La questione Parrocchiale e l’identità storica negata di Ficarazzi.


Universalmente l’identificazione di una città, di un paese è associata al suo centro storico. La definizione urbanistica che evidenzia il cuore della cité è l’identificazione stessa dei luoghi di culto, dei monumenti, delle costruzioni più antiche. L’ Italia, ricca di un patrimonio storico culturale non indifferente all’interno di tutte le proprie città, negli ultimi decenni si è proposta l’obiettivo di sviluppare concetti di recupero e rivalutazione, salvaguardia e coscienza documentata. Il centro storico è composto non solo dagli edifici più illustri ed antichi ma anche da particolari architettonici, opere d’arte e soprattutto spazi della vita pubblica, punti di ritrovo per l’intera comunità come i palazzi comunali, le piazze e le chiese. I piani regolatori hanno perimetrato negli anni addietro queste zone, con apposite nomenclature di interesse e puntualizzando l’importanza di questi siti.

Ma queste misure sono state realmente adottate da tutti?

Nella frazione del Comune di Acicastello, Ficarazzi , il piano regolatore stilato a fine degli anni ’90 non prevede l’esistenza di alcun centro storico, se non esclusivamente di alcuni “Punti Storici”.  Le peculiarità per la nascita di una diatriba interna ci sono tutte, infatti è bastato quel quid in più a rompere gli equilibri di una tranquilla frazione come quella di Ficarazzi. Proteste, striscioni, comitati civici prendono vita nel giro di qualche settimana poiché la Chiesa è minacciata dalla costruzione di un edificio, con concessione regolare, a ridosso della stessa, che porterebbe persino alla chiusura di 3 delle 4 finestre portatrici di luce del luogo sacro.

A tal proposito il Presidente del Consiglio Comunale, Salvo Danubio, ha presentato ufficialmente, insieme ad altri consiglieri comunali, la proposta di delibera per individuare i luoghi storici del paese, nel più breve tempo possibile, per tutelarli ed evitare di comprometterli in maniera definitiva, onde evitare successivamente ulteriori casi analoghi.

Ai nostri microfoni sottolinea ” sono emerse numerose cose, numerosi dubbi scavando nella Storia di Ficarazzi insieme al Comitato ( Chiesa S. Maria Immacolata ) e per questo manderemo anche una lettera alla Regione Siciliana per capire con precisione cosa è successo in questi anni, perché vorrei ricordare che la Chiesa, risalente circa al 1700, è stata buttata giù e ricostruita…e nessuno ci ha mai saputo spiegare il motivo dell’abbattimento ( … ) – dice Salvo Danubio – se quella Chiesa fosse stata ancora lì, gli avvenimenti sarebbero stati totalmente differenti. Per tanto insieme al Comitato ci proponiamo di far luce su quello è accaduto, e perché quel luogo cosi ricco di Storia e di arte sia per la presenza della Chiesa sia per la vicinanza della Residenza Dei Furnari e la sua Piazza possa essere protagonista di questo scempio.”

Può un paese essere depauperato della sua Identità?

Può la cementificazione selvaggia del boom economico portare i suoi echi sino ad oggi?

Può la Storia esser negata?

“Bisogna sempre ricordare che fare architettura significa costruire edifici per la gente, università, musei, scuole, sale per concerti: sono tutti luoghi che diventano avamposti contro l’imbarbarimento. Sono luoghi per stare assieme, sono luoghi di cultura, di arte e l’arte ha sempre acceso una piccola luce negli occhi di chi la frequenta.” Renzo Piano.

Se deontologicamente facessimo patrimonio di queste parole, probabilmente non si andrebbe incontro al proliferare del “grigio” di privato interesse ma si continuerebbero a coltivare i valori artistico culturali e architettonici nonché punti di ritrovo per l’intera comunità-

Alessia Aleo

 

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑