Bollywood, la capitale del cinema indiano, si tinge di rosso.
Causa: un crudele omicidio, portato a termine il mese scorso, ma scoperto solo sabato dalla polizia.
La vittima è la bella ventiseienne Meenakshi Thapar, attrice di origine nepalesi che avrebbe conosciuto i suoi carnefici, la trentaseienne Amit Jaiswal e il suo amante Preeti Surin, sul set della sua ultima pellicola Heroine, interpretato dalla super star Kareena Kapur e anticipato al festival di Cannes. La Thapa aveva una piccola parte nella pellicola che uscirà nei cinema il prossimo autunno. Il suo corpo è stato trovato mercoledi 18 aprile dalla polizia indiana in una fossa settica nei pressi di una casa nello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh.
Rapita e decapitata senza pietà. I suoi spietati assassini l’hanno invitata a una vacanza a Gorakhpur, città turistica al confine tra l’India e il Nepal, ma invece di portarla a visitare gli splendidi templi buddisti presenti sul territorio, l’hanno prima presa in ostaggio e poi uccisa atrocemente.
I due amanti, originari di Allahabad, avrebbero confessato alla ragazza di essere aspiranti attori che sognavano di far carriera nel mondo del cinema. Da parte sua la ventiseienne, già apparsa l’anno scorso nell’horror di successo404, avrebbe raccontato di essere la figlia di una ricca famiglia del Dehradun, territorio che si trova sulle pendici dell’Himalaya nel nord dell’India. A questo punto i due avrebbero confessato all’attrice di essere in procinto di partire per Gorakhpur e sarebbero riusciti a convincerla ad andare con loro. Ma una volta arrivati nella città al confine con il Nepal, la Thapar sarebbe stata rapita e rinchiusa in una camera d’albergo. La coppia avrebbe contatto i genitori dell’attrice minacciandoli che se non avessero pagato un riscatto di 1,5 milioni di rupie (circa 22 mila euro) la figlia sarebbe stata costretta a girare film pornografici.
La madre dell’attrice avrebbe pagato ai rapitori solo 60.000 rupie e poco dopo aver ricevuto la somma, la coppia avrebbe ucciso la ragazza senza alcuna pietà: è stata prima strangolata, poi decapitata e il suo corpo mutilato è stato lasciato in due luoghi diversi: il torso è stato nascosto in una cisterna d’acqua, mentre la testa, rinchiusa in una borsa, è stata gettata dal finestrino dell’autobus che ha portato la coppia d’assassini a Mumbai. La fuga degli spietati carnefici non è durata molto: la polizia li ha trovati sabato scorso in possesso della scheda Sim del telefonino della vittima e i due hanno subito confessato l’omicidio e hanno condotto successivamente gli agenti nel luogo in cui avevano abbandonato il corpo.







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