Dal 1° luglio vivremo un secondo in più grazie alla rotazione terrestre


Un secondo in più di vita non si può di certo rifiutare. L’Iers, l’ente che controlla la rotazione del nostro pianeta e tutte le sue infinitesime variazioni, ci comunica che al 1° luglio di quest’anno sarà aggiunto un secondo. Si tratta, in realtà, del venticinquesimo secondo, detto intercalare, che viene aggiunto alla normale conta dal 1972. Il motivo è il rallentamento della rotazione terrestre attorno al proprio asse dovuto all’influenza delle maree lunari e, in parte, ad una sorta di freno gravitazionale prodotto dal Sole e dagli altri pianeti.

Il secondo intercalare, o meglio ancora il leap second, non è altro che il tempo che occorre a sincronizzare i potentissimi orologi atomici, costruiti dall’uomo, con la scala temporale basata sul moto rotatorio del pianeta. In Italia chi si occupa di questi sensibili problemi di misura è l’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino (Inrim) in diretto contatto, ovviamente, con l’ente internazionale parigino che tiene sincronizzati tutti gli orologi atomici del pianeta. Questi ultimi posseggono una maggior precisione nella scala temporale persino rispetto all’orologio naturale più grande che conosciamo, la Terra. L’ultimo dei leap second fino ad ora introdotti risale al 2008 e, assieme a tutti gli altri, è stato, fino ad oggi, indispensabile per il calcolo del tempo. A tale scopo, come precedentemente accennato, si utilizza una rete di orologi atomici su cui si basa l’Utc, ovvero il tempo coordinato universale; il problema sta nel fatto che la durata del secondo atomico, definita nel 1967, è legata a dati astronomici che dopo decenni sono, per forza di cose, cambiati.

Come spesso accade tra gli uomini si è acceso un lungo dibattito, a livello internazionale, per abolire l’introduzione dei secondi intercalari; Italia, USA, Francia ed altri spingono per l’abbandono onde evitare la regolazione manuale di computer che oltre ad essere un’operazione costosa implica rischi ed errori. Per contro, Germania, Cina, Canada, Gran Bretagna ed altri difendono l’uso di questo espediente.

Gli orologi radio controllati si sincronizzeranno automaticamente, per tutti quelli manuali ci sarà bisogno di bloccare la lancetta più lunga (in relazione al tipo di orologio) proprio per un secondo, ma sarà un’occasione in più per ammirare questo splendido e stupefacente meccanismo inventato dall’uomo, dalle caratteristiche, a volte, incredibili, in attesa che nel 2015 si riuniscano nuovamente gli esperti per confrontarsi sulla necessità di questi leap second.

Paolo Licciardello

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