Singula post ova , pocula sume nova … soprattutto se si deve festeggiare e brindare per un’idea. Quando l’idea diventa fondamento ontologico della realtà artistica sicula, si assiste ad una inevitabile catalizzazione dell’attenzione. Maestra di idee ed innovazione, portatrice dello stendardo siculo , curatrice del concept espositivo dell’iniziativa è Marella Ferrera, che con la bravura che la contraddistingue è riuscita ad unire i maggiori esponenti del mondo artistico in tutte le sue sfumature, dall’ambito musicale a quello gastronomico, da quello teatrale e musicale a quello della scultura, nella mostra “Uova D’Autore” .
Dal 29 Marzo al 29 Maggio, presso il “Museum & Fashion”, in Via Museo Biscari 16, saranno esposte sessanta opere ed installazioni, che hanno come comune denominatore le uova di struzzo. E’ possibile respirare dinamismo intellettuale, colore, creatività e il valore della teoreticità quasi onirica “fra un uovo e l’altro”.
Aprendo una breve parentesi, è quasi inevitabile non appropriarsi delle reminiscenze artistiche precedenti e dell’importanza filosoficamente estetica della figurazione dell’uovo, metafora di vita. La metamorfosi di Narciso, di Salvador Dalì, dove dalla piccola crepa dell’uovo, stretto nella mano in primo piano, nasce il fiore dal mitologico nome o facendo ancora un passo indietro, cronologicamente parlando, riportare alla memoria il celeberrimo dipinto di Piero Della Francesca, Sacra Conversazione, databile al 1472 e conservato alla Pinacoteca di Brera, dove in fondo alla nicchia, sfondo dei personaggi, è dipinta un’esedra semicircolare a forma di conchiglia, al culmine del quale è appeso un uovo di struzzo. ” L’uovo è messo in risalto dalla luce su uno sfondo in ombra, proiettandosi otticamente in primo piano.” Metafora dell’uomo inteso come simbolo di vita, creazione, di nascita e rinascita. L’uovo, illuminato da una luce uniforme che esprime l’idea di uno spazio ottimizzato, centralizzato, chiave di armonia e geometricamente equilibrato, simbolo della centralità e del fulcro Universale.
Di questa centralità armonica si rivesta Catania, portando in se il valore di questa mostra in concomitanza delle feste pasquali. “Voleva essere un gioco – afferma Marella Ferrera – questa collezione di uova di struzzo decorate da personaggi di spicco del panorama culturale: ma adesso che li abbiamo riuniti in questa “covata d’autore” ci è parso di dar vita a un racconto nuovo: un inno alla vita e alla creatività da condividere con un pubblico grande e, nonostante i tempi, ancora desideroso di conoscere e di stupirsi di fronte alla bellezza”.
Fra le opere in mostra: quella del musicista Giovanni Sollima con il suo uovo Placenta, il designer Francesco Giordano con Concepimento, lo scultore Franco Politano con Guerra e Pace e la designer Gabriella Ferrera con Come Natura Crea, tematica che divine file rouge la creazione, la chiave di lettura per eccellenza, come detto, dell’uovo come sinonimo di vita. E ancora il N’Uovo Spartito del compositore Nicola Piovani, il Giovane Struzzo di Franco Battiato, il Mandolovo di Carmen Consoli che ha voluto rievocare il mandolino e i ricordi legati al padre, nei dettagli composti da un ponte, un battipenna stilizzato, una chiavetta e gli ingranaggi delle meccaniche di uno strumento a corde, l’ Ovòfono del cantautore Luca Madonia, Suli,Terra e Focu di Alfio Antico . All’insolita covata d’autore hanno collaborato anche artisti come Alberto Abate, recentemente scomparso, progettisti come Mario Nanni, registi come Gianpaolo Cugno, attrici come Donatella Finocchiaro con il suo uovo Vanità e Lucia Sardo con il suo Babbi l’ova. Non mancano le letture ironiche legate al tema dell’uovo e declinate secondo modi di dire, basti pensare al vignettista Totò Calì “Se questo mondo non vi piace createne uno…N’Uovo!” , e secondo luoghi comuni. Insieme alle creazioni in ambito culinario di chef stellati ed interpreti eclettici come Andrea Graziano, Carlo Sichel e Ciccio Sultano e di maestri pasticceri che con le uova – dolci o salate – si confrontano ogni giorno.
“Sono da sempre affascinata dalla grazia e dall’eleganza degli struzzi – Marella Ferrera, dal comunicato stampa della Mostra Temporanea – ancora di più da quando mi è capitata fra le mani una foto degli anni Venti in cui Joséphine Baker, regina delle Folies Bergères, è seduta su un calesse trainato da uno di questi meravigliosi uccelli. L’idea di decorare le loro bellissime uova non è una novità: fin dalla preistoria venivano incise e i Fenici le dipingevano. A loro il mondo della moda deve moltissimo: ventagli, boa di piume e ciglia finte. A noi non resta che ammirare la loro “preistorica” bellezza che può suggerirci ancora tanto in quel loro incedere danzante…” .
Fondamentalmente il bello e l’idea del bello sono intorno a noi, basta solo renderlo visibile, ponendoci sulla trincea dell’estetica trascendentale e riuscendo a smussare gli angoli di una non sensibilità ormai diffusa.
Alessia Aleo











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