Modifiche in arrivo per il Codice delle comunicazioni.


Oggi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al recepimento delle direttive comunitarie 136 e 140 del 2009.

Con due nuovi decreti legislativi (su proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro dello sviluppo economico), sono state recepite le “normative europee in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica” e in tema di “servizio universale e diritti degli utenti”.

Con i decreti viene introdotto, in primis, il principio della cosiddetta ‘neutralità tecnologica’: ogni frequenza non deve essere strettamente collegata a una specifica tecnica trasmissiva, ma si consente l’uso delle stesse frequenze con diverse tecnologie.
In questo modo potrebbe essere possibile chiedere il passaggio delle frequenze Dvb-h per la trasmissione televisiva sui telefonini, che non hanno riscosso molto successo, a una tecnica trasmissiva in Dvb-t, giù utilizzata per il digitale terrestre.

La questione ha un risvolto importante per Rai, Mediaset e H3G (3 Italia), le cui frequenze sono state finora utilizzabile solo per servizi di basso valore commerciale; grazie a questa novità normativa potranno chiedere la conversione d’uso e adoperare la tecnica trasmissiva in Dvb-t, mandando in onda i loro programmi sui telefonini. Questa possibilità diventerà automatica solo dal 2015, essendo al momento necessarie le autorizzazioni del Ministero allo Sviluppo Economico e dell’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), a cui spetterà valutare la compatibilità della conversione con il quadro generale delle norme e con il piano di utilizzo dello spettro.

Per quanto riguarda l’Agcom, la stessa acquista il potere di imporre la condivisione di infrastrutture di comunicazione elettronica e di proprietà varie (“edifici ed accesso ad essi, cablaggio negli edifici, antenne, torri, cavidotti, ecc. nonché elementi di rete non attivi”), con l’intento di promuovere gli investimenti nelle reti a banda larghissima, abbassandone i costi ed evitando gli sprechi.

Tra i punti più rilevanti anche la previsione  in un “dialogo” tra le autorità nazionali e il Berec, l’oganismo europeo, che raccoglie tutte le authority nazionali, al fine di raggiungere un’armonizzazione della regolamentazione a livello europeo e la portabilità in un giorno del numero del proprio cellulare.

Tra le altre novità, da non dimenticare, la maggiore tutela degli utenti internet contro spam e abusi della privacy.

In tema di privacy, nomi, indirizzi e-mail e informazioni bancarie dovranno essere tenuti al sicuro da un uso indesiderato, accidentale o fraudolento, con responsabilità a carico degli stessi operatori del settore. Saranno, infatti, gli stessi operatori a dover informare le autorità e i loro clienti quando avverrà una violazione della sicurezza ai danni dei loro dati personali. Vengono inoltre rafforzati diritti degli utenti in materia di trasparenza nei rapporti con i fornitori di servizi, come ad esempio in tema di condizioni contrattuali.

Si è, dunque, alla ricerca di una normativa nazionale che riesca ad armonizzarsi con le direttive emanate a livello europeo, contemperando la ricerca dell’efficienza tecnologica con la tutela degli utenti finali.

Angela Scalisi

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