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E’ sempre un piacere poter ascoltare buona musica.
Ed è il caso dei Mastick Lick.
In studio con noi tre dei componenti della bandrock Mastick Lick, in un clima molto rilassato e familiare comincia l’intervista : Cecilia (voce), Antonio (tastiera) e Gabriele (batteria). Assenti purtroppo Peppe (basso) e salvo (chitarra).
1 Perchè Mastick Lick? Quali sono le origini del nome della vostra band?
Antonio:
Praticamente il nome ha un’origine goliardica. I primi nomi con cui abbiamo esordito alle nostre prime serate,erano : storytellers e friday 19/21 (perchè provavamo il venerdi sera dalle 19 alle 21.) La storia è semplice, il nome nasce principalmente dalla voglia di non avere un nome banale, come la maggior parte delle altre band, quindi abbiamo pensato bene di tradurre in inglese un personaggio che chi ascolta allakatalla conoscerà benissimo, ovvero alliccamastice, amico di Jonatan, di rullo magic dei gemelli del pigno e di pippo tri ghita. L’ idea ci è sembrata molto carina, e da li abbiamo scelto questo come nome della nostra band. La cosa più divertente è rispondere sempre a questa domanda, perché di solito le persone magari hanno qualche aspettativa un pò più particolare ed invece il nome non ha nessun senso particolare, ma ci accomuna perché sentendo le avventure di jonatan ed alliccamastice ci facciamo sempre grasse risate.
2 Come si è formato il vostro gruppo?
Antonio e Gabriele:
L’attuale band non è la formazione originale, inizialmente siamo nati come boy band per fare breccia nei cuori delle giovani fanciulle appassionate di musica, quindi eravamo tutti uomini, nato un pò per gioco perchè io suono fin da piccolo, il nostro vecchio cantante, Giorgio, era un mio compagno di classe con una bella voce e una gran passione per il canto, il fratello di una nostra compagna di classe suonava la batteria e da li è venuta l’idea di formare un gruppo. Poi tramite Gabriele abbiamo conosciuto Riccado l’ex chitarrista e Peppe e da li alla sala prove il passo è stato breve. La nostra prima canzone è stata “hold the line” dei Toto e c’è stato da subito feeling; da li il via alla conquista dei locali catanesi. Abbiamo suonato un pò ovunque, Ramblas, Chakra, Quatorze, nelle scuole fino a prendere pianta stabile al Waxy, dove quasi ogni mercoledì ci esibiamo. Durante questo nostro tragitto abbiamo cambiato prima il cantante, per vari problemi che ha avuto con la voce, introducendo la nuova cantante, Cecilia, gran bella voce da sempre. Poi il chitarrista, per varie motivazioni le classiche dinamiche hanno subito un leggero cambiamento, inserendo il mitico Salvo che si è fatto la prima serata con noi imparando tutto il nostro repertorio in solo tre prove, un grande.
3 Qual’è il genere musicale che prediligete?
Antonio e Gabriele:
Diciamo che non facciamo un genere specifico. Su grandi linee possiamo dire di fare rock e commerciale, spaziamo dai Queen ai Liquido, dai Muse ai Coldplay, e ancora da Patty Smith ad Adele ritornando a Tina Turner, Maroon 5 ecc ecc. Facciamo un po di tutto, ma solo ed esclusivamente bella musica. Fondamentalmente tutti noi ascoltiamo generi diversi.
4 E’ la vostra prima esperienza in una band?
Antonio:
Per quanto mi riguarda no. Avevo un mio gruppo da piccolo ma nulla di serio.
Cecilia:
Ho suonato con Antonio moltissimi anni fa, ma anche io nulla di serio.
5 Sogni, progetti, aspettative future per il vostro gruppo.
Quali sono i prossimi impegni e cosa avete in serbo per i vostri fan?
Gabriele:
Tra i nostri progetti abbiamo quello di pubblicare un inedito, magari poi lo porteremo, si spera il più presto possibile nella vostra radio, e poi vorremmo suonare un pò per tutta la sicilia.
Antonio:
Visto che sognare non costa nulla, speriamo di poter fare un cd, solcare grandi palcoscenici con pezzi nostri. Già in sala stiamo lavorando sulla scrittura di qualche pezzo oltre fare altre cover per arricchire sempre più il nostro repertorio. Fra i progetti a breve termine abbiamo quello di fare una piccola tournee per la Sicilia, nei vari pub che fanno serata con musica live.
Fra quelli più lontani ( progetti ) fare un nostro cd con nostri pezzi, perchè è diverso da fare cover di gruppi come i Queen, che hanno fatto la storia della musica. Provare a fare sentire in giro la nostra musica, ovviamente non facciamo questo nella vita, ognuno di noi fa un percorso parallelo: ma la nostra passione per la musica ci accomuna e ci spinge ad inseguire questi sogni … forse irrealizzabili forse no.
6 Qual’è il vostro rapporto con l’hinterland catanese?
Cecilia e Antonio:
I locali catanesi in cui poter passare una serata all’insegna della buona musica live sono veramente pochi e quei pochi diciamo non si comportano molto bene con noi musicisti. Siamo un po sfruttati. La maggior parte vogliono solo tanta gente che consuma per potersi arricchire alle spalle del nostro lavoro in sala ed a casa nelle nostre stanzette dove ci esercitiamo ogni giorno, per poi non pagarci o darci veramente i soldi per mangiare un panino. Non entriamo poi troppo nel dettaglio però fra sale prove e strumenti che ognuno di noi ha, nemmeno suonando per tutta la vita potremmo averne un tornaconto, suoniamo per il piacere di esibirci , non lo facciamo per i soldi … però se i locali creassero condizioni ottimali e si venisse incentivati su questa grande passione che è la musica live, dietro la quale si nascondono ore ed ore di lavoro e fatica tutto sarebbe più bello, nei confronti di noi musicisti e di chi ci ascolta. Appunto per questo spero che i locali comincino a pagare di più, cosa difficile, che ci permetterebbe di poter curare di più i nostri studi e le nostre strumentazioni.
7 Com’è iniziato il vostro percorso personale con la musica?
Cecilia:
Ho iniziato a cantare da piccolissima presso una scuola di canto, il tutto privatamente, avevo solo sette anni. I primi passi poi con un coro di voci bianche ,dopo di che sono rimasta sempre all’interno di questo contesto, non ho mai cantato da solista. Ho fatto vari musical, poi con l’università mi sono un po fermata e i ho ripreso successivamente con i ragazzi e da li in poi non ho più smesso.
Antonio:
Anche io ho cominciato da piccolo, alle medie. La mia profesoressa di musica notando una mia propensione musicale, mi ha diciamo indirizzato verso questo mondo. Dapprima ho iniziato a suonare il pianoforte, dopo un anno e mezzo di pianoforte ho staccato perchè per un ragazzo il pianoforte classico non è il massimo. Così ho fatto un pò l’autodidatta. Ho fatto un provino per entrare all’accademia musicale, una volta superato ho frequentato per due annetti ma successivamente ho proseguito facendo l’autodidatta.
Gabriele:
Io ho iniziato a suonare a 12 anni la batteria. Come ogni dodicenne sognavo di entrare a far parte di una band e finalmente dopo anni l’ho trovata..
8 Quale consiglio vi sentite di dare ai giovani che sognano di vivere con la propria musica o per chi semplicemente si vuole approcciare a questo mondo?
Gabriele:
STUDIARE!!! Non fermarsi, non pensare di fare l’autodidatta perché non porta da nessuna parte, ma farsi seguire da persone competenti. Non porsi dei limiti e impegnarsi sempre per migliorarsi, reinventarsi con impegno sacrificio e con lo studio.
Antonio:
Crederci sempre, la musica è una passione che dà tantissimo e ti riempie tantissimo. E’ un sano hobby, un qualcosa che ti dona moltissimo a livello mentale. Consiglio sempre di affiancarla, anche allo studio. È necessario mettere in pratica le proprie passioni. Molti giovani oggi impiegano la maggior parte del loro tempo stando davanti ad un computer dalla mattina alla sera e non credo che sia davvero molto stimolante.
Cecilia:
Crederci sicuramente ma prima di tutto umiltà, non credersi più quello che si è. Secondo me in questo modo si potrebbe anche sfondare.
Chiara Vittorio.








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