Sarà visibile ancora per poco la prima mostra dedicata al pittore Tintoretto alle Scuderie del Quirinale di Roma. Vittorio Sgarbi ha curato questa prima esposizione monografica dedicata ad uno dei più grandi artisti del Cinquecento italiano, con una attenta selezione di circa 40 dipinti provenienti da musei e collezioni internazionali.
Jacopo Robusti, vero nome dell’artista (1519-1594) è l’unico tra i grandi interpreti della pittura italiana del Cinquecento a non aver avuto fino ad ora, in Italia, una mostra monografica significativa. Se si esclude quella tenuta a Venezia nel 1994, l’ultima mostra sul grande maestro veneto risale al 1937, per l’impossibilità di spostare i grandi teleri veneziani.
Tre le principali tematiche adottate nella mostra: la religione, le opere mitologiche e la ritrattistica.
La prima, ottimamente rappresentata da opere ben selezionate e indiscusse come il Miracolo dello schiavo, dipinto nel 1548 per la Scuola Grande di San Marco, opera che lo imporrà prepotentemente come uno dei protagonisti della scena veneziana, o il Gesù tra i dottori (1542), la Madonna dei Tesorieri e il Trafugamento del corpo di San Marco.
Accanto a queste le opere di soggetto storico o mitologico, di grande intensità emotiva come due dei quattordici ottagoni, raffiguranti Apollo e Dafne e Deucalione e Pirra, realizzati nel 1541 per il soffitto di Casa Pisani o la splendida Susanna fra i vecchioni dal Kunsthistorisches di Vienna
Terza e ultima tematica, la ritrattistica. In particolare aprono e chiudono l’esposizione due autoritratti: il giovanile del Victoria & Albert Museum di Londra e il senile del Louvre di Parigi. Sebbene in competizione con Tiziano, infatti, anche i suoi contemporanei gli riconobbero un “perfettissimo giudizio nei ritratti” e dalle maggiori collezioni internazionali ne arriveranno a Roma dei più famosi.
La mostra delle Scuderie del Quirinale si inquadra in quell’ampio programma di rivisitazione degli artisti che hanno reso unica e grandiosa la storia artistica del nostro paese: da Botticelli ad Antonello da Messina, da Bellini a Caravaggio e, più recentemente, a Lorenzo Lotto e Filippino Lippi.
Giuliana Ventura.








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