Fotografare e catturare pezzi di storia, pezzi di vita. Cercare di far uscire l’anima attraverso uno scatto e cogliere l’irrefrenabile scorrere del tempo, immortalare scene del quotidiano caricandole di sfumature soggettive e permeandole di significati reconditi personali e profondi. Questo e molto di più attraverso gli occhi di Filippo Papa che ci mostra il suo modo di vedere il mondo dietro l’obiettivo.
Il fotografo e grafico emergente di Agira è studente presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Graphic design e negli ultimi due anni ha avuto molte possibilità di crescita. Nel 2011 ha partecipato ad un progetto accademico dal titolo “Fieramente”, da cui sono nati una mostra ed un catalogo con i lavori di tutti gli studenti, ed una sua foto fra queste è stata usata per pubblicizzare l’evento sul “Giornale di Sicilia” che da un paio d’anni pubblica su “Zooppa.it” i suoi lavori grafici ; ha lavorato alla creazione di vari marchi e locandine da grafico freelance, fra cui uno nel 2011 è stato citato con una menzione d’onore nel concorso per la creazione del marchio “Arcipelago teatro Porto Venere” in Liguria, un’importante manifestazione artistica e culturale. Dal 2011, inoltre , pubblica il proprio portfolio personale su “Photovogue” dove ha ottenuto la pubblicazione di un suo lavoro fra i migliori selezionati del giorno a livello mondiale in Aprile 2012.
Oggi presenta la sua prima personale fotografica dal titolo “Treanime” , a cura di Marilisa Yolanda Spironello, in mostra dal 28 Aprile al 13 Maggio nella “Sala del Refettorio” di Palazzo Platamone (Palazzo della Cultura), in Via Vittorio Emanuele 121: l’evento è co-organizzato in collaborazione con la Direzione Cultura del Comune di Catania, inserito all’interno del calendario della manifestazione culturale Catania in “Prima” vera, e patrocinato dal Comune di Agira e dall’Accademia di Belle Arti di Catania.
Freschezza e genuinità sono le parole chiave per avere il giusto approccio in un percorso – descritto ed attenzionato personalmente (durante l’inaugurazione) dalla curatrice in ogni singolo scatto esposto- dove l’artista ricerca e sperimenta una nuova visione del mondo, un po’ con quel senso tipicamente pascoliano, allo stesso modo in cui il fanciullino con spontaneità si appresta a cogliere il senso del mistero e dell’indicibile che si cela dietro i luoghi del quotidiano vivere, guardando un paesaggio e stupendosi come un “bambino” della sua magia.
La mostra raccoglie una serie costituita da trentatre opere che sono il corpus e l’anima dell’evento che si snodano sul filone di diverse ma contingenti ricerche artistico\filosofiche, divise in tre grandi sezioni tematiche: Uomo, Natura e Spiritualità. Papa grazie ed attraverso il suo estro grafico riesce a rendere perfettamente il suo concetto di “Tre Anime”, amalgamando in una commistione quasi simbiotica quelli che possono considerarsi i punti cardine dell’essere umano in temi che si ripetono e si inseguono: la natura nella sua bellezza, nelle sue nuove forme ed il contatto con l’uomo, l’ombra che si compenetra con l’architettura, senso profondo e necessità della presenza e compresenza dell’elemento religioso, l’uomo ed il bisogno del suo innato senso di appartenenza, identità culturale, l’antico ed il contemporaneo, la tradizione e la vita intima. Il tutto è racchiuso nell’aforisma che sintetizza il senso della mostra e spiega l’essenza del suo significato “Molte sono le anime di una persona, molte sono le anima di una vita, così tre sono le mie anime”.
Nonostante la foto che può considerarsi la matrice tematica, che ha dato l’impulso e quindi generato il resto, sia quella che rappresenta la statua commemorativa a Vincenzo Bellini, vi è una straordinaria presenza di figure e soggetti che ritornano come topoi simbolici nei suoi lavori : il cielo ed il mare, come senso del “dolce naufragare” e luogo incontaminato che dona una nuova condizione di riscoperta e benessere; le foglie, come simbolo della precarietà e come consapevolezza della caducità della dimensione umana; la chiesa, luogo per eccellenza dove l’uomo sente il bisogno di ritrovarsi; la luce come forma di una dimensione dicotomica in cui si oppongono il bianco ed il nero.
Magia, intimità, suggestione sono le sensazioni suscitate e a cui va incontro il fotografo con le sue scelte tecniche e artistiche dei colori, delle luci e della scelta di inquadrare i particolari dei soggetti rappresentati. In questo contesto inmancabili i richiami (impliciti e anche espliciti) ed i rimandi ideologici non a storici maestri della fotografia ma ad artisti e pittori di diverse scuole come ad esempio gli impressionisti, Modigliani e soprattutto Caravaggio, evocando alla vista capolavori indiscussi con la naturalezza e l’energia che appartiene a Filippo Papa, senza tuttavia mai essere banale.
Così nella sua capacità di ritrovare e riscoprire una nuova sensibilità, il fotografo mostra sempre una profonda interiorità del mondo caricandolo di un nuovo orizzonte interpretativo soggetto al multiforme giudizio esegetico del suo pubblico, lasciando ampio spazio alle vere protagoniste della mostra, le emozioni.
Palazzo Platamone
Sala del refettorio
Via Vittorio Emanuele,121
Dal 28 Aprile al 13 Maggio:
tutti i giorni ore 9-13\15-19
domenica ore 9-13
ingresso libero.
Eleonora Mirabile









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