Nude per protesta


Si chiama “My body, my soul”, il mio corpo, la mia anima, il rivoluzionario calendario realizzato da un gruppo di donne iraniane in esilio politico in Europa. Nelle immagini in bianco e nero le donne posano senza veli per manifestare il dissenso contro l’oppressione femminile in Iran sotto il regime di Ahmadinejad

In Iran, se un a donna viene sorpresa da sola alla guida, viene fermata dai pasdaran, i guardiani della rivoluzione, che la fanno scendere di forza dalla macchina e condotta al più vicino posto di comando, dove le verranno inflitte un numero indeterminato di fustigazioni alla schiena.

Queste coraggiose donne se dovessero tornare in Iran, secondo la legge islamica, sarebbero condannate alla pena di morte mediante lapidazione pubblica.

Come le loro colleghe più famose, le Femen – movimento femminista ucraino – hanno scelto questa inusuale, ma di grande e sicuro effetto mediatico, forma di protesta, utilizzando il loro corpo come strumento di indignazione.

Le Femen è un gruppo di attiviste ucraine, che dal 2008 con il loro topless di protesta, manifestano in eventi pubblici o occupano monumenti storici, al grido di “spogliatevi” e “nudo e libertà”. La loro ultima provocazione è stata alla  Tour Eiffel, contro le politiche maschiliste della cultura islamica, e con i loro slogan hanno invitato le donne islamiche a ribellarsi alla leggi della sharia. 

Maria Chiara Coco

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