“Marilyn” in mostra al Museo Salvatore Ferragamo a Firenze.


«Non è il viso che colpisce, ma le espressioni. Non è il corpo che ci piace, ma il modo in cui si muove. Non è spesso l’aspetto fisico che ci attrae, ma sono i modi di fare di una persona». In questo breve pensiero è circoscritta la vera essenza di Norma Jean Baker , in tutta la femminile fragilità e la sensuale ingenuità di Marilyn Monroe.

Persino l’Italia, che non è rimasta indifferente al cinquantesimo anniversario della sua morte, la compiange, continuando ad organizzare iniziative per ricordarla: il Museo Salvatore Ferragamo ospita la mostra “Marilyn” al Palazzo Spini Feroni di Firenze. Donna e diva, intramontabile ed inimitabile, raccontata attraverso il suo estro glamour per entrare in punta di piedi ( o forse sarebbe meglio dire “di tacco”? ) nel suo animo più profondo. 

“Marilyn” è stata ufficialmente aperta al pubblico mercoledì 20 giugno con un cocktail esclusivo ed assolutamente a tema: in occasione dell’evento gli ospiti sono stati accolti da hostess che indossavano il celebre abito bianco del film “Quando la moglie è in vacanza”, mentre servivano creazioni culinarie a cura di Federico Salza, che per l’occasione ha creato dei cupcake ricoperti di glassa bianca e bacio scarlatto ispirato alle labbra dell’attrice; inoltre irato alle labbra dell’attrice.solutamente a temada la carriera e la moda ma assume anche uno sguardo più introspettivo verso ila splendida cornice del Palazzo Spini Feroni, le cui sale profumeranno di Marilyn fino al 28 gennaio 2013, era impreziosita da trionfi di rose rosse, fiore amatissimo dalla Monroe, tanto che dopo la sua morte, Joe Di Maggio ne fece recapitare alla tomba un mazzo tre volte la settimana per 20 anni.

Cinquanta abiti di scena e trenta paia di scarpe basteranno per riportarne la memoria? L’esposizione non si limita a questo. Il percorso ripercorre vita privata e carriera della diva di Hollywood per antonomasia attraverso la moda e quindi gli abiti, le scarpe (Salvatore Ferragamo ne creò appositamente per lei) e le opere che hanno fatto leggenda, assumendo tuttavia uno sguardo più introspettivo rispetto a quello che era il suo personaggio pubblico. Tutto emana il fascino della musa. Fotografia ed arte si intrecciano in un continuum tra passato e presente, revocando lo charme di un mito senza tempo e rappresentando alcuni celebri scatti realizzati da grandissimi fotografi accostati, in questa occasione, a sculture classiche.

Per la retrospettiva una sala è dedicata esclusivamente agli abiti indossati nei film, pellicole come Niagara, Quando la moglie è in vacanza, Fermata d’autobus, A qualcuno piace caldo, Gli spostati; una parte della mostra invece è dedicata interamente alle scarpe, le adorate decolleté dal tacco a spillo, tra cui quelli creati appositamente per lei da Salvatore Ferragamo per esaltare la sua sensualità; ed infine l’excursus procede anlizzando il “rapporto con il mondo dell’arte” attraverso l’obiettivo dei fotografi che l’hanno ritratta, scatti accostati a capolavori del passato come il gesso della Ninfa dormiente del Canova ( prestato dal Museo di Possagno) e l’Alessandro morente (conservata al Museo Archeologico di Firenze) insieme all’opera di Andy Warhol in bianco e nero “Quattro Marilyn” ( prestata dal The Andy Warhol Museum di Pittsburg).

In omaggio a Marilyn saranno proiettate anche alcune immagini del film La rabbia (1962), diretto da Pier Paolo Pasolini.

Oltre alla mostra al Museo Ferragamo, il ricordo del mito di Marilyn prosegue al Gallery Hotel Art, un albergo della catena Lungarno Collection, sempre di proprietà della famiglia Ferragamo, dove verrà ospitata una rassegna di 22 scatti in bianco e nero dal titolo “Sui tacchi di Marilyn”.

Così a quasi 50 anni dal suo anniversario (5 agosto 1962), la diva viene raccontata in tutte le sue sfaccettature, umane e divine, attraverso un ricordo fuori da stereotipi e pregiudizi.

Eleonora Mirabile

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