Il ministro della Giustizia, Paola Severino, incaricata di fornire, davanti alle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia della Camera, i pareri del governo agli emendamenti presentati dalle forze parlamentari al ddl anti-corruzione, ha espresso parere negativo all’emendamento di Francesco Paolo Sisto (Pdl), che puntava a cambiare il reato di concussione, prevedendo di punire la concussione solo qualora vi fosse stato un passaggio di denaro e/o di un’altra “utilità. Modifica questa che avrebbe potuto avere conseguenze sul processo Ruby.
Il ddl anti-corruzione rischia, quindi, di diventare motivo di rottura e la stessa Severino non lo nasconde: “Non escludo ci sia un problema di questo tipo ma la posizione del governo è quella di volere fortemente la lotta alla corruzione e certe modifiche sono necessarie”.
Rimane sempre “l’arma” della fiducia, ma la Severino rimane sulla sue dichiarando semplicemente che: “Non lo so, non ne abbiamo minimamente discusso ancora nel Governo e tra ministri”.
Le spaccature sul nuovo ddl, comunque, non mancano se si pensa anche agli innumerevoli emendamenti, ben 20 presentati, sul reato di falso in bilancio.
Un solo compromesso sembra essere stato raggiunto: punire il falso in bilancio fino a tre anni, con una mediazione al ribasso tra i due attuali e i cinque ultimamente proposti. E a parlare è di nuovo Sisto, con uno sguardo verso la realtà della crisi che ormai ci circonda: “Proprio in questo momento di suicidi, non ci possiamo permettere di strangolare gli imprenditori con una legge smaccatamente contro di loro”.
Non rimane che attendere il testo definitivo del nuovo ddl anti-corruzione.
Angela Scalisi







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