La scienza si arrende alla musica: una canzone ci salverà.


Canta che ti passa. La cara vecchia saggezza popolare sembra proprio averci visto giusto e a confermarlo è la rivista scientifica “Brain Pickings”.

La neurologa e direttrice del giornale statunitense, Maria Popova, attraverso l’analisi del testo e del ritmo, ha individuato la canzone che più di tutte le altre trasmette impulsi positivi al cervello e riesce ad agire quasi come un medicinale sull’umore. La canzone eletta a vero inno alla felicità, promotrice del potere terapeutico della musica, è “Don’t worry, be happy” di Bobby McFerrin, datata 1988.

Canzone capace di portare il sorriso e il buonumore, con un testo semplice, ideale da canticchiare e un ritmo che spinge a ballare, si è dimostrata capace di far dimenticare i problemi  in poche battute. Il testo della canzone, del resto, contiene suggerimenti semplici ma saggi che se ascoltati risultano preziosi per l’equilibrio di ogni individuo. McFerrin, infatti, scrive e canta: “Nella vita quotidiana avete dei problemi, ma vi preoccupate raddoppiano”. La tendenza ad aggiungere stress allo stress è notoriamente molto diffusa e ha ripercussioni negative sulla salute. L’ottimismo, invece, è un valido antidoto contro le malattie vascolari e rallenta la progressione delle patologie già presenti: gli atteggiamenti positivi indurrebbero, quindi, ad assumere comportamenti più salutari. Una risata, fedele alleata del buonumore, lo è anche della salute delle arterie, e ha lo stesso effetto benefico dell’attività fisica o dei farmaci anti-colesterolo. Secondo la ricerca, inoltre, per trarne il beneficio massimo, è necessario ridere almeno 15 minuti al giorno.

Ma ritornando al testo di McFerrin, un altro passo ricorda quanto siano fondamentali i rapporti umani: “Quando ti preoccupi chiamami, posso darti la felicità”. Nulla di più vero: secondo la scienza, infatti, le relazioni sociali, con amici, familiari, colleghi o vicini, allungano le possibilità di vita addirittura del 50%. E a dimostrazione di quanto gli altri siano importanti, vale la pena far notare quanto l’empatia sia forte, dal momento che tristezza e depressione sono alquanto contagiose. La canzone ricorda che quando si è preoccupati il viso è teso e il malumore dimostrato finisce col deprimere anche gli altri (“ ‘cause when you worry, your face will frown and that will bringh everybody down). Anche dispiacere e felicità si trasmettono da una persona a un’altra, proprio per effetto dei “neuroni a specchio” collegati all’empatia fra persone. Pensare negativo, quindi, oltre a non servire a nulla, può essere nocivo per la salute.

McFerrin, nella sua canzone, ha messo in luce la tendenza a dare troppa importanza all’impatto negativo degli eventi, e per esorcizzarne l’effetto nocivo dice: “Non preoccuparti, passerà presto, qualunque cosa sia”. Sempre la scienza dimostra come le persone ottimiste e accomandanti siano le più longeve. Pensare positivo sarebbe di fatti la miglior ricetta per la felicità. Come, del resto, anche il nostrano Jovanotti ha cantato nella sua “Penso positivo”. Per stare bene, quindi, basta seguire il semplice consiglio di McFerrin: “Don’t woory, be happy” (“non preoccuparti, sii felice”).

Aurora Circià

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