Raùl Castro visita la salma di Lenin: vorrà imbalsamare anche Fidél?


Raùl Castro pensa già al dopo. Al dopo Fidél si intende. Come mantenere intatto il corpo e il ricordo del leader màximo? Deve essere stato più o meno questo quello che si è chiesto il più piccolo dei Castro attualmente in visita a Mosca, dove, spinto forse da questo dilemma, ha stravolto i piani degli anfitrioni russi chiedendo di poter visitare il mausoleo dedicato al padre della rivoluzione di ottobre Lenin. Il corpo dell’indimenticato padre della patria rossa vanta il primato di resistere intatto ai segni del tempo. Risultato ottenuto grazie a un meticoloso quanto periodico controllo svolto sulla salma per verificare l’efficacia del processo di imbalsamazione.  La tecnica naturalmente resta top secret, ma qualcosa in merito è trapelata: tre specialisti dell’Accademia delle scienze si recano due giorni alla settimana nel mausoleo che sorge nella Piazza Rossa per constatare la presenza di eventuali processi degenerativi della mummia; ogni 12-18 mesi, inoltre, il corpo di Lenin viene rimosso e immerso per trenta giorni in un bagno a base di glicerolo e acetato di potassio; per di più, ogni tre anni c’è il cambio del vestito (per i primi 17 indossò la divisa militare, per poi passare a un abito nuovo, confezionato su misura con un raffinato tessuto svizzero di lana sottile che apprezzava molto anche in vita).  Un processo che comunque contravviene a quelle che furono le precise disposizioni impartite dallo stesso Lenin, che nulla voleva di tutto questo, ma che si è dovuto piegare, suo malgrado, e per un’evidente impossibilità di poter controbattere, agli ordini di Stalin: la salma venne prima esposta davanti all’enorme folla per un ultimo omaggio e poi fu trasferita nel feretro collocato in un’apposita stanza con temperatura controllata.

Se per pura curiosità o per un’effettiva voglia di riservare lo stesso trattamento al fratello, Raùl Castro dopo aver reso omaggio alla salma ha chiesto e ottenuto di poter scendere nei sotterranei del mausoleo dove si trova il laboratorio che cura lo stato del corpo di Lenin, e chissà che non sia riuscito a carpire i segreti della tecnica top secret. L’idea di un mausoleo che accolga le spoglie del comandante nella piazza centrale de L’Avana è un desiderio noto ormai da tempo che ben si accompagna al progetto, che forse questa visita svela, di rendere immortale l’uomo che ha liberato l’isola dalla dittatura di Fulgencio Batista (per trasformarla in seguito in una nuova prigione si potrebbe aggiungere). Le preoccupazioni del presidente cubano sarebbero legate, quindi, alla voglia di far sopravvivere il mito e la rivoluzione che Fidél incarna.

Il progetto cubano, però, si muove in direzione diametralmente opposta da quello che in Russia sta cominciando a prender piede: tre partiti su quattro, infatti, sarebbero favorevoli all’idea di togliere la mummia di Lenin dal mausoleo della piazza Rossa per seppellirla, come del resto voleva lui stesso.

Aurora Circià

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