Aiuti concreti alla Ricerca Medica.


“Ho visto uomini, donne, ragazzi ritrovare la voglia e la forza di lottare, con tenacia contro la loro maledetta malattia.
In fondo è quello che ho fatto io, per tutta la vita.”

Ho sognato un mondo senza cancro: Franco Mandelli.

 

Raccontare la storia di un male come la neoplasia è un’impresa dura, soggettivamente dolorosa. La vulnerabilità del genere umano è visibile da tutti. La lotta e la speranza divengono le uniche clausole per cercare di andare avanti e di proseguire un cammino intrapreso e interrotto bruscamente.

Si esorcizza il timore della morte, evitando persino di chiamare il male “tecnicamente”: leucemia, mieloma, linfoma, cancro … vengono sostituiti da termini come: male oscuro, brutto male, il male del secolo; eco di testimonianza della grande paura provata dall’uomo dinnanzi queste malattie.

Numerosi i libri che parlano di come affrontare questi ostacoli che si palesano sul nostro percorso e di come, nonostante la difficoltà, si possa aggirare questa immane oscurità fisica e psicologica.

Ad esempio l’ematologo Franco Mandelli nella sua ultima pubblicazione “Ho sognato un mondo senza cancro”,  attraverso i volti e le storie di uomini, donne e bambini da lui curati, vicende toccanti, a volte tragiche, ma sempre portatrici di speranza, racconta per la prima volta la sua vita ed esprime il suo netto punto di vista su alcune questioni cruciali della medicina. Le leucemie e i linfomi sono un nemico ostico e terribile, certo, ma che si può finalmente sconfiggere.

http://www.francomandelli.it

Il male del secolo. Per una storia del cancro”, a cura di Giorgio Cosmacini e Vittorio A. Sironi, è un testo che affronta le tappe progressive dell’acquisizione della consapevolezza di avere il male, offrono validi contribuiti per cercare di riuscire a comprendere i meccanismi eziopatogenetici e le possibilità di guarigione. Uno dei messaggi importanti che trapelano dal testo è che dal momento in cui si ha la certezza di una non guarigione, non si può e non si deve rinunciare alla cura del malato e della dignità umana che l’individuo deve continuare a riservare.

Numerose le associazioni di ricerca che lottano con tenacia contro queste grandi belve nere.

Basti pensare all’ AIRC ( l’associazione italiana per la ricerca sul cancro ). L’attività di AIRC consiste nel raccogliere ed erogare fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e nel diffondere al pubblico una corretta informazione in materia. La raccolta di fondi avviene in vari modi: per il 50% attraverso iniziative nazionali e locali rivolte al grande pubblico e tramite progetti che coinvolgono il mondo del lavoro, per il restante 50% con la sottoscrizione in risposta alle lettere ed ai messaggi inviati per corrispondenza. ( fonte http://www.airc.it ).

Altra associazione che promuove la ricerca è la onlus AIL ( associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi ) che pone fra i suoi obiettivi principali la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la miglioria della la qualità della vita dei malati e dei loro familiari e aiutarli nella lotta che conducono in prima persona per sconfiggere la malattia e inoltre promuovere e sostenere la ricerca. (http://www.ail.it)

Oggi aiutare la ricerca è possibile e facile, donare speranza e concrete possibilità di guarigione, attraverso la continua evoluzione della ricerca, a chi è chiamato a partecipare a questa belligeranza non voluta è alla portata di tutti. Tutti siamo fondamentali e tutti siamo chiamati a questa causa, lottando persino contro i tagli, si possono scalare le montagne di difficoltà. Arrivati in cima gli sforzi vengono ripagati e dalla vetta si sa … il panorama è più bello…

Alessia Aleo

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑