Piano per mobilità e prepensionamenti. Nuovi tagli in arrivo per risanare il debito pubblico.


Nonostante i sacrifici fin qui fatti per “Salvare l’Italia”, le cifre parlano chiaro: bisogna ancora  reperire i 4,2 miliardi che si sono resi necessari per la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva di quest’anno, le risorse per il terremoto dell’Emilia e le risorse necessarie per le spese inderogabili, come ad esempio quelle per le missioni internazionali.

Al via, dunque, un nuovo decreto che, presentato appena ieri, dopo ulteriori verifiche già previste per oggi, potrebbe veder la luce già lunedì.

Al centro del mirino anche la sanità: la spesa per i medicinali di Asl e ospedali dovrà scendere dall’attuale tetto del 13,2 %. Dispute accese sui tagli che secondo il ministero della Sanità dovrebbe essere sui 2 punti%, mentre per Bondi, commissario per la spending review, dovrebbero toccare i 5 punti. L’obiettivo ottimale è, per parlare chiaro, quello di ottenere risparmi complessivi per 1,5 miliardi.

Il punto centrale della manovra riguarda, però, la P.A., attraverso la riduzione della sua pianta organica.

Si parla di tagli del 20 % per i dirigenti di primo livello, del 10 % per i dirigenti di secondo livello e del 5 % per gli altri ruoli, per un totale di ben 10 mila dipendenti.

Chi non accetterà il piano di mobilità predisposto, passerà in “cassa” per 2 anni con l’80 % dello stipendio, mentre altri 8 mesi saranno coperti dall’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego). Per velocizzare le uscite dei dipendenti pubblici si ipotizza, anche, una possibile deroga alla riforma Fornero, in modo da poter mandare in pensione con la vecchia legge anche chi ha maturato i requisiti minimi solo nei primi mesi di quest’anno.

Ovviamente i tagli riguarderanno anche il superfluo: si comincerà con i buoni pasto ridotti da 7,5 a 5 euro al giorno, non dimenticandosi della possibilità, anche di qualche bella sorpresina natalizia, con il pagamento della tredicesima che potrebbe essere rinviato a gennaio 2013.

Tagli continui e senza fine contro una crisi che non sembra volerci lasciare. Ovviamente rimane da chiedersi se tutti questi sacrifici, alla fine, saranno davvero utili.

Angela Scalisi

 

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