Educazione imprenditoriale – l’arte metafora dell’imprendere.


La lectio magistralis “educazione imprenditoriale – l’arte metafora dell’imprendere” svoltasi il 22 maggio, presso il dipartimento di “Scienze dell’Educazione” dell’Università Roma Tre, ha posto fra i suoi obiettivi principali la volontà di sensibilizzare e approfondire la stretta relazione, quasi inevitabile, tra cultura e impresa.

Durante la puntata di “Acicastello Informa: Radio News” sono intervenuti telefonicamente i maestri Maurizio Lopa, violista da gamba ed Emanuela Pietrocini, suonatrice di clavicembalo, che hanno spiegato le dinamiche della loro performance durante la lectio. Si sono promossi nell’esplicazione, usando una metafora prettamente musicale, in maniera paritetica, definendo come l’improvvisazione nella musica, la libertà d’espressione del singolo siano l’arma vincente per formare un gruppo fra pari, creando la tipica armonia dettata dalla musica, senza il bisogno di una gerarchia di comando. I maestri sono riusciti epistemologicamente a fornire lo spunto di riflessione su come l’arte sia fondamentale nella vita quotidiana e soprattutto su come sia basilare per una formazione imprenditoriale di tipo innovativo. La chiave di lettura diviene la peculiarità, la particolarità, il dettaglio del singolo, che deve riscoprire le sue potenzialità e farle diventare strumenti vincenti e strumenti attivi di sviluppo, per se stesso e per l’intera comunità.

Il dottor Andrea Galatà referente per il Lazio del “Movimento per la cultura” ci ha illustrato come la sua associazione abbia abbracciato la causa della sensibilizzazione e della necessità di trasformazione, di cambiamento e di innovazione, facendo capo unicamente al bisogno dell’arte. Bisogna respirare arte per riuscire ad aprire la propria mente, per cercare di trasmettere le emozioni e sopratutto per avere consapevolezza del significato sublime dell’assenza del pregiudizio, della volontà di crescita e di non concepire l’arte solo come estetismo nell’assenza sterile del termine. Uno stasimo diviso in strofe, dove ognuno si fa portavoce del messaggio etico e morale,  senza il bisogno del deus ex machina. Andrea Galatà, ambasciatore di un’arte del fare e non solo del dire,  ha esposto le possibilità di applicazione e le eventuali ricadute empiriche sociali ed economiche dell’uso della narrazione, strumento di formazione efficace, perché emotivo e esperienziale, e sopratutto come innovativo. Inevitabile il racconto della sua esperienza in prima persona da occupante del Teatro Valle di Roma, ci illustra la possibilità di riuscire facilmente a porre una cambiamento importante nelle dinamiche gestionali degli ambienti culturali ed evitare il depauperamento delle risorse intellettuali del nostro Paese. Infatti in un momento di crisi dei valori e dell’econimia, dove sono numerosi i Teatri in Italia che rischiano di essere chiusi, per via degli innumerevoli tagli ai finanziamenti, egli propone nuovi modelli sociali, nuovi modelli organizzativi di impresa, dove per l’appunto la comunità stessa degli artisti senza una formazione tecnica di settore, senza una formazione manageriale, ma ricchi di riferimenti storico culturali, siano stati capaci, ponendosi in trincea, di dare una svolta costruendo un nuovo modello di gestione estremamente concorrenziale sul piano dell’innovazione, della comunicazione e dell’etica. Basta conoscere le proprie risorse e sfruttarle abilmente per farle diventare i punti di forza vincenti.

L’intervista con Lopa, Pietrocini e Galatà è stata davvero un’ opportunità di inestimabile valore che ha posto l’ascoltatore, e adesso il lettore, nella condizione di avere spunti di riflessioni assai profondi. Inevitabile l’eco di Hobbes “L’errore di un uomo non diventa la sua legge, né lo obbliga a persistere in esso” e la consapevolezza acquisita di dover cambiare le dinamiche attuali in cui siamo immersi. 

L’esaustività del meeting culturale è stata sancita dalla presenza e dagli interventi di altri grandi nomi, come il coordinatore dei lavori il Prof. Orazio Licciardello, Ordinario di Psiologia Sociale dell’Università di Catania, inoltre il Prof. Giorgio Soro, dell’Università di Torino che ha presentato l’opera  “Democrazia della musica”, Dr. Antonio Ragusa, Presidente della Rome Business School, che per l’occasione ha presentato il progetto internazionale di alta formazione imprenditoriale per l’asse Italia-area Bric “Certificate of European Business”, la Dott.ssa Valeria Caggiano, docente di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, presso l’Ateneo di Roma Tre.

«L’arte è espressione di verità generali in una lingua comune alla nazione e insieme particolare all’autore; e verità chiamiamo ciò che è, o ciò che dovrebb’essere. Dicano pure che la verità è oggetto della scienza, mentre l’arte attende alla  bellezza; noi della bellezza crediamo materia la verità morale» diceva Cesare Cantù. Di verità morale si deve parlare e attualizzare, si parla e si deve continuare a parlare di Teoria della Pratica, cioè di una riflessione continua e costante, una speculazione su come si debba agire, su come debbano essere le nostre azioni per essere giuste, orientate al bene, e, quindi, su che cos’è il bene, su qual è la legge che dobbiamo seguire per realizzarlo.  In questo caso l’arte è la legge per riuscire ad andare avanti.

Alessia Aleo

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