparente. Ogni singolo bersaglio o combinazione di bersagli colpiti apporta bonus al gioco.
Fino al 28 aprile a Lugano presso la Photographica FineArt Gallery ,Via Cantonale 9, è possibile ammirare i lavori dell’ artista.
Nel 1978, Olivo Barbieri ha esposto un progetto chiamato “Flippers”, un’inedita serie realizzata l anno prima all’interno di una fabbrica di assemblaggio di flipper abbandonata e distrutta, presentata a Lugano al completo.
Barbieri racconta, che l’occasione di esporre Flippers alla Galleria Civica capitò grazie ad un incontro casuale con il fotografo e artista Luigi Ghirri, considerato da molti il precursore della fotografia concettuale e di paesaggio italiana. La mostra ebbe successo: grazie anche alla spinta data da un commento positivo del fotografo Franco Vaccari, Barbieri iniziò la sua carriera di artista e successivamente espose e proiettò i suoi film nelle più prestigiose sedi internazionali. Le sue opere sono presenti in importanti musei e collezioni d’arte pubbliche e private in tutto il mondo. Le immagini, riprese in una fabbrica dimessa di flipper, raccontano i frammenti di una storia molto particolare: le icone della musica, della fantascienza, del west tipiche di una mitologia americana del dopoguerra e celebri in tutto il mondo, nella loro rappresentazione attraverso le grafiche dei flipper.
Smembrati e privati della loro funzione originaria, i flipper agiscono come deposito della cultura e dell’immaginario di un’intera epoca, cristallizzando autentiche icone come i Beatles e i Rolling Stones.
Nelle tre sezioni in cui si divide il progetto: architettura del deposito, vetri e legni, è possibile rintracciare la storia dell’arte contemporanea, da Duchamp a Burri e Wharol.
Sempre, dall’inizio del suo percorso artistico ad oggi, Barbieri ha messo in discussione la capacità dei sistemi di rappresentazione di restituire una versione credibile del nostro mondo.
Flippers 1977-1978 riscrive, a partire da questa serie mai pubblicata fino ad ora, l’intero sviluppo del percorso artistico di Olivo Barbieri, collegando il fil rouge che unisce questo lavoro alle giovanili immagini riprese in Oriente, alle sequenze notturne di Notte e Illuminazioni artificiali, alla serie Paintings, al fuoco selettivo di Virtual Truths e alle celebri fotografie del progetto site specific riprese da un elicottero nelle città di tutto il mondo.
Esplicitamente per questa esposizione è stato realizzato Flippers 1977-1978 in edizione di soli 300 esemplari personalizzati uno ad uno: è un libro d’artista di cm 24×30 con 76 immagini, prodotto in collaborazione con Danilo Montanari Editore Ravenna e Marco Antonetto per Photographica FineArt Lugano.










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