Economist edizione europea: L’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno


Silvio Berlusconi ritornerà per riproporsi come primo ministro per la settima volta ( forse )

I telegiornali nel loro trasmettere “informazione” sono sempre più, volutamente, caotici. La notizia non viene facilmente colta, viene quasi detta fra le righe. Tutti i politici dicono la loro opinione e spesso si perde di vista sul “cosa” sia rivolta la loro opinabile opinione.  L’Italia e i suoi diversi settori  avanzano verso il precipizio. La spinta finale? Il ritorno del Cavaliere. Velatamente, distrattamente recepire questa notizia mentre si pranza non è auspicabile a nessuno. 

Mi documento.

L’Economist, il settimanale di informazione da tutto il mondo edito a Londra che si occupa di cronaca e politica non è rimasto indifferente alla notizia italiana del ritorno come candidato ( per la settima volta ) di Silvio Berlusconi  come primo ministro.

“Poche cose potrebbero andare peggio per la credibilità in Italia (e creditizia) che per gli investitori di passare i prossimi nove mesi chiedendosi se Silvio Berlusconi ritorna come primo ministro. Ma questo è sempre più probabile.”

Molti rumors infatti lo vogliono come candidato del suo partito alle prossime elezioni generali, che si terranno entro la primavera dell’anno prossimo. Pubblicamente c’è quella che potremmo definire suspance politica, ma in una intervista del 14 luglio in maniera latente il suo aver detto che «avrebbe preferito aver fatto l’annuncio più tardi” lascia tutti con il dubbio. Si candiderà o non si candiderà?

Il suo nuovo piano, hanno detto alcuni suoi stretti collaboratori, è quello di rilanciare il suo partito, il Popolo della Libertà (PdL), sulla base dei principi del libero mercato, dinamiche e precetti già abbracciati durante la sua prima campagna elettorale quando entrò in carica nel lontano 1994, ma che ovviamente e in maniera clamorosa non applicò nei nove anni successivi in cui governò l’Italia.

” But does this mean that, as in the late 1990s and mid-2000s, he can return from political near-death? “

I presupposti non sono rassicuranti.

Secondo The Economist sono tre le motivazioni per cui il partito politico di Silvio Berlusconi ha avuto un calo di consensi.

La prima è che il Pdl sta pagando il prezzo per il suo sostegno parlamentare al governo tecnocratico di Mario Monti e del governo dell’Unione europea sul mandato inerente le misure di austerità, che hanno colpito economicamente molte persone. Ma il centro-sinistra del Partito Democratico ha sostenuto il governo tecnico di Monti e non ha sofferto nella stessa misura i cali dei consensi.

Una seconda teoria è che il PdL è persa senza il suo fondatore e che Alfano non riesce a farsi carico del ruolo di leader.

Una terza ragione possibile della situazione del PdL è dovuta al fatto che Berlusconi  restio a prendere in considerazione l’implosione e il sempre maggiore numero di italiani che ogni giorno a proprio discapito si rendono conto che gli otto anni tra il 2001 e il 2011 quando era al potere sono stati un disastro per l’economia del nostro paese. Ha introdotto alcune riforme strutturali  che hanno posto in secondo piano la crescita economica e culturale del Paese portando ad una situazione attuale assai difficile.

Inoltre il settimanale conclude il suo articolo ponendo all’attenzione un sondaggio pubblicato il 9 luglio da Termometro Politico, un sito web, dove il 72% degli intervistati ha dichiarato che non avrebbero mai votato per Berlusconi di nuovo. Il sondaggio ha anche suggerito che le accuse riguardanti la sua vita privata avevano devastato il suo elettorato tradizionale. Si è riscontrato che il 53% delle donne che hanno votato per lui nelle ultime elezioni politiche, nel 2008, ha dichiarato di non farlo mai più.

Di una cosa si è certi al di là della sua ricandidatura o della sua eventuale rielezione, in Italia c’è bisogno di sacrifici per colmare i vuoti e per evitare di fare il salto dall’ormai celeberrimo precipizio metaforico della crisi e sopratutto c’è bisogno di aria nuova. C’è bisogno di cambiamento. Non possiamo ancora analizzare l’acqua della pozzanghera cercando di trovare i lati positivi, rimane stantia e non pura. Guardiamo altrove.

Alessia Aleo

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