E’ innegabile: Research and Development sono le chiavi del futuro e troppo spesso vengono ostacolate nel loro giusto e naturale percorso. I tagli, la fuga dei cervelli, la mancanza di strutture adatte rendono la naturalità umana dello studio una corsa ad ostacoli. L’Italia è ricca di eccellenze, di validi ricercatori che ogni giorno si impegnano con dedizione a perseguire il nobile scopo della ricerca, per se stessi e per il prossimo, nonostante le difficoltà all’ordine del giorno.
Oggi ci proponiamo di porre l’attenzione sull’ematologo abruzzese Mauro Di Ianni, studioso di frontiera che attraverso una pubblicazione recente su “Blood” pone l’accento sulla concreta possibilità dell’anti-rigetto post trapianto e ci fa toccare con mano l’importanza del continuo studiare, possibilità che talvolta in Italia diviene una priorità ostacolata. Fortunatamente ci si ricrede quando si viene a conoscenza di grandi luminari come il dottor Di Ianni.
La rivista “Blood” , recentemente ha ottenuto importanti risultati sino ad essere indicizzata all’interno del Journal of Citation Report (JCR) e nel giugno di quest’anno riceverà il suo primo impact factor. Blood Transfusion, che era già indicizzata in PubMed-MEDLINE, Google Scholar, Embase, Scopus e PubMed Central, è la prima rivista che è stata interamente dedicata all’Immunoematologia e alla Medicina Trasfusionale. Infatti dal 1956 è l’organo ufficiale della Società Italiana di Medicina Trasfusionale ed Immunoematologia (SIMTI) ed è attualmente anche la rivista ufficiale di: Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE), Hellenic Society of Blood Transfusion (HSBT, Sociedad Española de Transfusión Sanguinea y Terapia Celular (SETS) e inoltre Associação Portuguesa de Imuno-Hemoterapia (APIH).
La rivista è in inglese, ha un accesso “online free” e pubblica original articles, review articles, case reports e lettere su tutti gli argomenti collegati alla medicina trasfusionale. (http://bloodjournal.hematologylibrary.org/)
Nello specifico l’ematologo Mauro di Ianni, ricercatore presso l’ateneo de L’Aquila e in servizio presso l’ospedale civile San Salvatore, nel Scientific Writing da lui pubblicato, come già detto, presso la rivista Blood, apre nuove prospettive e nuovi spunti di studio sul delicatissimo tema dei trapianti e in particolare sulla relazione problematica del rigetto.
Lo studio riguarda la prima utilizzazione clinica al mondo di una sottopopolazione linfocitaria, le cellule T regolatorie (Tregs) che sono state utilizzate nel contesto del trapianto di midollo osseo da donatore. Tali cellule, isolate per la prima volta in quantità utili a fini terapeutici, si sono dimostrate efficienti nel prevenire una temibile complicanza del trapianto di midollo osseo, la malattia del trapianto contro l’ospite (Graft versus host disease) e nel promuovere la ricostituzione immunologica post-trapianto, deficitaria in questi pazienti. “Blood” spiegano Maria Grazia Cifone preside della facoltà di Medicina, e l’ematologo clinico Guglielmo Mariani, “è la rivista più importante del settore ematologico e organo ufficiale della Società americana di ematologia (Ash)” affermano Maria Grazia Cifone preside della facoltà di Medicina, e l’ematologo clinico Guglielmo Mariani, “ che è la massima autorità scientifica e professionale nell’ambito delle malattie del sangue.
La ricerca di Di Ianni, inoltre è stata segnalata il 13 febbraio scorso dalla Società americana di ematologia (Ash) che seleziona, tra tutti gli articoli che appaiono sulla rivista Blood, quegli studi che possono avere un grande impatto sul progresso della scienza e sulle relative applicazioni cliniche.
“Questo ambìto riconoscimento” concludono Cifone e Mariani “è un segnale forte per il consolidamento della scuola di Ematologia all’Aquila ed è garanzia di qualità nell’assistenza onco-ematologica, integrandosi quindi con la creazione di un polo oncologico di eccellenza all’ospedale San Salvatore”. ( fonte: “Il Centro”)
Il quesito, semplice per certi versi alquanto banale, per una mente da non addetta ai lavori, che viene a conoscenza di queste importanti ricerche, di queste piccole svolte fondamentali per la ricerca, per la medicina e per l’uomo è «perché non nel nostro bel Paese è sempre più difficile “studiare”? .
Alessia Aleo.






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