Per chi ancora non lo sapesse, nonostante la notizia circoli già da qualche settimane sul web, saranno messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate i dati che riguarderanno le utenze telefoniche: non solo le utenze commerciali, ma anche i contratti domestici. Così sembra essere stato previsto da un provvedimento a firma del direttore dell’Agenzia dell’Entrate, Attilio Befera, che detta le istruzioni per inviare all’Anagrafe tributaria le informazioni sui servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare relativi alle utenze in atto, ai consumi fatturati e al credito acquistato.
Gli operatori telefonici saranno, quindi, obbligati a fornire al Fisco i dati richiesti, entro il 30 aprile dell’anno successivo.
Per quanto riguarda i dati del 2011, questi dovranno invece pervenire entro il 30 settembre 2012.
Tali informazioni dovrebbero fornire un nuovo strumento per combattere l’evasione fiscale.
Chi denuncia redditi ai limiti dell’indigenza, come potrà quindi giustificare lunghe conversazioni al telefono?
Il Fisco avrà nelle mani uno strumento potente per raccogliere informazioni sulle generalità degli utenti e sui singoli contratti conclusi, con conseguente controllo dei consumi e delle relative fatturazioni.
Uno dei problemi più grossi, il nodo centrale, riguarderà ovviamente la tutela della privacy.
Su questo problematica, l’Agenzia rassicura che i dati e le notizie, che perverranno all’anagrafe tributaria saranno raccolti e ordinati su scala nazionale al fine della valutazione della capacità contributiva, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti.
Anche il traffico telefonico diventerà, quindi, un ulteriore indice della capacita’ di spesa in tempi di lotta armata all’evasione.
Da ora in poi, quindi, dovremmo stare attenti anche a misurare le parole, soprattutto, quelle spese al telefono.
Sarà il tramonto dell’era dei messaggini?
Angela Scalisi







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