Il Pdl minaccia il ministro Fornero di non votare la riforma del lavoro se non verranno modificate o cancellate alcune norme che distruggono l’occupazione.
A parlare, il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri: “Sulla riforma del lavoro attendiamo cambiamenti sostanziali. Il testo così com’è stato presentato, non va bene sulla parte della flessibilità in ingresso. Molte cose vanno cancellate, altre vanno corrette. Se ciò come speriamo avverrà, daremo un contributo ad una rapida approvazione del disegno di legge. Se non dovesse avvenire, lo diremo con chiarezza. Il governo non potrà contare sul nostro appoggio se insistesse su norme che distruggerebbero l’occupazione anziché crearla. Il nostro giudizio è quindi sospeso”.
Il Pdl si è, quindi, confrontato con il ministro Fornero con grande spirito collaborativo e costruttivo.
Il presidente del Pdl ha continuato sottolineando che il voto favorevole al Def e la risoluzione “con la quale abbiamo motivato questa nostra scelta rappresentano anche una chiara indicazione al governo per avviare un’azione molto più concreta e incisiva sullo sviluppo. Il Programma Europeo, il cosiddetto ‘growth compact’ auspicato anche da Draghi, diventa urgentissimo. L’Europa è in movimento, il governo tecnico italiano, invece, appare troppo legato a una visione della politica economica dell’Unione Europea che potrebbe rivelarsi superata tra poche settimane”.
“Troppi annunci – ha continuato Gasparri – senza seguito, troppi teorici dello sviluppo che non hanno saputo far altro che rimasticare slogan triti e ritriti. Nella risoluzione indichiamo obiettivi concreti riguardanti il debito pubblico, le infrastrutture, la revisione della spesa pubblica, il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti. Le politiche del governo perdono consenso tra la popolazione perché si rivelano inefficaci sotto il profilo dello sviluppo e dell’occupazione”. Il partito, continua il capogruppo del Pdl: “sarà leale ma determinato. Bisogna cambiare rotta su molti argomenti, a cominciare dalla riforma del lavoro”.
A questo punto non rimane che aspettare la risposta del governo, sperando che si tramuti in cambiamenti sostanziali e, soprattutto positivi, per il mondo del lavoro.
Angela Scalisi








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