MAXIEMENDAMENTO AL DDL ANTICORRUZIONE.


L’approvazione del ddl anticorruzione non sembra ancora arrivata alla fine.

Piero Garda, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha infatti annunciato che il governo ha chiesto di rinviare a martedì l’esame del disegno di legge anticorruzione, spiegando di voler porre la fiducia sul provvedimento.

Intanto la Severino ha dato parere negativo a tutte le proposte di modifica relative alla parte penale del ddl.

Alle luce delle ultime vicende, l’ipotesi che circola è che martedi verrà presentato un maxiemendamento sulla parte rimasta del ddl anticorruzione sul quale, per l’appunto, sarà posta la fiducia.

Il Governo, dunque, starebbe preparando un maxiemendamento al ddl sul quale chiedere la fiducia: la nuova proposta, secondo quanto si è appreso da fonti parlamentari, dovrebbe assorbire in un articolo unico le norme contenute all’articolo 10 (sul tema dell’incandidabilità dei condannati) e dal 13 al 19, in sostanza le norme sulle sanzioni penali per la concussione e la corruzione e introducono reati come il traffico di influenze e la corruzione tra privati.

Via libera, invece, per l’articolo 12 del ddl, che restringe la possibilità per i magistrati di assumere incarichi fuori ruolo, in altre amministrazioni o Authority. La norma prevede che gli incarichi fuori ruolo, nella carriera dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili e degli avvocati e procuratori dello Stato, non possano assommare a più di dieci anni e in ogni caso non possano durare per più di cinque consecutivi. Chi verrà collocato fuori ruolo potrà mantenere «esclusivamente il trattamento economico fondamentale dell’amministrazione di appartenenza», applicandosi anche agli incarichi già in corso.

Molto più problematica rimane, comunque, la questione dell’incompatibilità dei condannati a sedere in Parlamento. La divisione è fra chi propone, come l’Idv e Pd, che venga estesa, nel caso dei reati più gravi, anche a coloro che non hanno subito una sentenza definitiva e chi, come il Pdl, ritiene che rilevi solo il giudicato.

La battaglia si prospetta, quindi, molto dura e per lo scontro, speriamo questa volta, definitivo non rimane che attendere martedi.

Angela Scalisi

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