“[…]Lui resta fonte di ispirazione non ricordo asettico. Vive tra la gente.” Lello Arena.
E’ in questi casi che il concetto dell’ineffabilità tanto caro a Dante si fa strada, quella sensazione di stupore che porta all’indicibile, all’inesprimibile. Ma questa volta non di fronte alla bellezza o all’amore per una donna. Un concetto che in questo caso può rendere perfettamente l’idea dell’inutilità della parola di fronte al grande vuoto reso da una grave perdita, una perdita inestimabile come quella di Massimo Troisi. Una lacuna incolmabile che si nutre del ricordo. Ed il suo modo personale, geniale, e speciale di affrontare tanti temi importanti lo ricordano tutti. Il panorama cinematografico (e non solo) italiano rivive la data del 4 Giugno con tristezza e nostalgia; una data simbolo che oltre a segnare il suo ‘ultimo’ battito, rappresenta la fine delle riprese del suo capolavoro. E’ morto 12 ore dopo aver dato alla luce il film “Il Postino”, il suo testamento morale e poetico come lo definiscono in molti, e la scelta di girarlo in condizioni di salute decisamente poco favorevoli derivò dalla volontà di dare a questa pellicola i suoi ultimi battiti e di recitare con il suo cuore piuttosto che con quello di un altro. La “poesia”, oltre ad essere il tema centrale del film, è stata difatti il motore trainante di tutta la sua attività che rese possibile far comprendere la sua straordinaria umanità ed il suo animo sublime, mascherati dalla sua grande timidezza. Una caratteristica, quest’ultima, che ritroviamo costantemente nei suoi personaggi sentimentali, a tratti impacciati ma sempre umili, dotati di una disarmante involontaria ironia come Gaetano (in “Ricomincio da tre”), Vincenzo (in “Scusate il ritardo”), Camillo ( in “Le vie del Signore sono finite”), Tommaso (in “Pensavo fosse Amore invece era un calesse”) e in tutti gli altri archetipi maschili divenuti famosi grazie ai suoi successi cinematografici, ognuno dei quali tuttavia portava con se aneddoti ripresi dal suo vissuto familiare.
Non ci resta che (piangere?) ricordarlo con una delle sue migliori performance nel suo ultimo film inevitabilmente commovente, candiato a 5 Oscar e premiato postumo, considerato come un atto d’amore verso il cinema. E come ha detto Alessandro Siani, Troisi “uscì dal suo cuore per entrare in quello di tutti”.
Eleonora Mirabile








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