La pietra bianca di Siracusa fa da scenario alla bella Ortigia, tempio dell’ arte e della cultura greca.
Al fine di valorizzare alcuni spazi del centro storico e della zona archeologica di Siracusa, Vincent Pirruccio allestisce per le vie d’ Ortigia la mostra “Attraversamenti” organizzata dal collezionista Diego Uccello e curata da Ornella Fazzina.
Il nome “attraversamenti” è metafora di un continuo viaggio del quale spesso non si conosce la meta.
Le grandi sculture modificano la percezione dello spazio e restituiscono una nuova visione urbana. Le opere, disposte lungo un percorso prestabilito, dialogano con i luoghi e con il pubblico che interagiscono con le stesse; sono sei le opere esposte lungo l’asse che dallo spazio antistante Casina Cuti (zona archeologica) si snoda fino ad arrivare al Tempio di Apollo e a Piazza Archimede. Nello stesso periodo dodici sculture medio-piccole dell’artista si potranno ammirare nel cortile e nella sala espositiva del Palazzo del Governo in via Roma, sempre a Siracusa. Le installazioni realizzate in ferro ricalcano, nella poetica dell’artista, uno schema formale molto rigoroso che nella costruzione geometrica trova la sua massima manifestazione. Pulizia tecnica e composizione matematica sono le caratteristiche di questi lavori che creano un felice connubio tra studio razionale della forma e la forma urbis che connota la nostra realtà storica.
L’esperienza artistica di Pirruccio affonda le proprie radice nel Costruttivismo per arrivare ad inserirsi nei movimenti degli anni ‘60/’70 in cui l’artista, dopo un periodo impegnato in operazioni percettive e concettuali con l’utilizzo di superfici specchianti, si è concentrato su strutture bidimensionali che progressivamente si espandono generando movimento, in contrapposizione alla staticità connaturata al genere scultoreo.
Lavora prima fuori l’ Italia e successivamente a Milano, che negli anni ‘70 supportata da firme qualificate della critica italiana quali Gillo Dorfles, Flaminio Gualdoni, Daniela Palazzoli e con esposizioni insieme ad importanti artisti della scena europea.
Strutture primarie sono i titoli delle opere di Pirruccio, basate su un’apparente semplicità linguistica che però sottintende una profondità di analisi. La sua ricerca plastica punta sul rapporto tra la scultura, l’ambiente e l’osservatore, generando molteplici possibilità percettive e nuove esperienze estetiche. Il concepire grandi sculture geometriche di ferro in relazione a luoghi specifici, sulle quali l’agire delle intemperie fa delle sinopie del passaggio del tempo, diventa un modo per comunicare la potenza della natura su di noi. Inoltre, nelle sue opere si ravvisa tra forma e contenuto uno stretto rapporto che permette di leggere l’opera a diversi livelli, non ultimo quello di un percorso autobiografico che vede nella interruzione della linearità, della simmetria, della perfezione formale un racconto di vita. La precarietà diventa, quindi, il leit motiv di gran parte della sua produzione, una poetica di sospensione, di tensione interna e di torsione dei volumi che giocano con equilibri sempre in bilico.
Giuliana Ventura.







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