DESTINO INCERTO PER IL DECRETO SVILUPPO.


Slitta l’esame del decreto sviluppo proposto dal Ministro Passera.

Giovedi sera, prima della riunione del CdM, dove il decreto sarebbe dovuto approdare, si è tenuta una lunga riunione, dai toni molto accesi, tra Monti, Passera e Grilli. Alla fine la decisione è stata quasi dovuta: rinviare il decreto sviluppo.

La prima battuta di arresto al decreto era già arrivata nella giornata di mercoledì, dallo stesso Grilli, viceministro all’Economia: la ragioneria generale dello Stato lo aveva dichiarato troppo costoso.

Per salvare il decreto, Passera dovrebbe, infatti, eliminare le misure più costose, come la norma che prevede di portare a un milione la possibilità per le imprese di compensare i crediti e i debiti con il fisco, il maxi incentivo da 600 milioni per le aziende che investono in ricerca, o ancora il bonus sulle ristrutturazioni edilizie che lo stesso Passera proponeva di portare al 50%. 
Le coperture sono state, per l’appunto, giudicate insufficienti dal Tesoro, tanto che nel vertice di ieri Grilli ha ricordato, quasi per enfatizzare che lo stop al decreto era necessario, le difficoltà già incontrate per rintracciare risorse per l’emergenza terremoto; risorse alla fine rintracciate attraverso l’ennesimo aumento dell’accisa sui carburanti.

In ogni caso il provvedimento, prima o poi, dovrà essere varato perché, come ricordano fonti del Parlamento: “Questo non è il provvedimento di Passera, è un provvedimento necessario al Paese e il rapporto tra Monti e Passera è inscalfibile. Se ci sono problemi di copertura, il nostro atteggiamento è semplicemente quello di provare a risolverli cercando altre strade, non certo quello di sbattere i pugni sul tavolo…”.

Oltre alla riforma degli incentivi e al rilancio del mercato immobiliare, sempre a causa della mancanza di denaro, è saltata anche la riforma sul merito promossa del ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo.

Il Cdm non ha, quindi, potuto fare altro che limitare la propria attività all’approvazione del Piano nazionale per la famiglia e ad una discussione sulla delega fiscale dopo la richiesta di modifiche giunta da Napolitano.

Decisioni che lasciano un po’ di amaro in bocca: come si potrà, infatti, superare la crisi se sta diventando quasi impossibile, sia economicamente che politicamente, raggiungere un’intesa sullo stesso decreto sviluppo, il cui “nome” dovrebbe essere già un indice, più che significativo, dell’importanza che lo stesso riveste per la ripresa dell’economia del Nostro Paese?

Angela Scalisi

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