Israele tenta di riaprire i colloqui di pace con le autorità palestinesi, e lo fa accogliendo importanti richieste avanzate da circa 1500 detenuti palestinesi in sciopero della fame da più di due mesi.
Tra le più importanti concessioni fatte spicca la consegna da parte del governo israeliano alle autorità palestinesi di 91 bare contenenti i resti di altrettanti palestinesi che hanno perso la vita nel corso di attacchi o attentati suicidi contro Israele organizzati dal 1975 ad oggi. Le 91 bare erano state in precedenza sepolte un una zona di un cimitero militare israeliano riservata ai “combattenti nemici”; consegnate all’alba del 31 maggio alle autorità palestinesi, che le hanno avvolte nella bandiera palestinese, sono state inviate 12 a Gaza e 79 a Ramallah, dove saranno organizzate cerimonie speciali.
Tra i punti dell’accordo siglato tra autorità israeliane e palestinesi per porre fine allo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi vi è anche la rinuncia al rinnovo della “detenzione amministrativa” in caso di mancanze di prove: questa concessione permetterebbe la liberazione di 300 detenuti circa entro novembre. Inoltre l’accordo siglato sancisce la possibilità per i detenuti di ricevere visite più frequenti da parte dei propri parenti.
Grazie a queste importanti concessioni Israele spera così di poter riaprire un tavolo di pace con i palestinesi, i cui lavori erano stati bloccati nel dicembre 20120 in seguito al rifiuto del governo israeliano di fermare la costruzione di nuovi insediamenti di coloni in Cisgiordania.
Aurora Circià







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