Gustav Klimt e il suo 150° anniversario.


Al solo sentir pronunciare il nome di Gustav Klimt l’immediata associazione mentale per immagini non può che essere che quella relativa al celebre dipinto “Il Bacio”. Ecco perché oggi, in occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, google lo omaggia per 24 ore con un doodle ispirato e riproducente il suo capolavoro indiscusso.

Provocatore, rivoluzionario e accattivante, il pittore austriaco fu uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau ai tempi della Secessione Viennese. Nei lavori della sua realizzazione artistica numerosi sono gli aspetti che prevalgono e che sono divenuti tratti distintivi del suo stile: prima di tutto le figure femminili appaiono come elemento chiave di continuo ritorno nella sua produzione, come soggetti privilegiati e mai eterogenei nelle loro forme, anche quando rappresentano figure allegoriche, le donne sono visibilmente ritratte da personaggi della vita quotidiana; talvolta si tratta di prostitute che, anche se ingentilite dalle citazioni classiche nel contesto del quadro, vengono raffigurate ad esempio con acconciature vaporose e trucco pesante, oppure vengono rappresentate come femmes fatales (tema molto in voga al tempo); inoltre nella sua pittura prevalgono il simbolo, l’evocazione della realtà piuttosto che la sua rappresentazione, la linea elegante, morbida e sinuosa, la bidimensionalità delle forme, l’accostamento sapiente dei colori, il preziosismo, in una fusione e in un assorbimento delle più svariate componenti, che vanno dalla conoscenza dei mosaici di Ravenna (fulgore e divisionismo cromatico, superamento della realtà, assenza di volumetria) fino alle più recenti acquisizioni artistiche (simbolismo, decadentismo) e psicoanalitiche (l’espressione dell’inconscio attraverso il segno pittorico). Eppure l’arte di Klimt non è tutta o soltanto espressione di un mondo interiore, egli è capace di rendere anche l’ultima magica poesia di un bel paesaggio o la forza interiore che emana dai visi di alcuni ritratti femminili.

E ne “Il bacio” di Klimt c’è tutto questo. Punta di diamante e sintesi perfetta della sua poetica, della sua arte e del suo mondo culturale. C’è la cultura di Vienna e la scuola di Freud, c’è l’amore per la preziosità, l’oro e la magnificenza, c’è la forza dei sentimenti della Secessione.

La faccia e le braccia dei personaggi emergono dal resto del quadro, formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati. La faccia della donna è racchiusa fra le mani del maschio, il quale ha il braccio della femmina sul collo, Klimt ha vestito i suoi personaggi con una lunga tunica, che permette di avvolgerli in un’intimità unitaria che lascia scoperti solo le braccia, la faccia ed il ginocchio della donna dando l’impressione della nudità e semplicità della passione. I sentimenti sono nello stesso tempo autentici ed individuali ma corrispondenti ai ruoli: il senso di totale abbandono e dedizione della donna piegata, nei confronti dell’uomo, rappresentato proteso in avanti, in atteggiamento di forza protettiva e tenerezza nei confronti di chi si abbandona totalmente a lui. In realtà non si tratta di un vero e proprio bacio passionale ma pur tuttavia c’è tutto il sentimento che il bacio esprime nell’unione tra uomo e donna, essendo l’atto d’amore di più profonda intimità tra gli amanti.
Ne “Il Bacio” di Gustav Klimt vi è l’universale concreto del bacio. In questa cornice lo sfondo dorato, che assume una prevalenza inedita e assoluta, è funzionale ad accogliere e racchiudere il momento estatico dell’amore. In contrasto con quest’ultimo il prato fiorito ai piedi dei due amanti, che li lega simbolicamente alla terra, legandosi quindi al tema della sintesi tra cielo e terra, realtà e utopia. Quello dell’autore è uno stile bidimensionale dove si fondono elementi naturali, geometrici e astratti ed in cui l’equilibrio della loro unione è allo stesso tempo perfetto e precario, armonico e inquieto, specchio di un’epoca sospesa tra illusioni e certezze, dove l’amore sembra l’unico baluardo in cui rifugiarsi. Gli amanti raffigurati sono lo stesso Klimt e la sua compagna Emilie Floge. Isolati dal mondo in un abbraccio che è fusione sensuale e spirituale, i due amanti del dipinto celebrano il trionfo del potere dell’eros, capace di sconfiggere i conflitti tra uomo e donna, persona e natura.

 

 “Chiunque voglia sapere qualcosa di me, deve osservare attentamente i miei dipinti.”

 

Anche l’Italia rende omaggio al genio di Klimt in questo centocinquantesimo anno: Venezia gli ha dedicato una delle mostre più visitate della stagione (oltre 150.000 presenze), Milano un’altra importante rassegna, mentre Roma aspetta settembre per un altrettanto imperdibile appuntamento.

Eleonora Mirabile.

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